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Eliminata la definizione di rifiuto assimilabile e rifiuto assimilato

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Messaggio  Admin il Gio Set 17, 2020 9:32 am

Il D.Lgs. 116/2020, di attuazione della direttiva (UE) 2018/851, cancella dal TUA la definizione di rifiuto assimilabile ed assimilato (rimane, in verità, un refuso nella rubrica del capitolo 20 dell'allegato D).
Il novellato art. 184, nel definire i rifiuti urbani, rimanda alla definizione inserita all'art. 183, comma 1, lett. b-ter):

"b -ter ) “rifiuti urbani”:
1. i rifiuti domestici indifferenziati e da raccolta differenziata, ivi compresi: carta e cartone, vetro, metalli, plastica, rifiuti organici, legno, tessili, imballaggi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti ingombranti, ivi compresi materassi e mobili;
2. i rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata provenienti da altre fonti che sono simili per natura
e composizione ai rifiuti domestici indicati nell’allegato L -quater prodotti dalle attività riportate nell’allegato L -quinquies ;
3. i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade e dallo svuotamento dei cestini portarifiuti;
4. i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed
aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
5. i rifiuti della manutenzione del verde pubblico, come foglie, sfalci d’erba e potature di alberi, nonché i rifiuti risultanti dalla pulizia dei mercati;
6. i rifiuti provenienti da aree cimiteriali, esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui ai punti 3, 4 e 5".


La nuova definizione di rifiuti speciali:

"3. Sono rifiuti speciali:
a) i rifiuti prodotti nell’ambito delle attività agricole, agro-industriali e della silvicoltura, ai sensi e
per gli effetti dell’articolo 2135 del codice civile, e della pesca;
b) i rifiuti prodotti dalle attività di costruzione e demolizione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’articolo 184 -bis ;
c) i rifiuti prodotti nell’ambito delle lavorazioni industriali se diversi da quelli di cui al comma 2;
d) i rifiuti prodotti nell’ambito delle lavorazioni artigianali se diversi da quelli di cui al comma 2;
e) i rifiuti prodotti nell’ambito delle attività commerciali se diversi da quelli di cui al comma 2;
f) i rifiuti prodotti nell’ambito delle attività di servizio se diversi da quelli di cui al comma 2;
g) i rifiuti derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue, nonché i rifiuti da abbattimento di fumi, dalle fosse settiche e dalle reti fognarie;
h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie se diversi da quelli all’articolo 183, comma 1, lettera b -ter );
i) i veicoli fuori uso"
.

Ovviamente è abrogata la lett. e) dell'art. 195, c.2, sulla competenza dello Stato a determinare, con decreto ministeriale, i criteri qualitativi e quantitativi per l'assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani.

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Eliminata la definizione di rifiuto assimilabile e rifiuto assimilato Empty ... e quelli che non sono più urbani senza dubbio....

Messaggio  Tomaso Ieri alle 3:39 pm

Evidenzio il nuovo comma b-sexies)
i rifiuti urbani non includono i rifiuti della produzione, dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, delle fosse settiche, delle reti fognarie e degli impianti di trattamento delle acque reflue, ivi compresi i fanghi di depurazione, i veicoli fuori uso o i rifiuti da costruzione e demolizione

Sebbene questa precisazione sia nata per combattere l'abitudine di alcuni paesi nord-europei di "contare", tra gli altri, come urbani i rifiuti delle ristrutturazioni edilizie in ambito cittadino e quindi performance nominali di recupero di tutto rispetto, l'effetto netto che avremo, nel nostro  sistema nazionale inutilmente iper-regolamentato (negli altri paesi la gestione dei rifiuti non pericolosi è veramente easy), è che buona parte delle cd. isole ecologiche saranno illegali se continueranno ad accettare i rifiuti da piccole demolizioni, anche svolte direttamente dai cittadini o conferimenti da molti soggetti professionali.
Ci dovrà, necessariamente, anche essere un giro di vite su tutti quei Comuni che chiudono 5 occhi sui pescatori o agricoltori che farciscono i cassonetti di reti, teli e resti vari... Questi non potranno più disinteressarsi della gestione dei loro rifiuti. Bene, ma... la complessità del quadro normativo nazionale, che richiede iscrizioni all'albo gestori di veicoli, responsabili tecnici, formulari per i trasporti ecc. e la limitata competenza degli artigiani/pescatori/agricoltori sulla gestione rifiuti sarà la solita fabbrica di inutile contenzioso.
Nelle 90 e passa pagine del Decreto semplificazioni, un posticino per la gestione dei rifiuti non pericolosi non si poteva trovare?
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Messaggio  silvia Ieri alle 6:48 pm

Tomaso ha scritto:Evidenzio il nuovo comma b-sexies)

l'effetto netto che avremo, nel nostro  sistema nazionale inutilmente iper-regolamentato (negli altri paesi la gestione dei rifiuti non pericolosi è veramente easy), è che buona parte delle cd. isole ecologiche saranno illegali se continueranno ad accettare i rifiuti da piccole demolizioni, anche svolte direttamente dai cittadini o conferimenti da molti soggetti professionali.

Alla luce di ciò che scrive Tomaso domando: ma è ancora valido il DM 8/4/2008 come modificato da DM 13/05/2009 (disciplina dei centri di raccolta) che elencava i CER ammissibili nei centri di raccolta (appunto), e che ricomprendeva fra l'altro i rifiuti da costruzione e demolizione?
Se il nuovo 116 non lo ha modificato (ammesso che un DLgs possa modificare un DM... sono ignorante) avremo delle norme che confliggono?
Non ho ancora letto bene il 116, sono pigra, voglio i testi coordinati uffaaaaa
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Messaggio  silvia Ieri alle 7:15 pm

Mi autorispondo, ho visto che nel 116 ci sono modifiche al DM del 2008 sugli ecocentri.
Però i CER dei rifiuti da costruzione e demolizione non vengono espunti.
Che ne dite?
Grazie!
silvia
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Messaggio  Tomaso Ieri alle 9:00 pm

Ti rispondo subito.
1) I DM sono il livello più basso della normazione.
Sotto vengono solo le circolari ministeriali (firmate dal Ministro).
Sotto ancora le circolare firmate dai dirigenti che dovrebbero essere buone solo per incartare il pesce ma al Mattm vanno, da anni, per la maggiore.
Nessuna circolare, ovviamente, può innovare alcunché ma solo fornire chiarimenti.
Ma, di nuovo, al Mattm hanno fatto, temo inconsciamente, del disprezzo delle regole un'arte.
2)Quindi un Dlgs. scavalca qualsiasi DM.
Peraltro, è il recepimento di una direttiva europea, del tutto perentoria, pertanto, anche senza Dlgs. Al termine massimo di recepimento era comunque cogente il divieto.
3) posto che le isole ecologiche, ecocentri, o centri di raccolta, sono autorizzati solo per gli urbani, in deroga alla norma generale sugli impianti di gestione rifiuti, se non si fanno autorizzare alla veloce a gestire questi rifiuti speciali, non possono più legalmente ritirarli.
4) la lista dei Codici non è coerente nel nuovo TUA, post modifiche?
Non è mai stato modificato ufficialmente né l'allegato g né i per anni...
Che speravi?
Tomaso
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