SistriForum - Il social network italiano sui rifiuti
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi click o accedi per continuare.
Ultimi argomenti attivi
» Scelta moduli esame RT per chi è già Rt
Da Paolo UD Lun Nov 28, 2022 10:10 am

» speditore - nomina consulente ADR2019 vs DM 4/7/00
Da clmsra Lun Nov 21, 2022 3:10 pm

» MUD produttore in categoria 8
Da the_gallas27 Ven Nov 18, 2022 11:53 am

» raee assimilabili ai domestici - installatore - gestione del rifiuto
Da x-alessandra Gio Nov 17, 2022 4:21 pm

» Disposizione speciale 375
Da lotus1 Lun Nov 07, 2022 6:29 pm

» della quantità stimata e dell'ADR2023
Da lotus1 Lun Nov 07, 2022 6:21 pm

» Trattamente in impianto R13-R12
Da VdT Lun Nov 07, 2022 1:23 pm

» SCHEMA DECRETO RENTRI
Da sarabai Mer Ott 12, 2022 12:07 am

» grafite in barre
Da Hope Mer Set 28, 2022 5:34 pm

» ViViFir - Spurghisti
Da micy1 Mer Set 28, 2022 5:18 pm


Ancora un'interrogazione parlamentare sul Sistri

Andare in basso

240210

Messaggio 

Ancora un'interrogazione parlamentare sul Sistri Empty Ancora un'interrogazione parlamentare sul Sistri




Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-02530
presentata da
RENATO WALTER TOGNI
lunedì 22 febbraio 2010, seduta n.287

TOGNI, LANZARIN, GUIDO DUSSIN, FAVA e FEDRIGA.
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.- Per sapere - premesso che:

il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 dicembre 2009, recante istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, seppur perseguendo nobili obiettivi per il controllo e la repressione delle attività illecite connesse con il ciclo di gestione e dello smaltimento dei rifiuti, ha creato difficoltà e preoccupazione tra gli operatori del settore;

le avversità degli operatori alle disposizioni del decreto sono dovute soprattutto:

a) alla rilevante confusione interpretativa, aggravata dal fatto che la violazione degli obblighi e delle prescrizioni è sanzionata oltre che civilmente anche penalmente;

b) alla scarsità dei mezzi previsti per garantire un soddisfacente controllo ed una adeguata preparazione delle autorità pubbliche deputate alla gestione del sistema;

c) alla previsione di costi eccessivi che penalizzerebbero sopratutto le micro e le piccole imprese che costituiscono la maggioranza degli operatori interessati;

d) all'incertezza sulla gestione del SISTRI per il tratto italiano percorso dagli autotrasportatori in caso di smaltimento dei rifiuti all'estero;

la maggior parte dei dubbi sulla legittimità del decreto sono dovuti:

a) all'omissione della notifica del provvedimento in via preliminare alla Commissione europea, mentre tale procedura risulterebbe perentoria ai sensi della direttiva 98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE, recepita dall'Italia ai sensi del decreto legislativo n. 427 del 2000;

b) alla mancata armonizzazione del decreto con le altre normative coesistenti ed in particolare con la normativa relativa al trasporto delle merci pericolose, approvata in via definitiva nel Consiglio dei ministri del 22 gennaio 2010, che potrebbe trattare fattispecie consimili a quelle trattate dal decreto medesimo;

c) alla mancata esplicita istituzione del sistema SISTRI, in quanto il decreto definisce una disciplina ma non provvede ad istituire un sistema, ciò che rende lo stesso SISTRI privo di personalità giuridica ed incapace di essere centro di imputazione di diritti e di doveri, ossia privo di legittimazione attiva in sede giudiziale;

d) all'omissione della richiesta del parere al Consiglio di Stato, nonostante si tratti di un decreto di natura regolamentare;

e) al mancato rispetto dei principi del libero mercato e della concorrenza, a causa della previsione di un dispositivo all'allegato 1 b) che tipizza e restringe il numero delle officine autorizzate alla consegna e all'installazione della black box;

se le difficoltà interpretative, gli obblighi aggiuntivi e i costi eccessivi a carico delle imprese non rischiano di diventare motivi validi per l'impugnazione del decreto e il suo conseguente annullamento, anche sulla base dei presunti vizi illegittimanti esposti in premessa, così portando al fallimento un sistema altrimenti utile per il controllo e la repressione delle attività illecite connesse con il ciclo di gestione e lo smaltimento dei rifiuti.


Fonte: [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
Admin
Admin
Amministratore

Messaggi : 6586
Data d'iscrizione : 13.01.10
Età : 49

Torna in alto Andare in basso

Condividi questo articolo su: reddit
- Argomenti simili

 
Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.