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Messaggio  ioemestessa5 il Sab Lug 14, 2012 12:05 pm

Non riesco a trovare da nessuna parte una risposta alla mia domanda, spero che qui qualcuno mi aiuti! Allora la domanda è la seguente
Può un privato o come si dice in gergo forense una " persona fisica" vendere alle aziende i propri rifiuti?
Tipo se io volessi vendere ad un'azienda che si occupa del riciclo della plastica le bottiglie di acqua che consumo, invece, di buttarle o mandarle ad un ecopunto che nella mia zona non esiste, potrei farlo? C'è una legge che lo vieta? Esiste una normativa che me lo concede? Ovviamente vendendoli farei una fattura per prestazioni occasionali! Se qualcuno è esperto in questo può suggerirmi qualche legge da studiare? Grazie mille!
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Messaggio  Aurora Brancia il Sab Lug 14, 2012 4:45 pm

ioemestessa5 ha scritto: Ovviamente vendendoli farei una fattura per prestazioni occasionali!

Vendere un oggetto a chicchessia non è una "prestazione occasionale" (quella, è un'altra sa...), ma una cessione di beni contro corrispettivo. Nel tuo caso, di beni usati: bottiglie. Un privato che cede beni usati non è tenuto a rilasciare fattura ma semplice ricevuta fiscale, e il ricavato andrà correttamene inserito tra i redditi nella dichiarazione apposita, mi sembra con un importo minimo annuo al di sotto del quale si assume non costituisca "reddito". Se trovi chi te le compra, da privato ad azienda, significa che nell'oggetto sociale della Azienda/ditta ciò è compreso anche se magari in maniera generale. Altrimenti, non possono farlo. Se non trovi nessuno, e ti vuoi disfare di quelle bottiglie, allora sono senz'altro dei rifiuti e se le vuoi già vendere con il concetto di "rifiuti" non puoi se non ti iscrivi tra i Commercianti di rifiuti all'albo gestori ambientali.

SE tu sei solo una persona fisica, e non come mi verrebbe da pensare un consulente che sta cercando di capire come fare certi fatti, non so in casa quanti siete e quanto beviate, ma secondo me è assai più comodo metterli nell'apposito contenitore della differenziata, ovvero portarle alla tua isola ecologica di riferimento, e quando tutto manca schiacciarle e metterle nel cassonetto dell'indifferenziata.
Io bevo acqua in vetro, 3 lt almeno al giorno, e sinceramente uso le campane perchè persino il vinaio che vende "sfuso" non può accettarle.

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Messaggio  cecilia il Sab Lug 14, 2012 7:12 pm

Come dice Aurora ammesso che trovi chi ti compra la plastica ( che per la tutta raccolta differenziata sarebbe una soluzione se non LA soluzione al degrado ambientale, che il consumatore finale abbia un interesse economico anche piccolo nel fare lo sforzo di separare e consegnare i propri rifiuti) lo puoi fare cosi come si fa con i rottami di ferro, rame, piombo ecc. Il commerciante di rottame emette una autofattura, la persona fisica deve solo identificarsi. Io l'ho fatto diverse volte mettendo insieme rottami di piombo accumulati dai nonni in campagna come si faceva una volta. Io vorrei che il sistema funzionasse così ci guadagnerebbero tutti, invece ci tocca pagare l'imballaggio quando compriamo e poi la tassa di rifiuti urbani per smaltire la stessa cosa che abbiamo già pagato all'acquisto. Ho travato un link che può servire per il discorso fiscale. Scusate se vivo in un altro mondo.....http://www.brundisium.net/approfondimenti/shownotiziaonline.asp?id=500
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Messaggio  Aurora Brancia il Sab Lug 14, 2012 8:14 pm

Cara Cecilia, sarebbe oggettivamente bello e comodo come dici tu se, come "si faceva una volta" e come anche io trovavo assai efficiente, la cosa fosse normativamente "ammessa". Ma non lo è. Anche al link che hai postato, c'è infatti scritto:
La nuova disciplina si estende indistintamente su rivenditori abituali di detti materiali ovvero su imprese che solo occasionalmente procedono a questo tipo di cessioni. Non si ravvedono nella nuova disciplina limitazioni inerenti il volume d’affari come nel previgente regime.

