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Rifiuti urbani differenziati dei cittadini in privativa?

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Messaggio  Massimaro il Mer Gen 16, 2013 1:50 pm

Promemoria primo messaggio :

Buongiorno a tutti,
desideravo una conferma o una smentita...
I rifiuti urbani differenziati, carta,cartone,plastica etc etc esulano dal diritto di privativa del gestore che effettua il servizio o meglio dovrebbe effettuare il servizio??
Praticamente la mia azienda iscritta in cat 4 avente anche i codici 20, può ritirare questi materiali su richiesta dei cittadini? Oppure c'è anche in questi rifiuti il diritto di privativa?
grazie
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Messaggio  isamonfroni il Lun Lug 07, 2014 3:09 pm

laureando ha scritto:L'artifizio????C'è  una norma scritta per la definizione di rifiuto, quindi non capisco perché deve essere letta nel modo in cui conviene a Golia e non per come è scritta... Decide o no il possessore se è  rifiuto o meno? Si o no?

Si ma non sempre esiste anche il concetto di cosa di cui il possessore è obbligato a disfarsi.

Tra l'altro e per inciso, visto che si è partiti dalle bottiglie di plastica vorrei precisare che le bottiglie di plastica non vengono mai riutilizzate tal quale (non vengono nè lavate, nè sterilizzate, nè riempite ex novo), caso mai questo potrebbe accadere con le bottiglie di vetro.

Per la verità le bottiglie di plastica (per acqua minerale o bibite varie) non nascono neppure a forma di bottiglia manco quando sono nuove.......

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Messaggio  pascozzi il Lun Lug 07, 2014 4:18 pm

La questione si è spostata dal "E' un rifiuto quindi un soggetto privato autorizzato al recupero può prenderselo", al fatto che "niente è rifiuto" roba di classe ma filosofica o addirittura al "il rifiuto lo do al primo Luigi che passa"

Stando alla prima parte della discussione, quella seria, io credo sia auspicabile che si raggiunga una prassi dove il privato (intendo azienda privata che si occupa di recupero rifiuti con tutte le autorizzazioni del caso) possa proporsi ad altri privati per il ritiro dei rifiuti recuperabili ed i suddetti si accordino economicamente secondo quello che riterranno giusto (che sia 1 centesimo o 1 milione di euro dal punto di vista ambientale nulla importa), come si usa in libere economie tra liberi cittadini.
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Messaggio  Supremoanziano il Lun Lug 07, 2014 4:27 pm

pascozzi ha scritto:La questione si è spostata dal "E' un rifiuto quindi un soggetto privato autorizzato al recupero può prenderselo", al fatto che "niente è rifiuto" roba di classe ma filosofica o addirittura al "il rifiuto lo do al primo Luigi che passa"

Stando alla prima parte della discussione, quella seria, io credo sia auspicabile che si raggiunga una prassi dove il privato (intendo azienda privata che si occupa di recupero rifiuti con tutte le autorizzazioni del caso) possa proporsi ad altri privati per il ritiro dei rifiuti recuperabili ed i suddetti si accordino economicamente secondo quello che riterranno giusto (che sia 1 centesimo o 1 milione di euro dal punto di vista ambientale nulla importa), come si usa in libere economie tra liberi cittadini.
Per quale oscuro motivo il privato è sempre un bene mentre il pubblico invece è sempre da deplorare?
E' notizia di di questi giorni che gran parte delle privatizzazioni sono state un affare solo per chi ha acquistato, mentre i cittadini hanno avuto solo rincari.
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Messaggio  pascozzi il Lun Lug 07, 2014 4:45 pm

Supremoanziano ha scritto:
pascozzi ha scritto:La questione si è spostata dal "E' un rifiuto quindi un soggetto privato autorizzato al recupero può prenderselo", al fatto che "niente è rifiuto" roba di classe ma filosofica o addirittura al "il rifiuto lo do al primo Luigi che passa"

Stando alla prima parte della discussione, quella seria, io credo sia auspicabile che si raggiunga una prassi dove il privato (intendo azienda privata che si occupa di recupero rifiuti con tutte le autorizzazioni del caso) possa proporsi ad altri privati per il ritiro dei rifiuti recuperabili ed i suddetti si accordino economicamente secondo quello che riterranno giusto (che sia 1 centesimo o 1 milione di euro dal punto di vista ambientale nulla importa), come si usa in libere economie tra liberi cittadini.
Per quale oscuro motivo il privato è sempre un bene mentre il pubblico invece è sempre da deplorare?
E' notizia di di questi giorni che gran parte delle privatizzazioni sono state un affare solo per chi ha acquistato, mentre i cittadini hanno avuto solo rincari.

