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Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

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Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  fiatogrosso il Mer Ott 08, 2014 4:09 pm

Abbiamo in essere la produzione di anelli da fogli di metallo verniciato: alluminio ed acciaio. Da questa attività si ottengono anche dei dischi di vario diametro che sino a qualche giorno fa conferivamo come CER 120102 e CER 120104 assieme agli scarti e ritagli produttivi.
C'è stata fatta una offerta per la vendita di questo " sottoprodotto", molto vantaggiosa  considerando il tutto. Ovviamente non li ritirano se sono definiti rifiuti.
Non avrei alcun dubbio a venderli considerandoli sottoprodotti del ciclo produttivo.
che cosa ne pensate ? pensavo anche di avvisare l'ARPA locale essendo l'azienda soggetta ad AIA, in fondo è una finalità della normativa quella diridurre la quantità di rifiuti.Grazie dei vs suggerimenti.
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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  Supremoanziano il Mer Ott 08, 2014 4:41 pm

Caro amico, per definirsi tale, il sottoprodotto deve soddisfare determinati requisiti.
Dai un occhio all'art.184 bis del TUA.
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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  Aurora Brancia il Mer Ott 08, 2014 8:13 pm

oltre l'ovvio e perfettamente condiviso suggerimento di supremoanziano, io aggiungo che la "commercializzazione" di materiale che configura correttamente la definizione di sottoprodotto ex art. 184-bis può essere eseguita, comunque, se e solo se la stessa è prevista nell'oggetto sociale.
Faccio l'esempio più semplice e teoricamente più calzante:
- Società Anelli Tondi s.r.l., con oggetto sociale "produzione e commercializzazione di manufatti in metalli ferrosi e non ferrosi", può vendere anche il disco e gli sfridi perchè anche il disco è un manufatto ed anche gli sfridi di taglio lo sono e dunque può giuridicamente assegnare questa qualifica al materiale venduto come sottoprodotto purchè abbia anche tutti i requisiti previsti da art. 184-bis.
- Società Anelli Belli s.a.s., con oggetto sociale "produzione e commercializzazione di anelli metallici grezzi e preverniciati" non può vendere che gli anelli, quindi tutto il resto è da considerarsi rifiuto di produzione degli anelli e come tale trattato, anche se risponde a tutti i requisiti di art. 184-bis.  

E' evidente che nel secondo caso, e sempre che siano contemporaneamente verificate tutte le altre condizioni previste dalla norma, occorrerà innanzi tutto procedere a variazione dell'oggetto sociale.

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Ho qualche dubbio

Messaggio  fiatogrosso il Gio Ott 09, 2014 8:48 am

trovo interessante il tuo parere sulla commercializzazione di un bene non compreso nell'oggetto sociale. Però questa tesi metterebbe fuori regola quasi tutti i sottoprodotti.
Facciamo l'esempio: Fiat è fabbrica di automobili, tutti i sui sfridi di alluminio, acciaio, ghisa che sarebbero conformi al 184 bis, non potrebbero essere venduti come tali perchè non considerati nell'oggetto di attività sociale.
Ho seri dubbi al riguardo
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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  Supremoanziano il Gio Ott 09, 2014 9:00 am

Molto probabilmente la FIAT (ora FCA, la FIAT non esiste più) ha qualcos'altro scritto nel suo oggetto sociale...
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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  beltrale il Gio Ott 09, 2014 9:41 am

..e molto probabilmente FCA produce RIFIUTI (che si farà sicuramente pagare).
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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  fiatogrosso il Gio Ott 09, 2014 9:58 am

e manda a quel paese i sottoprodotti.
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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  Aurora Brancia il Gio Ott 09, 2014 1:57 pm

fiatogrosso ha scritto:e manda a quel paese i sottoprodotti.

