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Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

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Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

Messaggio  James il Mar Mag 03, 2016 6:02 pm

Buonasera,
avendo letto alcune discussioni sulla gestione di rifiuti derivante da tale attività, avendo avuto a che fare con realtà che facevano tutto il contrario di tutto, non avendo trovato risposte esaustive semplici e chiare, vorrei confrontarvi con chi ne sa più di me per cercare di fare un po' chiarezza nel caos dei rifiuti da aree verdi, pubbliche o private, domestiche o di aziende.

Ritengo interessante questa circolare:
http://www.ambienteterritorio.coldiretti.it/notizie/Documents/sfalci%20e%20potature%20-%20parere%20MINISTERO.pdf

Partiamo dall'inizio: Attività artigiana di giardiniere, manutenzione aree verdi.
Come si deve comportare per gestire correttamente i soli rifiuti derivanti da sfalci e potature?
La via più facile è, previo accordi contrattuali, lasciare il rifiuto in carico al proprietario dell'area. Se è un privato o condominio lo gestirà come rifiuto urbano, se è un'impresa o ente lo gestirà come rifiuto speciale.

Però...

Se apro il 152/06 all'art. 184 c. 1 l.e vi è la definizione di rifiuto urbano ovvero alla lettera e "rifiuto vegetale proveniente da aree verdi, quali giardini,parchi e aree cimiteriali." Stop.
Non viene specificato altro, se da aree private o da aree pubbliche. Pertanto, a mio parere, sono da considerarsi TUTTE le aree verdi, giardini o parchi, PRIVATI E PUBBLICI.
Quindi se mi fermo qua, il giardiniere potrebbe gestirli come rifiuti URBANI e seguire il regolamento del Comune o di chi ha in appalto la gestione degli urbani.
Pertanto se li considera rifiuti URBANI, e vorrà giustamente trasportarli al Centro Raccolta Rifiuti Urbani, il giardiniere, essendo "impresa" dovrà avere l'autorizzazione al trasporto. Quale categoria?
la 1 o la 2 bis o entrambe?   Rolling Eyes

Ma lasciamo da parte un attimo il fatto che possano essere rifiuti urbani indipendentemente dal tipo di lavorazione effettuata. Consideriamolo un rifiuto speciale ai sensi dell'art.184 comma 3. Prima riflessione:
Il giardiniere regolarmente iscritto al registro imprese come impresa artigiana, che tipo di lavorazione svolge?
Attività agricola? attività artigianale? Attività di servizio?
Io direi, visti i casi e i post letti precedentemente, che nel caso specifico si tratta di una lavorazione artigianale. Ovviamente è un ragionamento "tirato" al limite...  Esistono altri casi più "limpidi" ovvero attività agricole o attività di servizio che fanno manutenzione aree verdi con le quali è più semplice l'iter.
Per cui ritornando all'impresa artigiana "Giardiniere", ovvero lavorazione artigianale che produce un rifiuto speciale (lett.d), direi che è obbligata al Registro c/s.
Passiamo al trasporto: senza dubbio categoria 2 bis.
Fino a qua direi tutto chiaro. Assurdo ma chiaro.
Di certo se non voglio triturarmi il cervello in ragionamenti degni di esperti in legislazioni, taglio la testa al toro, mi iscrivo in cat.2 bis, compro registro formulario, gestisco la mia erba e le mie potature come rifiuto speciale, stipulo una convenzione con la discarica o cerco uno smaltitore autorizzato.
Chi più esperto di me come la pensa?
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Re: Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

Messaggio  Aurora Brancia il Mar Mag 03, 2016 9:00 pm

di certo, che non puoi mandare gli sfalci di potatura in nessuna discarica: fosse solo perchè non esistono più da anni le discariche per i "Rifiuti Urbani", se li vuoi considerare urbani, nè discariche per materiali contenenti carbonio organico totale > 3% in ogni modo che tu voglia considerarli.
E sino a prova contraria, sfalci e potature sono quasi soltanto carbonio organico, sempre che tra ieri sera e stasera non sia cambiato qualcosa di essenziale nella fisiologia vegetale.  