Come vedi, di privato cittadino non si parla.

E, non per avvilirti sia chiaro!, mi sento in dovere di dirti che nel momento in cui tu credi di stare facendo una cosa ambientalmente corretta ( come nei fatti la stai facendo!) in quello stesso momento ti stai rendendo corresponsabile con ogni probabilità di un traffico illecito di rifiuto, almeno come concorso, se acchiappi il PM isterico, ed addirittura potresti vederti contestato il reato di istigazione a delinquere ed il concorso in evasione fiscale perchè, qualunque cosa ti abbia detto il signore che si è preso il tuo piombo, (che per inciso è pure un rifiuto pericoloso e verosimilmente proveniente da demolizione, ossia da quando avevano sostituito i tubi dell'acqua, e voglio sperare non fosse una batteria di veicolo, quindi anche rifiuto speciale e non urbano) chi fa recupero di rifiuti e non è servizio urbano di raccolta non può assolutamente prendere niente da un privato se non con tanto di FIR. Quindi, è verosimile che per quanto ti abbia identificata ciò sia stato solo fumo negli occhi, e tenderei francamente ad escludere che in tal caso ci sia stata l'autofatturazione in reverse change e quindi il versamento del corrispettivo IVA. Avreste commesso un reato penale ed un reato fiscale, secondo me, tutti e due, in una sola volta, pr pochi kg di piomo da una parte e qualche euro da comperarsi la colazione o poco più dall'altro. Come dicevo, non mi pare ne valga la pena.

Potrei anche slanciarmi sul fatto che persino per il trasporto di rifiuti propri c'è tutta una regolamentazione nazionale da seguire, e che nell'art. 193 del D.Lgs. 152/06, che alcuni chiamano Testo Unico Ambientale ma tale di fatto non è e così non si chiama perchè ci sono molte altre leggi collegate, regolamentazione per il trasporto dei rifiuti personalmente prodotti che non si applica solo
ai trasporti di rifiuti non pericolosi effettuati dal produttore dei rifiuti stessi, in modo occasionale e saltuario, che non eccedano la quantità di trenta chilogrammi o di trenta litri, né al trasporto di rifiuti urbani effettuato dal produttore degli stessi ai centri di raccolta di cui all’articolo 183, comma 1, lett. mm). Sono considerati occasionali e saltuari i trasporti di rifiuti, effettuati complessivamente per non più di quattro volte l’anno non eccedenti i trenta chilogrammi o trenta litri al giorno e, comunque, i cento chilogrammi o cento litri l’anno.

Come vedi, cara cecilia, neppure l'articolo riferito al solo trasporto di rifiuti prevede che un privato possa conferire ad un "recuperatore" un rifiuto. Per questo a leiesestessa5 ho parlato di cessione di beni= bottiglie, e non di rifiuti =imballaggi usati, tenendoci a sottolineare che come "rifiuto" non si può proprio fare.

Tu hai anche ragione, sarebbe meglio se ognuno potesse conferire i propri rifiuti riciclabili ed averne un bonus economico (cosa che alcuni fanno : http://www.repubblica.it/ambiente/2012/07/14/news/rifiuti_acerra_record_differenziata-39062775/?ref=HRER2-1 ), ma sempre secondo la legge, legge che peraltro a mio avviso è nettamente migliorabile.
Il fai da te su queste tematiche non è consentito, nel mondo civile.

