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Info su normativa premialità TIA/Tarsu

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Messaggio  ozonerol il Lun Set 24, 2012 2:46 pm

Salve a tutti
ho bisogno di scrivere una relazione sulla premialità TIA/TARSU.
Solo che non sono perfettamente sicuro che sia ancora un obbligo di legge (la premialità intendo) per i Comuni.
Qualcuno potrebbe darmi delle informazioni o indicarmi qual è la normativa di riferimento?
Grazie a tutti
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Messaggio  Admin il Lun Set 24, 2012 5:10 pm

Premialità collegata a cosa? Al raggiungimento di obiettivi di raccolta differenziata?
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Messaggio  ozonerol il Lun Set 24, 2012 5:59 pm

Si, esattamente.
Ho bisogno di sapere se la premialità al cittadino legata al raggiungimento di obiettivi di raccolta differenziata è un obbligo di legge o se è a discrezione delle amministrazioni.
Mi spiego meglio: può un Comune decidere in autonomia di avviare un sistema di raccolta porta a porta, con codice a barre identificativo dell'utenza che possa poi incidere sulla cifra da versare da parte di ogni cittadino o invece c'è una legge che obbliga i comuni a farlo ma viene disattesa?
Spero di essermi spiegato meglio
Grazie ancora, Admin
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Messaggio  Gabriele Stefani il Lun Set 24, 2012 6:25 pm

ozonerol ha scritto:
può un Comune decidere in autonomia di avviare un sistema di raccolta porta a porta, che possa poi incidere sulla cifra da versare da parte di ogni cittadino
Si, è l'Amministrazione comunale che decide il modello gestionale ed organizzativo per la raccolta RSU.

ozonerol ha scritto:o invece c'è una legge che obbliga i comuni a farlo ma viene disattesa
Non c'è alcuna legge che impone ne il modello gestionale, ne il sistema premiante (come lo definisci tu).
E' stato introdotto con il D.Lgs. 22/97 la TIA (Tariffa Igiene Ambientale), ripresa e riproposta dal D.Lgs. 152/06 (con la variazione: TIA = Tariffa Integrata Ambientale), ma ad oggi siamo ancora in attesa dei decreti attuativi (fermo restando che un comune può tranquillamente passare alla TIA normalizzata (qualora non adotti sistemi di misurazione puntuale), oppure alla TIA puntuale (vedi: sistemi di identificazione, sistemi di identificazione e pesatura), oppure alla TARSU con criteri TARIFFARI (soluzione che adotto dal 1997).



ozonerol ha scritto:
con codice a barre identificativo dell'utenza
scusa la sfacciataggine: chi ti ha parlato di questo sistema, o peggio, chi te l'ha propinato come soluzione avveniristica? è come se qualcuno ti avesse detto che nel 2012, il futuro dei supermercati prevede che la cassiera digiti manulamente, prodotto per prodotto, il prezzo nel registratore di cassa (quando sappiamo che è una tecnologia vecchia di almeno 10 anni)

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Messaggio  ozonerol il Lun Set 24, 2012 10:20 pm

Pensavo che la gestione dei codici a barre fosse un modello all'avanguardia che viene adottato dai comuni virtuosi che intendono incentivare i propri cittadini a raggiungere obiettivi ancora maggiori di raccolta differenziata.
Se è sorpassata, sarei contento che mi dicessi quali sono le novità del settore.
Tornando invece al topic, dalla tua risposta mi sembra di capire che la normativa non impone alle amministrazioni alcun modello ma "dovrebbe" imporre il passaggio dsa Tarsu a Tia.
Ma scusate, se un Comune gestisce la Tia, come calcola l'importo dovuto ad ogni cittadino in relazione alla RD che lo stesso effettua?
Certo che non si finisce mai di meravigliarsi....
Grazie per le ulteriori delucidazioni che mi darete
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Messaggio  Gabriele Stefani il Mar Set 25, 2012 12:06 am