La questione "sottoprodotti", che anche in Italia esistono ovviamente da ben prima delle direttive UE e relativi recepimenti, ha a mio avviso un aspetto sostanziale ed uno formale.
Quello secondo me sostanziale è che in lavorazioni come quelle descritte il sottoprodotto c'è perchè non può non esserci (impossibile fare degli anelli a stampo da lamiera continua senza ottenere anche il disco centrale e tutti i rombettini o triangolini degli incastri) ed è addirittura preventivamente quantificabile in peso e/o in volume.
L'aspetto formale è dato dal guazzabuglio che ci si è creato quando il decreto ronchi-bis, alias DM 5 febbraio 1998, ha ucciso le MPS come prima intese, ossia quei residui di lavorazione o appunto anche i sottoprodotti certi ab origine, trasformandoli automaticamente in rifiuti, e tutti sappiamo con quali conseguenze. Salvo poi, con il Reg CE 333/2011 fare un mezzo passetto indietro per quanto riguarda i rottami metallici di alluminio, ferro e loro leghe, e mano a mano gli altri che sono seguiti e, spero seguiranno.
E' evidente che se prima del 1998, quindi a DM 5 settembre 1994 ancora vigente, anche l'officinetta che aveva gli spezzoni da taglio dei semilavorati li rivendeva - spesso anche in conto lavori- al fornitore (fonderia) del fornitore dei semilavorati stessi, ricavandone se non denaro contante almeno "sconto merce", dopo di allora solo i Grossi Produttori potevano trattare con il "recuperatore di materia" per il costo. A questo aggiungiamoci la sempre troppo ignorata questione "IVA" che - sempre secondo me - è la Madre di tutti i traffici illeciti di rifiuti metallici.

Sino a che la UE si è resa conto che la gestione del recupero di materia aveva ed ha ed ancora più avrà un peso enorme nell'economia del Vecchio Continente, che di materie prime vergini naturali, non rigenerabili (appunto, tutti i minerali) ed economicamente ancora sfruttabili è ormai privo. Da lì, nasce la repentina ma oramai tardiva rivalutazione della materia.
E dunque, ecco incentivare anche forzosamente le attività di recupero di materia tout court, anche "declassando" parte di ciò che la UE stessa aveva imposto di considerare rifiuti a sottoprodotti o a EoW, ossia tutto quello che -modestia assolutamente a parte- noi in italia avevamo già da molto, molto tempo.
Non dimentichiamo che tra i fattori ambientali che fanno gran punteggio nella 14001 o meglio mi dite nella registrazione EMAS c'è la riduzione dei rifiuti generati per unità di prodotto finito o almeno la riduzione della loro eventuale pericolosità: ed ecco che miracolosamente si potranno utilmente attrezzare a questo solo le aziende che possono permettersi di avere un consulente ambientale palluto che li guidi in questo percorso ad ostacoli (e spesso al buio delle competenze negli organi istituzionali preposti) senza correre l'alea sempre in agguato di trovarsi in officina magari un OdV con preparazione assai raffazzonata che ritiene di avere scovato un traffico di rifiuti e se ne serve ai fini di carriera. E sono stata buonissima.

Ad ogni buon conto, dalla CCIAA all'oggetto sociale di fiat auto spa si legge:
DAL 21/01/2010 PROGETTAZIONE, PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DI AUTOVETTURE, VEICOLI COMMERCIALI, SENZA LIMITAZIONE DI PORTATA, DERIVATI ED ALLESTIMENTI SPECIALI, GRUPPI, SOTTOGRUPPI, PARTI STACCATE, RICAMBI, ACCESSORI. OFFICINA INTERNA DI AUTORIPAZIONE CON LE SEZIONI DI: - MECCANICA-MOTORISTICA - CARROZZERIA - ELETTRAUTO - GOMMISTA

E nella commercializzazione di derivati, che non sono quelli di j.p. morgan, stai pur certo che ci stanno anche gli sfridi di lavorazione.
Non solo: mi ci gioco le mutandone di lana invernali che con le sezioni dell'officina si sono - e pure correttamente a mio parere - ricavati lo spazio per l'autosmaltimento ufficiale di un bel po' di cosette che altrimenti potrebbero ricadere nei rifiuti.

A me tutto questo sistema per pochi eletti non piace, e chi segue questo forum sa come da anni io propugni e speri che la produzione di "rifiuti" speciali vada dichiarata preventivamente in ambito quali-quantitativo da parte di ciascun produttore, al quale siano dati ISTITUZIONALMENTE i supporti adatti sia per l'assegnazione dei codici CER in funzione del processo produttivo sia ab origine la possibilità di gestire i propri spesso inevitabili sottoprodotti e scarti di lavorazione per quello che sono: materia, non munnezza.

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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  isamonfroni il Gio Ott 09, 2014 2:41 pm

Auri, non ti quoto pechè sarebbe lunga,
Ma sei nu babbà
Ok Ok

Tienti ben stretti i mutandoni di lana
rofl rofl

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Ma, a volte bapho è ancora meglio!
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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

Messaggio  fiatogrosso il Gio Ott 09, 2014 5:04 pm

Pienamente d'accordo, per le mutande chiedere di cambiare posta !
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Re: Dischi metallici da produzione di anelli verniciati: sottoprodotti o scarti?

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