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Messaggio  cecilia il Sab Lug 14, 2012 9:58 pm

Certamente mi riferivo a piccole quantità e non ad attività d'impresa che implica quanto bene hai esposto. Ma, senza incorrere in tutti quei reati mostruosi ad esempio i centri tipo ecopunti o progetto recoplastica comprano i tuoi imballaggi ed è credo questo a cui si riferiva la domanda iniziale. Alcuni funzionano con tessere a punti che scali dalla tassa dei rifiuti ed altri monetizzano direttamente.!!!
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Messaggio  ioemestessa5 il Dom Lug 15, 2012 3:41 pm

Avevo in mente di creare una piattaforma per connettere le fabbriche produttrici di materie plastiche, carta e alluminio e le persone che consumano, in modo da creare una possibilità di guadagno anche se poco a tante persone! Ma visto che non si può fare pazienza.Io pensavo si potesse riprodurre l'isola ecologica online. Così da vedere meno rifiuti in giro! Chissà se in un futuro si vedrà una cosa del genere! Buona domenica!
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Messaggio  Aurora Brancia il Dom Lug 15, 2012 4:24 pm

ioemestessa5 ha scritto:Avevo in mente di creare una piattaforma per connettere le fabbriche produttrici di materie plastiche, carta e alluminio e le persone che consumano, in modo da creare una possibilità di guadagno anche se poco a tante persone! Ma visto che non si può fare pazienza.Io pensavo si potesse riprodurre l'isola ecologica online. Così da vedere meno rifiuti in giro! Chissà se in un futuro si vedrà una cosa del genere! Buona domenica!
Guarda che una cosa del genere è già possibile e non sei mica la prima che ha pensato a questa cosa, che si chiama giustappunto intermediazione di rifiuti ed occorre iscriversi all'albo gestori ambientali, cat. 8, per farla. L'unico limite è che i consumatori devono conferire i rifiuti alle isole ecologiche di raccolta pubblica. Ma tu puoi intermediare tra la raccolta pubblica, le fabbriche produttrici e gli impianti di recupero di materia, anche senza avere una tua struttura (si dice intermediario senza deposito) o piattaforma come la chiami tu. Se intendi anche avere un posto fisico, uguale.
Ma lo sai che esistono i consulenti ambientali che -se davvero consulono - dovrebbero capirne di questi fatti? Puoi rivolgerti ad uno di loro, che sempre se davvero consule ti dirà che qualifiche servono per chi, come e quando . Se no, almeno vai stesso tu a leggertele sul sito dell'albo, è la Del. n. 2 del 15 dicembre 2010.

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Messaggio  Admin il Dom Lug 15, 2012 11:52 pm

Come dice Aurora, non puoi gestire questo flusso di rifiuti senza passare per il gestore del servizio pubblico.
I rifiuti prodotti dalle famiglie sono classificati urbani per legge e, a differenza degli speciali, sono sottoposti a privativa.
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Messaggio  cirillo il Lun Lug 16, 2012 8:48 am

Admin ha scritto:Come dice Aurora, non puoi gestire questo flusso di rifiuti senza passare per il gestore del servizio pubblico.
I rifiuti prodotti dalle famiglie sono classificati urbani per legge e, a differenza degli speciali, sono sottoposti a privativa.
Questo post già mi aveva sollevato un dubbio che, con la puntuale precisazione fatta da Admin, è diventato un autentico tarlo che è il seguente: "come inquadriamo allora tutti quei soggetti che svolgono attività di commercio, generalmente di rifiuti metallici, con licenza comunale, rientranti nella fattispecie di cui all'art. 266 co. 5? (DLgs 152/2006)."
A mio avviso svolgerebbero un'attività "regolare" solo se acquistassero beni non più utilizzati dal detentore per rivenderli successivamente, tal quali e non potrebbero acquistare, invece, oggetti dei quali i detentore si disfa in quanto non più riutilizzabili e considerati, dallo stesso, rifiuti; il Comune ha la privativa, appunto.

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Messaggio  Gabriele Stefani il Lun Lug 16, 2012 9:12 am