ozonerol ha scritto:Pensavo che la gestione dei codici a barre fosse un modello all'avanguardia che viene adottato dai comuni virtuosi che intendono incentivare i propri cittadini a raggiungere obiettivi ancora maggiori di raccolta differenziata.
Se è sorpassata, sarei contento che mi dicessi quali sono le novità del settore.
Allora: vado leggermente in OT, ma lavorando nel settore, e sentendo sovente proclami di novità assoluta e all'avanguardia, ti sarei grato se mi dicessi la fonte da cui hai letto/dedotto che i codici a barre sono all'avanguardia.
Lavoro da anni nel settore, mi scontro da un decennio ormai con consulenti low cost che propongono di tutto e di più, con tanto di recensioni scientifiche e di articoli nelle varie riviste di settore .. però fatalità .. ho sempre lavorato sulle macerie che hanno lasciato dove sono passati. sarà un caso, ma sistemi come il Consorzio Priula (che, tra l'altro, a suo tempo premiò la mia tesi di laurea), Fiemme Servizi, Comune di Nove, Comprensorio della Val di Fassa .. ai vertici da anni della classifica di Legambiente come "comuni ricicloni", non hanno mai adottato sistemi con codici a barre .. bensi con rfid (in austrada, usi il telepass, o il codice a barre? al bancomat, usi la carta di credito, o il codice a barre? l'antitaccheggio nei negozi, scatta quando legge un tag attivo, o quando intravede un codice a barre? il cartellino che timbri al mattino al lavoro, basta che lo avvicini al lettore, o devi fargli leggere il codice a barre? .. provocazioni, per farti capire che non sto parlando di fantascienza .. ma di cose che tutti noi portiamo abitualmente in tasca, se nn addosso addirittura).
ozonerol ha scritto:
Tornando invece al topic, dalla tua risposta mi sembra di capire che la normativa non impone alle amministrazioni alcun modello ma "dovrebbe" imporre il passaggio dsa Tarsu a Tia.
La TIA ha seguito la stessa saga del SISTRI: da cosa fatta, è diventata uno degli argomenti cult del decreto milleproroghe di fine anno: dal 1997 ad oggi si sono succedute una cosa come 15 proroghe, ricorsi al TAR, ricorsi al Consiglio di Stato .. di fatto .. ne è nata una cosa ibrida, che la politica non vuole gestire. Di fatto, i succitati consorzi che ho citato sopra, hanno affiancato al sistema di raccolta, il relativo sistema tariffario .. e fatalità .. sono ai vertici della virtuosità ambientale perchè sono riusciti a legare economicamente il comportamento, più o meno virtuoso, alla relativa bollettazione puntuale (più volte conferisci il rifiuto indifferenziato --> meno differenzi --> più paghi in rapporto a chi invece si comporta meglio).
Ci sono stati altri tentativi di imitazione, ahimè falliti, nonostante gli appelli ad andarci cauti, perchè modelli di raccolta e sistemi tariffari non sono semplici da progettare, pianificare, gestire: chi pensa, o ha pensato, bastasse un semplice copia/incolla .. ha mietuto vittime (vedi aumenti TIA anche del 200% .. e non per colpa dell'iva) e mieterà vittime (nel pieno rispetto del detto: "il santo ha un passato; il ladrone ha un futuro")
ozonerol ha scritto:
Ma scusate, se un Comune gestisce la Tia, come calcola l'importo dovuto ad ogni cittadino in relazione alla RD che lo stesso effettua?
Certo che non si finisce mai di meravigliarsi....
ti suggerisco una attenta lettura del DPR 158/99, e dei relativi allegati tecnici: dall'algoritmo vedrai che la % di RD incide, eccome.
certo è che, come detto prima, anche la TIA normalizzata richiede una impostazione mentale che esce dai canoni classici della pubblica amministrazione: con la TIA, applicata secondo la normativa, non è più possibile coprire buchi, o disavanzi di bilancio, attingendo da altri capitolo di spesa (sanità, istruzione, servizi sociali .. generalmente).
e guarda caso, nei comuni che vantano un tasso di copertura inferiore al 90% del costo per la nettezza urbana con gli introiti TARSU/TIA .. hanno l'assessore alla sanità, all'istruzione, ai servizi sociali .. incazzati come iene nei confronti dell'assessore al bilancio .. e all'assessore all'ambiente.

(per inciso, da noi si dice che nella campagna politica per le comunali, vince il candidato che maggiormente convince sul tema delle 3S: Strade, Scoe (=scuole), Scoasse (=rifiuti).)

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Messaggio  Admin il Mar Set 25, 2012 8:39 am

Tornando invece al topic, dalla tua risposta mi sembra di capire che la normativa non impone alle amministrazioni alcun modello ma "dovrebbe" imporre il passaggio dsa Tarsu a Tia.
La TARSU, disciplinata dal D. Lgs. 507/1993, è stata abrogata nel 1997 a fronte dell’istituzione della TIA. Il passaggio dalla Tarsu alla Tia del D. Lgs. 22/1997 era obbligato e doveva essere compiuto entro il termine massimo fissato dal regolamento stesso (D.P.R. n. 158/99), fissato inizialmente a tre anni. Il termine stabilito dall’art. 11 veniva poi prorogato dalle successive Leggi Finanziarie fino al 2006, esaurendosi con l’emanazione del D. Lgs. 152/06, il quale a sua volta ha abrogato il D. Lgs. 22/97 ed istituito una nuova TIA (Tariffa Integrata Ambientale), per l’applicazione della quale, tuttavia, l’art. 238, comma 6, dello stesso D. Lgs. 152/2006 ha previsto l’emanazione di un regolamento di attuazione, ad oggi non ancora emanato per cui rimaneva e rimane ferma la necessità di una proroga espressa del regime transitorio. L’unica proroga è prevista dall’ art. 1, comma 184, lett. a) della Legge Finanziaria 2007, secondo il quale resta invariato anche per l'anno 2007 e per gli anni 2008 e 2009 il regime di prelievo relativo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti adottato in ciascun comune per l'anno 2006, mentre, per l’anno 2010 e seguenti, manca del tutto una modifica espressa di tale termine, né esistono, a tutt’oggi, riferimenti espressi circa la volontà del legislatore di ritenere prorogato il regime transitorio sopra specificato, e quindi anche l’applicazione della disciplina della TARSU.
Sull'illegittimità della TARSU questa recente interessante sentenza del Ctp di Grosseto: http://www.filodiritto.com/index.php?azione=visualizza&iddoc=2874
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