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Riunione dei Presidenti delle Regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo, sul tema della difesa del mare_Mediterre 2012

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Messaggio  SA82 Ven Feb 03, 2012 10:08 am

Condivido con voi, amici del forum, quanto discusso ieri a Bari, in occasione della 7a edizione di Mediterre 2012, Cantiere euromediterraneo della sostenibilità, dove il ministro dell’Ambiente e della tutatela del Territorio e del Mare (Mattm), Corrado Clini, è intervenuto alla “Riunione dei Presidenti delle Regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo, sul tema della difesa del mare”.

“Dobbiamo sostenere la crescita, ridurre il consumo di territorio e potenziare la riqualificazione di aree industriali dismesse, che sono un rischio per l’ambiente. Non abbiamo più bisogno di grandi petrolchimici, ma di chimica verde, che consenta di valorizzare le matrici naturali per produzioni competitive”.
L’obiettivo evidenziato dal ministro dell’Ambiente sarebbe quello di rafforzare la ricerca sulle fonti rinnovabili. L'Italia deve investire in ricerca e sviluppo per affrontare una sfida ambientale ed economica di notevoli dimensioni ed è proprio su questi settori che devono essere concentrati gli investimenti pubblici.
E per le coltivazioni in mare di idrocarburi con installazione di piattaforme off-shore anche in zone a ridosso della fascia costiera? Bene, il ministro Clini ha precisato che nel Paese c’è “un’opinione importante che ritiene sia un errore non sfruttare appieno le risorse energetiche che abbiamo per sostenere la crescita. Questa opinione, fortemente radicata nell’economia italiana, non si combatte con preghiere o buoni propositi ma con progetti industriali diversi”.
Le battaglie di esclusivo movente ideologico non vincono, bisogna insistere sulla necessità di procedere regolamentando e gestendo il problema che se affrontato con motivazioni puramente filosofiche rischierebbe di portare ad amare sconfitte.
“Bisogna parlare di cose concrete”. Oggi le trivellazioni a mare sono regolamentate da una norma che è una norma di salvaguardia che se dovesse venire modificata non permetterebbe più una salvaguardia regolamentata da normativa ed è questo che potrebbe originare un enorme rischio per i nostri ecosistemi. Dunque, è questa norma che deve essere difesa evitando invece di affrontare la questione col dire che le trivellazioni non se ne debbano fare affatto perché in tal caso la sconfitta ci sarebbe ugualmente in quanto questa disposizione si porrebbe contro le direttive e le regole europee.
Conclusioni stilate dal Ministro a fine incontro:
_Redigere un piano energetico nazionale;
_Valutare i rischi per l'utilizzo di una risorsa e correlarli alle priorità ambientali del paesaggio circostante.
A queste conclusioni una riflessione è imposta: quale sarà il limite per definire un sito oggetto di tutela in base a peculiari caratteristiche paesaggistiche e quale verrà invece immolato per inseguire un concetto di sfruttamento economico del territorio volto a risolvere la crisi finanziaria?


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Messaggio  VdT Ven Feb 03, 2012 11:33 am

Mi permetto di parlare da buon pugliese. Sono fermamente contrario alle trivellazioni nell'adriatico di fronte alle coste pugliesi.
Il ministro Clini, in una intervista mandata in onda stamane sul tg regionale ha espressamente detto che si deve decidere se trivellare o far fronte alla quantità di energia che se ne potrebbe trarre dal petrolio nascosto nelle profondità con un intervento dedicato alle energie alternative. Al ministro clini io dico invece che si potrebbe, e si deve, investire nella ricerca di fonti alternative di energia proprio perchè attraverso la ricerca possiamo ridurre il loro impatto ambientale e visivo nonché invasivo sul territorio. Fino a quando non investiremo in ricerca (favorendo al contempo l'occupazione di poveri sfigati laureati che vogliono dedicarsi alla ricerca (ironia ovviamente)) saremo sempre un passo indietro rispetto agli altri paesi, saremo sempre dipendenti dalle altre nazioni per la fornitura di energia e dovremo comprare da loro la tecnologia che noi non siamo in grado di produrre ma che sono le menti italiane a creare...all'estero. Quindi giusto per non essere polemici, prima di trivellare (e con tutte le belle norme che abbiamo sappiamo quanto è facile sbagliare e aggirarle) sarebbe il caso di pensare a lungo termine come intendiamo approvvigionare energeticamente il nostro paese.

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