ioemestessa5 ha scritto:Può un privato o come si dice in gergo forense una " persona fisica" vendere alle aziende i propri rifiuti?
Tipo se io volessi vendere ad un'azienda che si occupa del riciclo della plastica le bottiglie di acqua che consumo, invece, di buttarle o mandarle ad un ecopunto che nella mia zona non esiste, potrei farlo? C'è una legge che lo vieta? Esiste una normativa che me lo concede? Ovviamente vendendoli farei una fattura per prestazioni occasionali! Se qualcuno è esperto in questo può suggerirmi qualche legge da studiare? Grazie mille!
come già detto nei precedenti post, la normativa prevede che i rifiuti urbani siano di privativa comunale: il comune è il titolare del servizio RSU, che generalmente affida ad una azienda iscritta in cat. 1.
Oltre agli aspetti normativi, evidenzio alcuni aspetti prettamente economici che rendono impossibile realizzare la tua idea:
1. i materiali che tu vorresti vendere, sono materiali caratterizzati da un controvalore economico: il CONAI "restituisce" dei soldi a fronte di ogni ton di materiale conferito alle varie piattaforme. che il comune/municipalizzata liberalizzi questo mercato .. lo vedo impossibile (economicamente e politicamente);
2. per la plastica il bilancio economico non è autofinanziante: ammesso potessi anche portare autonomamente le tue bottiglie di plastica in un impianto, il controvalore economico non coprirebbe le spese (tempo di raccolta e trasporto, consumo di carburante); anche avvalendoti di un trasportatore autorizzato, i 5 - 10 € di controvalore non coprirebbero i 200 - 250 € che il trasportatore ti chiederebbe.

Ci stiamo dimenticando, da buoni italiani, di una semplicissima e banalissima soluzione (molto in voga in Italia fino ai primi anni 80 .. e diffusissima nei paesi scandinavi e nella tanto "odiata" Germania Merkelliana): il vuoto a rendere! ad oggi unica vera possibile praticabile soluzione per attuale la politica del ZERO WASTE!

cmq una cosa è certa: possiamo parlare e proporre quello che vogliamo, ma fintantochè la raccolta differenziata non è associata ad un sistema economico diretto .. non cambierà nulla.

OT: giusto ieri ero in Germania. al momento dell'acquisto (anche al supermercato) di imballaggi la cassiera applica una maggiorazione di:
- bottiglie in vetro: 8 €cent;
- bottiglie in plastica: 15 €cent - 25 €cent (a seconda del tipo di PET / PE)
maggiorazioni che vengono restituite riportando al punto vendita la bottiglia vuota
(.. e chissà come mai .. rifiuti abbandonati in Germania .. nn se ne vedono!)

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Messaggio  Aurora Brancia il Lun Lug 16, 2012 9:35 am

qui a napoli abbiamo una ricca storia di "saponari" e di "piattari", rispettivamente evoluti in commercio non più ambulante come antiquari e rottamatori...

In effetti, ne hanno presi e sbattuti dentro talmente tanti per presunto "traffico illecito" che quasi più nessuno, ma forse nessuno del tutto, si sogna di andare per case a ritirarsi i mobili usati, le lavatrici ed altri elettrodomestici da cannibalizzare per riparazioni e così via, le pentole rimaste senza manici, i secchi e le bagnarole sfondati, le reti dei letti smollate, etc. etc. etc.. Gli stessi "cartonari" ambulanti sono ormai pochissimi, perchè il limite dei 30 kg di trasportabili dell'art. 193 già contemplato dall'art. 15 del ronchi li aveva "stroncati". Ora che la "saltuarietà" ha un limite annuo di 100 kg, mi pare evidente che queste attività commerciali sono impraticabili se non c'è appunto iscrizione in cat 8.
Alcuni "risolvono" effettivamente prendendosi solo materiale rivendibile (saponari) senza modifica di riutilizzo, anche con piccoli accomodi, tutto il resto... di solito compare in strada all'improviso nottetempo!

Personalmente, io trovo che mettendo dei paletti precisi al tipo di oggetti (perchè appunto li escluderei dalla definizione di rifiuti) "commerciabili" si potrebbe effettivamente ottenere tanto, soprattutto ai fini del riutilizzo, specie quaggiù dove il concetto di "ingombrante" che va in raccolta pubblica trova difficoltà, sia di comprensione da parte della popolazione (appunto, noi chiamavamo il saponaro/piattaro di quartiere) che di gestione da parte del servizio pubblico.
Ma ora come ora, la Legge dice così e così si fa, c'è poco da discutere.

