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Semplificazioni (deregulation?) per i rifiuti da imprenditori agricoli: perchè?

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Semplificazioni (deregulation?) per i rifiuti da imprenditori agricoli: perchè? Empty Semplificazioni (deregulation?) per i rifiuti da imprenditori agricoli: perchè?

Messaggio  Admin il Sab Ott 26, 2013 3:29 pm

Negli ultimi anni la gestione dei rifiuti da attività agricola, compresi i pericolosi (che non sono pochi), è oggetto di continue semplificazioni, l'ultima nel DL 101/13 di imminente pubblicazione.
Qualcuno può spiegarmi il senso di queste scelte?
Si tratta di un comparto che non presenta rischi ambientali?

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&frm=1&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CC4QFjAA&url=http%3A%2F%2Falessandrobratti.blogspot.com%2F2013%2F10%2Fbrucia-rifiuti-pericolosi-nei-campi.html&ei=L8JrUtmGFYPa4ASWs4Ao&usg=AFQjCNElQJFwI5GIrrgpwlVjL5kD8pH8Gw&bvm=bv.55123115,d.bGE
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Messaggio  Aurora Brancia il Sab Ott 26, 2013 5:05 pm

se fossi in una delle mie fasi di iperpolemicità, come puoi immaginare comincerei  con la disamina puntuale dell'articolo che posti e mi soffermerei tignosa su " i flaconi contenenti diserbanti e fito farmaci".
Ma è sabato, ed io non ho troppa voglia di farlo.

Allora, ti rispondo con una domanda: ma secondo te, quanti sono i coldiretti che, non avendo dipendenti e quindi non potendo nemmeno essere "beccati" da ASL o DPL pe v iolaione delle norme di tutela del lavoro, sanno o almeno sono coscienti di quanti materiali, pericolosi già come prodotti, sono dei rifiuti pericolosissimi? Quanti di loro sanno che l'abitudine di "bruciare gli scarti combustibili", storica in agricoltura, non è applicabile ai nostri odierni rifiuti nemmeno nelle attività agricole?

Un paio di anni fa, venne arrestato "in flagrante" un vecchio e notissimo ristoratore caprese, con l'accusa di "smaltimento illecito di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva" e se non sbaglio gli avevano affibbiato pure un'ipotesi di disastro ambientale... Lo avevano infatti beccato che, con la sua barchetta a remi, ogni tanto andava a buttare in mare lungo una scogliera frangiflutti a poca distanza dal suo locale, tutte le bottiglie di vetro dei vini, oli, bibite, acque etc. consumate nel suo ristorante. All'epoca i giornali riportarono che, alla sua meraviglia davanti alle accuse, rispondesse: ma il vetro si deve buttare in mare, altrimenti è pericoloso perchè è tagliente, noi qui mica abbiamo chi lo rifonde!

Non mi meraviglierei se il 71enne di caivano rispondesse "ma la plastica non si mischia mica mai con il terreno, anzi lo soffoca, che ne dovevo fare? Tanto, all'inceneritore di acerra ci fanno lo stesso!"
Dici che non ti ho spiegato perchè  c'è questa deregulation sui rifiuti da agricoltura?
E invece, sì, se ci pensi...
Io,  faccio sempre appello alla maieutica socratica.

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sto ancora cercando un aforisma che mi identifichi senza confondimenti indesiderati, ma non c'è.
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Messaggio  vaghestelledellorsa il Sab Ott 26, 2013 6:06 pm

Admin ha scritto:Negli ultimi anni la gestione dei rifiuti da attività agricola, compresi i pericolosi (che non sono pochi), è oggetto di continue semplificazioni, l'ultima nel DL 101/13 di imminente pubblicazione.
Qualcuno può spiegarmi il senso di queste scelte?
ma è semplicissimo caro Capo e la spiegazione è politico-lobbistika: nel gruppo misto siedono i rappresentanti del partito etnico di raccolta suddtirolese SVP che tante volte ancora al tempo di Prodi tennero per le palle il governo ... ebbene costoro rappresentano solo se stessi e fanno l'interesse esclusivo dei loro elettori e cioè il popolo contadino del Suddtirolo . Infatti se vai a guardare tra i proponenti e firmatari di quell'emendamento ci sono proprio i due suddetti che lo presentano nel corso degli anni già per la quarta volta. Quindi 2+2 fa $empre 4. Twisted Evil
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Messaggio  Aurora Brancia il Sab Ott 26, 2013 7:21 pm

Twisted Evil devo riconosere che la mia spiegazione proto-socialfilosofica è stata ampiamente surclassata da quella forse più "pedestre" ma sicuramente più schietta e realistica di vaghe!

