classificazione plastica da spellatura fili elettrici

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Messaggio  bada il Lun Giu 24, 2013 9:20 am

Buongiorno a tutti, sto cercando aiuto per la classificazione della plastica che isola i fili elettrici, ho fatto fare un'analisi dove risultano elevati valori di antimonio e piombo...da una veloce ricerca sono metalli utilizzati come ritardanti fiamma (antincendio) e stabilizzanti per da degradabilità al calore
Detto questo, il rifiuto plastico che dall'attività di recuprero dei fili elettrici mediante "spellatura" risulterebbe pericoloso ma non saprei che codice attribuirgli, qualcuno ha già esperienza in merito??

grazie:(
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Re: classificazione plastica da spellatura fili elettrici

Messaggio  Hope il Lun Giu 24, 2013 11:08 pm

Per la mia esperienza chi recupera il rame dai cavi elettrici (5.8 DM 5/2/98), per alienare  il rivestimento plastico usa il CER 191204 plastica e gomma (se leggi lo stesso decreto al punto 5.8.3 Attività di recupero:…………….recupero della frazione plastica e in gomma nell'industria delle materie plastiche [R3]).
 
Se come hai riscontrato trattasi di un rifiuto pericoloso (?) allora il 191211*.
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Re: classificazione plastica da spellatura fili elettrici

Messaggio  Aurora Brancia il Mar Giu 25, 2013 8:54 am

Stavolta, non quoto hope per il codice perchè a mio avviso se davvero sono solo i pezzulli di plastica il CER più consono è  19 12 04: anche in questo caso, sono rifiuti prodotti da un trattamento di altri rifiuti, e non c'è motivo che abbiano un codice diverso dalla plastica ricavata dal trattamento di qualunque altro rifiuto.
Personalmente, tuttavia, sono piuttosto in dubbio sulla classificazione di pericolosità dei relativi "pezzulli" della plastica, prima di tutto perchè se c'è solo il codice NP significa che è un rifiuto "NP a prescindere", per citare totò, e quindi le tue "analisi" sono - come definirle ? - almeno ultronee.
A mio avviso inoltre questo è l'ennesimo caso di indagini analitiche con risultati "male interpretati". Infatti, nella produzione delle materie plastiche specifiche (ricopertura fili elettrici) dovrebbe essere notorio che si utilizza sia stearato di piombo come stabilizzante delle mescole che triossido di antimonio come ritardante di fiamma (c.d. autoestinguente). Quindi, non ha alcun senso cercare e dosare il metallo in sé, che come tale dal materiale/rifiuto non potrà mai essere ambientalmente ceduto nè eluito: sia lo stearato di piombo che il triossido di antimonio sono molecole estremamente stabili -apposta vengono utilizzate in quei cilci produttivi - e per scomporli a livello atomico occorre appunto un attacco acido potentissimo ed in condizioni estreme, impossibili da ottenere con fenomeni naturali, come quello che si fa proprio per l'analisi
Quindi, quando si fa l'analisi di un rifiuto occorre conoscerne l'origine, proprio per stabilire se c'è qualcosa dentro che roba sia e in quale forma molecolare, quindi occorrerebbe eseguirne la speciazione chimica e su quella attribuire le eventuali caratteristiche di pericolo. Ciò per non dire che l'antimonio metallico, al pari di gran parte di tutti gli altri metalli, non ha frase di rischio del tutto: come ha fatto l'analista ad assegnargliene una e a stabilire se rientra o no nei parametri di pericolosità, visto che non esiste questo parametro?

A puro titolo chiarificatore, lo stearato di piombo non è del tutto classificato tra i composti "pericolosi" (come altri stearati, può addirittura entrare nella composizione di prodotti farmacologici) e il triossido di antimonio ha come frase di rischio R40, quindi il limite in peso è l'1%, altro modo per dire 10.000 mg/kg.

Spero di non avere ulteriormente confuso le acque ... Ma non posso non rimarcare che queste "acque" non si sarebbero giammai confuse se, invece di affidare ad un laboratorio il compito di classificazione della pericolosità, si fosse proceduto all'assegnazione del Codice CER così come previsto dal D.Lgs. 152/06, e prima ancora dalla DM 9 aprile 2002 a parziale modifica del d.lgs. 22/97.
Una volta stabilito il CER, che è solo NP, non avrebbe avuto alcun senso procedere a spendere soldi per analisi.