E pensare che già se solo i produttori di imballaggi di bevande provvedessero a ritirare detti imballaggi presso i rivenditori, o magari proprio presso questi adesso impossibili commercianti, invece di sto conai del saciccio che si paga soltanto, già ci andremmo meglio per tutto ciò che appunto sono bottiglie, scatoli, lattine, barattoli e contenitori in genere (come riferisce ilGabri sulla Crante Cermania), alleggerendo notevolmente il costo di smaltimento dello stesso servizio pubblico e, tutto sommato, creando occupazione. Francamente, a meno di non voler considerare un letto in ottone come pericoloso perchè l'ottone è una lega di rame e zinco ( confused ), o la buatta di pummarole pericolosa perchè in banda stagnata, o il tappo a corona della birra perchè di acciaio al cromo...
Io non riesco proprio a figurarmi come un commerciante di oggetti domestici dismessi possa fare "traffico illecito" o creare danni ambientali. Che invece creano di certo le discariche per l'indifferenziato ... e sul resto taccio.

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Messaggio  Gabriele Stefani il Lun Lug 16, 2012 10:07 am

Aurora Brancia ha scritto:qui a napoli abbiamo una ricca storia di "saponari" e di "piattari", rispettivamente evoluti in commercio non più ambulante come antiquari e rottamatori...
non è una usanza esclusivamente partenopea .. o almeno .. non è limitata solamente alla circondario vesuviano: tant'è che da qualche tempo a questa parte, ho un filo diretto con stazione CC e VVUU per denunciare il furto di motori dei frigoriferi, tv, batterie al piombo .. e da qualche mese .. carta e cartone che nottidiamente .. spariscono dai centri di raccolta.

Aurora Brancia ha scritto:
Personalmente, io trovo che mettendo dei paletti precisi al tipo di oggetti (perchè appunto li escluderei dalla definizione di rifiuti) "commerciabili" si potrebbe effettivamente ottenere tanto, soprattutto ai fini del riutilizzo, specie quaggiù dove il concetto di "ingombrante" che va in raccolta pubblica trova difficoltà, sia di comprensione da parte della popolazione (appunto, noi chiamavamo il saponaro/piattaro di quartiere) che di gestione da parte del servizio pubblico. ...
nei miei ultimi progetti di centri di raccolta ho previsto l'istituzione di una zona, esterna all'ecocentro, dove gli utenti si possono scambiare quello che vogliono: fino a prova contraria, lo scambio di oggetti tra privati cittadini, in area pubblica, non è reato.
però, nel momento in cui, l'utente varca il cancello di entrata con qualunque materiale (e in quel momento diventa RIFIUTO) dall'ecocentro non esce più nulla, se non su mezzo autorizzato al trasporto e con relativo FIR.
questo perchè, in qualità di RT, non mi posso permettere (per la mia incolumità giuridica) la mercanzia di merce all'intero di un impianto (l'ecocento lo è a tutti gli effetti), ne tantomeno che alcun utente vada a denunciare incidenti/infortuni all'interno dell'impianto.

Aurora Brancia ha scritto:
(come riferisce ilGabri sulla Crante Cermania)
hanno tantissimi difetti, ci ho lavorato assieme per oltre 10 anni .. e per molti aspetti sono insopportabili, ma hanno una grande, grandissima qualità che noi italiani non abbiamo: sanno programmare a medio/lungo termine. Noi viviamo alla giornata e .. vabbè .. ai problemi di domani ci pensermo domani, o dopodonami; loro invece vivono l'oggi, attenti a mettere le basi per domani.


Ultima modifica di ilGabri il Lun Lug 16, 2012 10:33 am, modificato 1 volta

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Messaggio  isamonfroni il Lun Lug 16, 2012 10:26 am

Mannaggia, senza scomodare la Grande Germania, lo facevamo anche noi il vuoto a rendere, un po' di anni fa (certamente fino alla fine degli anni 70) e nessuno mi pare fosse ecomafioso per questo.
Anzi, almeno per la parte vetro, in giro ce ne era pochissimo, visto che per i ragazzini rastrellare le bottigliette in giro per raggranellare qualche spicciolo era diventata la regola.

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