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Messaggio  Marusca Spicciani il Lun Nov 04, 2013 11:02 am

Buongiorno a tutti.
Mi occupo della produzione di rifiuti dei soci e clienti di una Cooperativa di agricoltori e Vi garantisco che tutti i "coldiretti" sanno che non si può bruciare il nylon delle serre, che non si possono interrare rifiuti, che i contenitori anche vuoti, dei fitofarmaci, sono rifiuti pericolosi, a meno che non vengano "bonificati" secondo un protocollo della Regione Toscana ancora in vigore (!), e sempre a rischio e pericolo del produttore del rifiuto, e che, a maggior ragione, i residui di fitofarmaci vanno smaltiti secondo regole ben precise e così via.
Nemmeno i più anziani possono dire di non sapere.
Che continuino a fare come ritengono opportuno, per abitudine, superficialità, carenza di controlli, etc. , questa è un'altra cosa.
Questo benché riconosca che negli anni le cose sono molto cambiate e che anche l'atteggiamento dei coltivatori è in parte maturato.
E guardate, che non parlo di pochi coltivatori che vengono informati occasionalmente, ma di molti agricoltori che tramite associazioni di categoria o aziende come quella in cui lavoro, vengono aggiornati sul da farsi, per quanto mi riguarda, fin dal 1996.
Per i motivi politici che spingono i nostri governanti a dare "contentini" al mondo agricolo, con piccole e continue semplificazioni che vanificano gli intenti originari della normativa,
beh... beer 

Aurora Brancia ha scritto:se fossi in una delle mie fasi di iperpolemicità, come puoi immaginare comincerei  con la disamina puntuale dell'articolo che posti e mi soffermerei tignosa su " i flaconi contenenti diserbanti e fito farmaci".
Ma è sabato, ed io non ho troppa voglia di farlo.

Allora, ti rispondo con una domanda: ma secondo te, quanti sono i coldiretti che, non avendo dipendenti e quindi non potendo nemmeno essere "beccati" da ASL o DPL pe v iolaione delle norme di tutela del lavoro, sanno o almeno sono coscienti di quanti materiali, pericolosi già come prodotti, sono dei rifiuti pericolosissimi? Quanti di loro sanno che l'abitudine di "bruciare gli scarti combustibili", storica in agricoltura, non è applicabile ai nostri odierni rifiuti nemmeno nelle attività agricole?

Un paio di anni fa, venne arrestato "in flagrante" un vecchio e notissimo ristoratore caprese, con l'accusa di "smaltimento illecito di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva" e se non sbaglio gli avevano affibbiato pure un'ipotesi di disastro ambientale... Lo avevano infatti beccato che, con la sua barchetta a remi, ogni tanto andava a buttare in mare lungo una scogliera frangiflutti a poca distanza dal suo locale, tutte le bottiglie di vetro dei vini, oli, bibite, acque etc. consumate nel suo ristorante. All'epoca i giornali riportarono che, alla sua meraviglia davanti alle accuse, rispondesse: ma il vetro si deve buttare in mare, altrimenti è pericoloso perchè è tagliente, noi qui mica abbiamo chi lo rifonde!

Non mi meraviglierei se il 71enne di caivano rispondesse "ma la plastica non si mischia mica mai con il terreno, anzi lo soffoca, che ne dovevo fare? Tanto, all'inceneritore di acerra ci fanno lo stesso!"
Dici che non ti ho spiegato perchè  c'è questa deregulation sui rifiuti da agricoltura?
E invece, sì, se ci pensi...
Io,  faccio sempre appello alla maieutica socratica.
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Messaggio  angel il Lun Nov 18, 2013 10:18 pm

Non sono ancora riuscito a capire come si dovranno comportare le imprese agricole dopo il 3 marzo 2014.
Continuano a compilare solo il registro cartaceo sino al 1 agosto 2014 ( senza utilizzare il sistri come registro produttori) e poi dal 2 agosto 2014 conserveranno solo le schede sistri senza compilare nessun registro (ne cartaceo ne sistri)????
Un altro dubbio che mi pongo è se sono obbligate oppure no ad essere iscritte al sistri nonostante non dovranno tenere il registro visto che non ho trovato scritto da nessuna parte che sono esonerate dall'iscrizione ( a meno che quando dicono che assolvono la compilazione del registro con la conservazione delle schede è sottinteso che non sono obbligate all'iscrizione.
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Messaggio  angel il Sab Gen 18, 2014 2:56 pm