_________________
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Re: Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

Messaggio  James il Mer Mag 04, 2016 9:10 am

Errore mio. Ho chiamato volgarmente "discarica per rifiuti urbani" l'impianto di recupero e smaltimento per RSU utilizzato dalla partecipata del mio Comune. Mi riferivo a quel impianto dove vengono conferiti tutti i rifiuti urbani raccolti dal servizio pubblico e dove, previa "convenzione" stipulata, i rifiuti urbani o speciali assimilati e derivanti dalle superfici non soggette a tassazione di enti o imprese si possono tranquillamente conferire, ovviamente a pagamento e con FIR. In quell'impianto effettuano il recupero mediante compostaggio dei Rifiuti Solidi Urbani.

Tuttavia non era quello il nocciolo della questione...
Il succo è, vista la confusione creata, alla luce dell'attale Testo Unico, e anche a seguito della circolare del Ministero allegata nel precedente post, un' impresa artigiana S.R.L. di manutenzione di giardini condominiali, privati e imprese, composta da 2 soci, un mezzo da 3,5 T, come diavolo gestisce l'erba tagliata e gli sfalci da potature?
Rifiuto urbano?
Rifiuto speciale assimilato?
Non rifiuto in quanto sottoprodotto?
Altro?

Sembra una cavolata...ma come detto prima, leggendo i vari post sul forum non vi è una linea chiara d'interpretazione...
Poi come già detto, senza dovere impazzire in periodi, virgole e commi e intenzioni del Legistlatore, si può benissimo gestirli come speciali e non ci penso più. Ma per mia testardaggine mi piacerebbe capire confrontandomi con chi più esperto di me, come realmente andrebbero gestiti una volta per tutte gli sfalci e le potature prodotte da enti e imprese...
;-)
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Re: Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

Messaggio  Admin il Mer Mag 04, 2016 11:23 am

In merito pende un quesito posto direttamente al ministero.
Siamo in attesa di una risposta.
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Re: Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

Messaggio  James il Mer Mag 04, 2016 11:39 am

Perfetto. Wink
Mi fa piacere. Pensavo di essere io a farmi troppi problemi e invece i problemi ci sono realmente.
Attenderemo con estrema gioia la risposta del Ministero.

Tuttavia in questo esatto momento, a titolo cautelativo, onde evitare "controllori con manie di protagonismo" e relative sanzioni, in attesa di chiarimenti ministeriali, ritenete corretto far gestire tali rifiuti da aree verdi, prodotti da un'impresa artigiana, come rifiuti speciali, con relativo FIR e iscrizione all'Albo in cat.2 bis?

Per ora ho solo il dubbio sulla tenuta del registro, perchè si che nel caso specifico trattasi di un'impresa artigiana, ma, contrariamente a quanto detto due post fa, il rifiuto deriva non da una lavorazione artigianale (che prevede la "creazione" di un qualcosa, non certo sfalci e potature), ma da una attività di servizio. Cosa ne pensate?
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Re: Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

Messaggio  avvOrecchia il Gio Mag 05, 2016 10:02 am

James ha scritto:Buonasera,
avendo letto alcune discussioni sulla gestione di rifiuti derivante da tale attività, avendo avuto a che fare con realtà che facevano tutto il contrario di tutto, non avendo trovato risposte esaustive semplici e chiare, vorrei confrontarvi con chi ne sa più di me per cercare di fare un po' chiarezza nel caos dei rifiuti da aree verdi, pubbliche o private, domestiche o di aziende.

Ritengo interessante questa circolare:
http://www.ambienteterritorio.coldiretti.it/notizie/Documents/sfalci%20e%20potature%20-%20parere%20MINISTERO.pdf

Partiamo dall'inizio: Attività artigiana di giardiniere, manutenzione aree verdi.
Come si deve comportare per gestire correttamente i soli rifiuti derivanti da sfalci e potature?
La via più facile è, previo accordi contrattuali, lasciare il rifiuto in carico al proprietario dell'area. Se è un privato o condominio lo gestirà come rifiuto urbano, se è un'impresa o ente lo gestirà come rifiuto speciale.