Infine, e questa è una mia notazione personale, se il tutto avviene in un impianto di recupero di rifiuti, finalizzato alla produzione di rottami di rame che al termine del trattamento dei fili diventa un EoW, altrettanto EoW sarà la plastica meccanicamente separata: il fatto che non sia recuperata integralmente presso lo stesso impianto non esclude mica che abbia a propria volta cessato la sua qualifica di rifiuto ex art. 184-ter.
Il che, se ci pensi, ha una sua logica intrinseca, sia merceologica che normativa: da un impianto di recupero di rifiuti di fili di rame ricoperti di plastica escono come materiali (ex MPS) giustamente rame e plastica.

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Re: classificazione plastica da spellatura fili elettrici

Messaggio  tfrab il Mar Giu 25, 2013 9:54 am

Aurora, sono molto d'accordo con quanto dici. Alcuni rifiuti sono pericolosi, o non pericolosi, "ope legis", per cui l'analisi risulta ridondante e, addirittura, rischia di portare fuori strada.

ho un dubbio, però, sullo stearato di Pb. La normativa prevede l'index no. 082-001-00-6, definito come composti del Pb, ad eccezione di quelli espressamente citati nell'Annex.

che ne pensi? (domanda valida anche per altri che volessero intervenire, ovviamente)
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Re: classificazione plastica da spellatura fili elettrici

Messaggio  cirillo il Mar Giu 25, 2013 10:25 am

tfrab ha scritto:Aurora, a) sono molto d'accordo con quanto dici. Alcuni rifiuti sono pericolosi, o non pericolosi, "ope legis", per cui l'analisi risulta ridondante e, addirittura, rischia di portare fuori strada.

ho un dubbio, però, sullo stearato di Pb. La normativa prevede l'index no. 082-001-00-6, definito come composti del Pb, ad eccezione di quelli espressamente citati nell'Annex.

b) che ne pensi? (domanda valida anche per altri che volessero intervenire, ovviamente)
a) personalmente sono "totalmente" d'accordo co Aurora;
b) penso che, a volte, voler essere "per forza" più realisti del Re, si cada nel masochismo

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Re: classificazione plastica da spellatura fili elettrici

Messaggio  tfrab il Mar Giu 25, 2013 10:44 am

cirillo ha scritto:
b) penso che, a volte, voler essere "per forza" più realisti del Re, si cada nel masochismo
preciso: nel caso specifico il rifiuto è non pericoloso, non ho dubbi. volevo invece ragionare, approfittando della domanda posta, su un ipotetico rifiuto a specchio che avesse un certo contenuto di stearato di Pb. Aurora porta delle argomentazioni solide a favore della non pericolosità, però non mi quadrano coll'index number che ho citato.

la domanda, in altre parole, era: un ipotetico rifiuto 160305*/06, ad esempio una materia prima obsoleta da buttare via, contenente un certo quantitativo di stearato di Pb, la considerate pericolosa o no? 

Insomma, il mio dubbio, di natura più generale, e dove siano i confini degli "altri composti del piombo", o di altri casi simili (c'è quella voce per diversi metalli, mi pare). sono sicuro che non sconfineremo mai nelle leghe, per il resto mi piacerebbe discuterne
 
(e mi scuserete se faccio deragliare un po' il thread, ma la domanda originaria si sembra risolta)
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Re: classificazione plastica da spellatura fili elettrici

Messaggio  Aurora Brancia il Mar Giu 25, 2013 6:04 pm

tfrab ha scritto:

la domanda, in altre parole, era: un ipotetico rifiuto 160305*/06, ad esempio una materia prima obsoleta da buttare via, contenente un certo quantitativo di stearato di Pb, la considerate pericolosa o no? 

Insomma, il mio dubbio, di natura più generale, e dove siano i confini degli "altri composti del piombo", o di altri casi simili (c'è quella voce per diversi metalli, mi pare). sono sicuro che non sconfineremo mai nelle leghe, per il resto mi piacerebbe discuterne
Gli "altri composti del piombo" intesi come "altri in genere" hanno a loro volta il proprio limite di pericolosità, che NON è lo 0,5% ma il 2,5 %, ossia dai 5000 mg/Kg come Pb passiamo ai 25.000 mg/kg di Pb(X), o meglio (X)Pb.

E quanto all'ipotetica materia prima obsoleta, se è un materiale a magazzino controllo com'è etichettata: se c'è una frase di rischio, applico quella. Semplice, direi.
Se non c'è alcuna frase di rischio, ma so che c'è stearato di piombo, allora faccio sì il dosaggio del Pb ma poi mi riporto il peso del Pb al relativo peso in stearato (qualche banale calcolo stechiometrico, alla fine, sapendo che il PM dello stearato è di circa 490...) ed applico il limite suddetto: segnalando, ove si sfori, sia H10 che H14.