Ciao a tutti. Qualcuno riesce a darmi dei chiarimenti sul mio post precedente a questo (qui sopra) in quanto a tutt'oggi non sono riuscito a capire il da farsi.
Ho sentito anche il CC sistri e la risposta, che però non mi ha convinto per niente, è stata che gli agricoltori devono rimanere iscritti al sistri ma senza doverlo utilizzare e la cosa mi sembra molto strana.
Visto che il 3 marzo si avvicina a chiunque mi possa aiutare gli sono molto grato.
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Messaggio  angel il Lun Gen 20, 2014 1:51 pm

Ho anche scritto al sitri la seguente mail:

Buongiorno ho un dubbio riguardante le imprese agricole e il loro utulizzo del
SISTRI.
In base alla legge 125 del 30 ottobre 2013 all'art. 11 comma 1 non esclude le
imprese agricole dalla adesione del sistri.
Ma all'art. 12 bis comma 1-ter dice che:" gli imprenditori agricoli di cui
all'art. 2135 del codice civile produttori iniziali di rifiuti pericolosi
adempiono all'obbligo della tenuta dei registri di carico e scarico con una
delle seguenti modalità:

a) con la conservazione progressiva per tre anni del formulario di
identificazione di cui all'articolo 193, comma 1 , relativo al trasporto di
rifiuti, o della copia della scheda del sistema di controllo della
tracciabilità (sistri) di cui all'art 188-bis comma 2 lettera a.

Cosa vuol dire ?

- che un impresa agricola rimane iscritto al sistri ma senza utilizzarlo
(nemmeno a partire dal 3 marzo) e compilerà solo il registro cartaceo sino al 2
agosto senza mai effettuare il doppio binario? Rimmarrà iscritta al sistri
pagando solo la quota annuale dovuta ?

-oppure deve utilizzare il sistri come qualsiasi altra impresa che produce
rifiuti pericolose (ma non trovo il senso del atr 12 bis)

In attesa di una vostra risposta e ringraziandovi anticipatamente per la
risposta colgo l'occasione per porgere cordiali saluti


e la risposta è stata:

Gentile utente,

la circolare esplicativa, redatta dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,a chiarire il d.l. del 31 agosto 2013, n. 101, convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125, spiega:


Nel contempo, l’articolo 11 del d.l. n. 101/2013 ha parzialmente riformulato alcune delle disposizioni (articoli 190 e 193) riguardanti gli adempimenti cartacei ai fini della tracciabilità. Tale nuova formulazione sarà applicabile dal 1° agosto 2014, ai soggetti che non aderiscono al SISTRI, vale a dire una volta cessato il periodo di moratoria (comportante, come esposto, l’ultrattività delle disposizioni nel testo previgente al d.lgs. n. 205/2010 e la moratoria delle sanzioni SISTRI).
In particolare:

- mediante il comma 12-bis (che ha modificato l’articolo 190, commi 1 e 1-bis, del d.lgs. n. 152/2006): è stato ridefinito l’ambito soggettivo dell’obbligo di tenuta dei registri di carico e scarico, per tener conto delle modificazioni dell’articolo 188-ter; sono state apportate semplificazioni per la tenuta dei registri da parte degli imprenditori agricoli (queste semplificazioni consistono nella possibilità di adempiere all’obbligo di tenuta dei registri mediante la conservazione del formulario di trasporto o del documento di conferimento dei rifiuti al circuito di raccolta di cui all’art. 183, comma 1, lettera pp), del d.lgs. n. 152/2006); è stato precisato il contenuto ed i tempi massimi delle annotazioni nei registri;

- mediante il comma 12-ter (che ha modificato l’articolo 190, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006), è stato precisato l’obbligo di tenuta dei registri per i produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi; mediante il comma 12-quater (che ha modificato l’articolo 193, comma 1, del d.lgs. n. 152/2006), è stato precisato l’obbligo di compilare i formulari per i raccoglitori e trasportatori.

- mediante il comma 12-quinquies (che ha introdotto il comma 19-bis, all’articolo 212 del d.lgs. n. 152/2006), gli imprenditori agricoli produttori di rifiuti sono stati esclusi dall’obbligo di iscrizione all’Albo gestori ambientali, per il trasporto dei propri rifiuti ai fini del conferimento nell’ambito del circuito organizzato di raccolta (di cui alla lettera pp), del comma 1, dell’articolo 183, del d.lgs. n. 152/2006).

Rimaniamo a disposizione

Distinti saluti

CC Sistri

In pratica ad una richiesta di chiarimento ti risposndono con pezzi del decreto e circolari che non tolgono nessun dubbio.
Ho chiamato allora il CC e la risposta è stata che devo interpretare la legge e loro non possono dare certezze se un impresa agricola deve o non deve utilizzare il SISTRI.















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