Però...

Se apro il 152/06 all'art. 184 c. 1 l.e vi è la definizione di rifiuto urbano ovvero alla lettera e "rifiuto vegetale proveniente da aree verdi, quali giardini,parchi e aree cimiteriali." Stop.
Non viene specificato altro, se da aree private o da aree pubbliche. Pertanto, a mio parere, sono da considerarsi TUTTE le aree verdi, giardini o parchi, PRIVATI E PUBBLICI.
Quindi se mi fermo qua, il giardiniere potrebbe gestirli come rifiuti URBANI e seguire il regolamento del Comune o di chi ha in appalto la gestione degli urbani.
Pertanto se li considera rifiuti URBANI, e vorrà giustamente trasportarli al Centro Raccolta Rifiuti Urbani, il giardiniere, essendo "impresa" dovrà avere l'autorizzazione al trasporto. Quale categoria?
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Ma lasciamo da parte un attimo il fatto che possano essere rifiuti urbani indipendentemente dal tipo di lavorazione effettuata. Consideriamolo un rifiuto speciale ai sensi dell'art.184 comma 3. Prima riflessione:
Il giardiniere regolarmente iscritto al registro imprese come impresa artigiana, che tipo di lavorazione svolge?
Attività agricola? attività artigianale? Attività di servizio?
Io direi, visti i casi e i post letti precedentemente, che nel caso specifico si tratta di una lavorazione artigianale. Ovviamente è un ragionamento "tirato" al limite...  Esistono altri casi più "limpidi" ovvero attività agricole o attività di servizio che fanno manutenzione aree verdi con le quali è più semplice l'iter.
Per cui ritornando all'impresa artigiana "Giardiniere", ovvero lavorazione artigianale che produce un rifiuto speciale (lett.d), direi che è obbligata al Registro c/s.
Passiamo al trasporto: senza dubbio categoria 2 bis.
Fino a qua direi tutto chiaro. Assurdo ma chiaro.
Di certo se non voglio triturarmi il cervello in ragionamenti degni di esperti in legislazioni, taglio la testa al toro, mi iscrivo in cat.2 bis, compro registro formulario, gestisco la mia erba e le mie potature come rifiuto speciale, stipulo una convenzione con la discarica o cerco uno smaltitore autorizzato.
Chi più esperto di me come la pensa?


Buongiorno.
La tesi più accredita considera gli scarti del verde urbano derivanti da manutenzione del verde anche di tipo privato come rifiuti urbani da classificarsi con il CER 20.02.01. Dalla qual cosa discende che l'impresa dovrà iscriversi all'albo in categoria 1.

Colgo l'occasione di segnalare che il Ddl recante deleghe al governo in materia di agricoltura all'art. 12 prevede che l'attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico e privato affidata a terzi possa essere esercitata:
a) dagli iscritti al Registro ufficiale dei produttori, di cui all’articolo 20, comma 1, lettere a) e c), del d.lgs. 214/2005;
b) da imprese agricole, artigiane, industriali o in forma cooperativa, iscritte
al registro delle imprese, che abbiano conseguito un attestato di idoneità che accerti
il possesso di adeguate competenze.

Inoltre segnalo che all'art. 41, modificativo dell'art. 185 d.lgs. 152/2006, si introduce l'esclusione dal campo di applicazione della Parte IV, anche per i rifiuti vegetali provenienti da giardini, parchi e aree cimiteriali (art. 184, comma 2, lett. e), a condizione che siano utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana.

Ovviamente occorrerà aspettare che il Ddl, attualmente all'esame del Senato, venga definitivamente approvato.
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Re: Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

Messaggio  James il Gio Mag 05, 2016 10:22 am

Grazie mille. Purtroppo è primavera e l'attività di manutenzione giardini è nel suo periodo migliore. In attesa di chiarimenti legislativi definitivi per tale attività, ora io consiglierò al mio cliente di iscriversi in cat. 2bis, dotarsi di FIR e Registro.
Poi si vedràWink
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Re: Ancora sui giardinieri...urbani o speciali?

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