VETRO - Regolamento UE - Cessazione della definizione di Rifiuto - EoW

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Messaggio  PiazzaPulita il Mar Dic 11, 2012 2:58 pm

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Re: VETRO - Regolamento UE - Cessazione della definizione di Rifiuto - EoW

Messaggio  VdT il Mar Dic 11, 2012 4:24 pm

il link a me non funziona, potresti ricontrollarlo?

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Re: VETRO - Regolamento UE - Cessazione della definizione di Rifiuto - EoW

Messaggio  PiazzaPulita il Mar Dic 11, 2012 4:27 pm

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Re: VETRO - Regolamento UE - Cessazione della definizione di Rifiuto - EoW

Messaggio  VdT il Mar Dic 11, 2012 4:28 pm

Ottimo, grazie

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Re: VETRO - Regolamento UE - Cessazione della definizione di Rifiuto - EoW

Messaggio  Aurora Brancia il Dom Dic 16, 2012 9:43 pm

e insomma, è passata una settimana ed io ancora non ho sbollito del tutto l'irritazione che quest'ultimo Reg CE mi ha scatenato.
Tento di spiegarmi: come a tutti noto, ci hanno messo sotto procedura più di una volta per non aver recepito a puntino la Dir CE 98/08, ed infatti noi dobbiamo al 205/10 l'introduzione del concetto di "sottoprodotto": in quei 2 anni, una bella quantità di sottoprodotti sono dovuti uscire dalle fabbriche a costo di rifiuti... come spesso escono tuttora perchè "evitiamo, meglio stare tranquilli, paghiamo e rifacciamoci sul costo di quello che vendiamo..."
Mi irrita più di tutto che -prima dell'adozione del 22/97, di recepimento di altra/e Dir CE- l'idea, la nozione, il criterio di "sottoprodotto" o di "sfridi/scarti di produzione" come che li vogliamo chiamare, noi qui in italia ce lo avevamo bello chiaro, da sempre le metalmeccaniche rivendevano i loro pezzi di scarto alle fonderie, anche "in conto fornitura", il ciclo si chiudeva subito.
E loro "no, quelli sono rifiuti, te ne vuoi disfare quindi sono rifiuti!", e da lì è partito il primo inghippone.
Adesso, stanno dando grande risalto al concetto di "cessazione della qualifica di rifiuto", scoprendo come anche nel caso dei rottami di vetro forse ad un certo punto del loro fine vita smettono di essere rifiuti... e possono essere ceduti/venduti/utilizzati/impiegati proprio come la corrispondente materia prima per fare vetro. Anzi, meglio della sabbia, che ha bisogno di ben più pesanti trattamenti.
Altro inghippone: nulla a che dire sui requisiti richiesti ai metalli in merito soprattutto al controllo di radioattività, ma c'era già in italia, questa cosa, per i metalli, da un po' dopo chernobyl (anche un pochetto troppo dopo, volendo sottilizzare...), ma qualcuno che magari ne sa più di me mi può spiegare che tipo di formazione e qualifica deve avere il personale qualificato che deve controlla la partita di rottami di vetro ???
Nessuna vetreria, nemmeno la più scafessa, accetta materiale con eccesso di impurezze, non si mettono mica a rischiare un forno fusorio ! E addirittura, che io sappia, i migliori vetraroli (da voi come si chiamano?) fanno belle montagnole già divise per colore: tutto il bianco, tutto il verdino, tutto il verde scuro, tutto il marrone chiaro, tutto il marrone scuro etc.etc., e infatti lo rivendono che quasi costa quanto il vetro già fatto a forma di bottiglia.

Tutto ciò premesso, io vorrei capire per quale motivo, a questo punto, non diamo una bella botta al cerchio, capace che così si chiude, visto che l'europa ne ha appena assestato uno sonoro alla botte, rimettendo il famoso "vuoto a rendere" almeno per gli imballaggi in vetro, che poi li chiamiamo complessivamente imballaggi, ma quando si va a fare la spesa si chiamano barattoli, bottiglie, fiaschi, e perché no damigiane.

La stessa cosa si può fare con gli imballaggi di alluminio o di ferro (lattine, buatte e buattelle...), con quelli di plastica (bottiglie sì, ma anche shampoo, balsamo, detersivo per i piatti o per i panni, varechina, etc etc) ...
Penso ad un paese civile, dove il produttore di qualcosa vende il suo qualcosa soggetto ad iva + x€ di confezioni, non ivate, che continueranno a vivere prive di IVA sino al consumatore finale che se le rompe o se le tiene le paga o altrimenti se le usa come "sconto" per il prossimo acquisto. Materia che va, materia che viene, il cui valore aggiunto sta nel non usare altre risorse non infinite e non rinnovabili.

Penso ad un posto civile dove tutti gli imballaggi siano ritirati presso i singoli distributori dei prodotti venduti in quegli imballaggi stessi, raccolti separatamente direttamente dai consorzi obbligatori: se sono obbligatori, e il produttore dell'imballaggio li deve pagare obbligatoriamente, ebbene che servano a tutti e che funzionino ovunque: è l'intera collettività a giovarsi del recupero di materia.

Soprattutto, io penso, spero, agogno ad un paese in cui il concetto di sottoprodotto, al pari di quello di materia che serve per farne altra analoga, sia ben precisato nella cocuzza di tutti quelli che vedono rifiuti ovunque e sempre, perchè meno rifiuti girano e più semplice sarà controllarli veramente.

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Re: VETRO - Regolamento UE - Cessazione della definizione di Rifiuto - EoW

Messaggio  VdT il Lun Dic 17, 2012 9:58 am

E come non essere d'accordo con il tuo punto di vista? Ma non credo che la reintroduzione del "vuoto a rendere" sia una mera richiesta da parte del mondo produttivo che vorrebbe chiudere rapidamente il cerchio dei suoi scarti di produzione, laddove sia palese la totale assenza della caratteristica di rifiuto. Noto, con molto piacere, negli ultimi tempi un interessamento quasi morboso anche da parte dell'utenza cittadina verso il vuoto a rendere e non si comprende per quale motivo sembriamo essere uno degli ultimi paesi a non utilizzarlo (mi sbaglio?)

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Re: VETRO - Regolamento UE - Cessazione della definizione di Rifiuto - EoW

Messaggio  isamonfroni il Lun Dic 17, 2012 10:20 am

Uffa, il vuoto a rendere ce lo abbiamo avuto per tutti gli anni 60 (o anche oltre forse), chissà come mai ora scopriamo l'acqua calda.........

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Re: VETRO - Regolamento UE - Cessazione della definizione di Rifiuto - EoW

Messaggio  VdT il Lun Dic 17, 2012 10:24 am

noi non la scopriamo...diventiamo invidiosi del fatto che gli altri paesi hanno qualcosa che noi avevamo ed abbiamo allegramente gettato alle ortiche...

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