P.S:  volevo dire applicavo, o anche applicherei, sono 2 anni che non ho più il mio AAS-GFAAS :cry:quindi l'indicativo presente prima persona singolare è da intendersi in via impersonale, come se avessi scritto "si applica".
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Re: classificazione plastica da spellatura fili elettrici

Messaggio  homer il Mer Giu 26, 2013 9:23 am

concordo con Aurora; 
ricordo però il sequestro (in porto, destinazione Cina, avvenuto mesi addietro) di diversi container contenenti plastica da spellatura cavi, secondo le analisi ARPA erano pericolosi per il contenuto dei metalli citati, + rame residuo.
C'è ancora bisogno di molta formazione su questi temi, così come di una semplificazione dei criteri di classificazione.
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Re: classificazione plastica da spellatura fili elettrici

Messaggio  Robicheaux il Mer Giu 26, 2013 10:54 am

Non vorrei dire una fesseria, ma i composti del piombo hanno un limite specifico di 0,5% per l'attribuzione della frase di rischio R33 - effetti cumulativi, almeno secondo il Regolamento 1272_08


COMPOSTI DEL PIOMBO
Repr. Cat. 1; R61
Repr. Cat. 3; R62
Xn; R20/22
R33
N; R50-53 H10: Tossico per la riproduzione
H5: Nocivo
H14: Ecotossico
Repr. Cat. 3; R62: C ≥ 2,5%
Xn; R20/22: C ≥ 1%
R33: C ≥ 0,5%
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Messaggio  tfrab il Mer Giu 26, 2013 11:02 am

Robicheaux ha scritto:Non vorrei dire una fesseria, ma i composti del piombo hanno un limite specifico di 0,5% per l'attribuzione della frase di rischio R33 - effetti cumulativi, almeno secondo il Regolamento 1272_08

però l'R33 con quale H lo "tradurresti" nel mondo dei rifiuti? Question
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Messaggio  Aurora Brancia il Mer Giu 26, 2013 12:24 pm

Il Reg CE 1272/2008 non ha più frasi R... ora, sono H, e in CLP GHS non tutte le frasi R sono state "tradotte", solo alcune con le sigle EUH XXX.

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Messaggio  Robicheaux il Mer Giu 26, 2013 12:29 pm

A ben guardare il limite generico dello 0,5% si applica ai composti di piombo anche per l'H10, tossico per il ciclo riproduttivo (categorie 1 o 2) classificato come R60 o R61.
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Messaggio  Aurora Brancia il Mer Giu 26, 2013 12:35 pm

homer ha scritto:concordo con Aurora; 
ricordo però il sequestro (in porto, destinazione Cina, avvenuto mesi addietro) di diversi container contenenti plastica da spellatura cavi, secondo le analisi ARPA erano pericolosi per il contenuto dei metalli citati, + rame residuo.
C'è ancora bisogno di molta formazione su questi temi, così come di una semplificazione dei criteri di classificazione.

Anche le ARPA possono sbagliare; alle volte, magari per assecondare certi PM a certi fini, non si applicano a cercare/trovare altro: e però, io ricordo come per la classificazione di pericolosità anche relativamente ai metalli ci siano delle indicazioni dell'ISS, oltre che delle comunità scentifiche internazionali , piuttosto chiare. E giusto per capire, da quando il rame metallico sarebbe pericoloso? no, ditemelo eh!, che a casa ci ho le tubazioni dell'acqua potabile, in rame metallico.

D'altra parte, se come CTP delle parti ti ritrovi quelli che emettono a loro volta dei certificati "pensati" con i paraocchi, e sono ancora buona, perchè non provarci ???

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Messaggio  cirillo il Mer Giu 26, 2013 12:40 pm

OT ON
Scusate ragazzi, giuro a questo punto che, se mia moglie mi chiedesse di aggiustare una spina, non spellerò ne toccherò MAI PIU' in vita mia un cavo elettrico.
Approposito, dovrò suggerire ai Colleghi di rivedere tutti i DVR degli elettricisti....
OT OFF

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Messaggio  tfrab il Mer Giu 26, 2013 2:40 pm

homer ha scritto:
C'è ancora bisogno di molta formazione su questi temi, così come di una semplificazione dei criteri di classificazione.

concordo. i problemi nascono, IMVHO, dai laboratori di analisi e consulenti vari, non dico tutti, ma una buona fetta.

Quanti certificati vi capita di vedere dove la specie chimica presente nel rifiuto sia stata correttamente identificata, invece di mettere limiti alla cieca, più o meno fantasiosi? C'è una montagna di lavoro da fare, ma non si è neanche iniziato, ahimè
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