Non ne faccio una questione di meglio uno dell'altro. Difatti auspico che il privato si possa proporre in contrapposizione ad un pubblico che si impone (forse illegalmente)
La privatizzazione l'ha fatta il pubblico se passi l'ossimoro. La famosa "privativa" pubblica sui rifiuti urbani è un ossimoro.
Certo c'è da mantenere i funzionari, le società partecipate, i consorzi di recupero (monopoli mascherati) e tutto il bel affare che ci gira intorno.
Tutti i maggiori scandali recenti del Bel Paese, sono incentrati o sul pubblico o sulle finte privatizzazioni concordate tra pubblico e privati istituzionalizzati (immanicati col pubblico). La parola Sistri vi dice qualcosa?
Ma l'ambiente in questo bel giro dov'è? Se c'è un bel Consorzione pubblico ne guadagna l'ambiente? Posso immaginare chi ci guadagna e chi paga.
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Messaggio  Supremoanziano il Lun Lug 07, 2014 4:51 pm

Nemmeno io ne faccio una questione "uno è meglio dell'altro"
Ho notato solo che quando il privato è arrivato, c'ha guadagnato solo lui.
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Messaggio  isamonfroni il Lun Lug 07, 2014 5:04 pm

pascozzi ha scritto:La questione si è spostata dal "E' un rifiuto quindi un soggetto privato autorizzato al recupero può prenderselo", al fatto che "niente è rifiuto" roba di classe ma filosofica o addirittura al "il rifiuto lo do al primo Luigi che passa"

Stando alla prima parte della discussione, quella seria, io credo sia auspicabile che si raggiunga una prassi dove il privato (intendo azienda privata che si occupa di recupero rifiuti con tutte le autorizzazioni del caso) possa proporsi ad altri privati per il ritiro dei rifiuti recuperabili ed i suddetti si accordino economicamente secondo quello che riterranno giusto (che sia 1 centesimo o 1 milione di euro dal punto di vista ambientale nulla importa), come si usa in libere economie tra liberi cittadini.

Francamente la situazione è già abbastanza così.
fermi restando i rifiuti speciali, sui quali spero che tutti concorderemo sul fatto che la gestione è fatta nel libero mercato, il problema è caso mai relativo ai rifiuti "assimilati" visto e considerato che i quantitativi di rifiuti realmente recuperabili prodotti da una famiglia, assai raramente possono giustificare economicamente un circuito di raccolta diverso da quello comunale.

Allora per i rifiuti recuperabili prodotti entro immobili ad uso non domestico e assimilati agli urbani secondo il regolamento vigente, esiste già la possibilità per il produttore di gestirli mediante ricorso a ditte private e regolarmente autorizzate e il Comune riconosce degli sgravi sulla bolletta rifiuti (scusate ma non so più come diavolo si chiami oggi) che arriva grosso modo al 30% della quota variabile.

Questa cosa la fanno in tantissimi, in particolare grandi superfici commerciali che hanno rilevanti quantità di rifiuti interessanti (carta/cartone/plastica/legno).

Al di là di tutta la filosofia che vogliamo mettere in campo, quello che alla fine conta è la sostenibilità economica del gioco, perché, alla fine di tutto, i conti devono tornare.

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Messaggio  isamonfroni il Lun Lug 07, 2014 5:09 pm

Supremoanziano ha scritto:
E' notizia di di questi giorni che gran parte delle privatizzazioni sono state un affare solo per chi ha acquistato, mentre i cittadini hanno avuto solo rincari.
Supremo, purtroppo un'azienda privata, quando gestisce un servizio in precedenza pubblico, è obbligata a far tornare i conti alla fine dell'anno perché continuare ad avere bilanci in perdita equivale a fallire, e fallire è un reato.

Un servizio pubblico, quando ha i bilanci in rosso viene ripianato con interventi di trasferimento di denaro pubblico, visto che un ente pubblico non fallisce.

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Messaggio  Supremoanziano il Lun Lug 07, 2014 5:26 pm

isamonfroni ha scritto:
Supremoanziano ha scritto:
E' notizia di di questi giorni che gran parte delle privatizzazioni sono state un affare solo per chi ha acquistato, mentre i cittadini hanno avuto solo rincari.
Supremo, purtroppo un'azienda privata, quando gestisce un servizio in precedenza pubblico, è obbligata a far tornare i conti alla fine dell'anno perché continuare ad avere bilanci in perdita equivale a fallire, e fallire è un reato.

Un servizio pubblico, quando ha i bilanci in rosso viene ripianato con interventi di trasferimento di denaro pubblico, visto che un ente pubblico non fallisce.
Mi risulta che la Società Autostrade goda di eccellente salute... al contrario della sua rete.
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Messaggio  Gabriele Stefani il Mar Lug 08, 2014 4:21 pm

Scusatemi se mi intrometto, ma mi pare che la discussione sia "degenerata" nel solito minestrone all'italiana: tante belle idee e sensazioni, mosse più dall'emotività del momento che dalla razionalità della situazione.

Privatizzazione dei servizi di raccolta: perfetto.

Come per i principali servizi pubblici, una utenza può decidere a quale gestore affidarsi per la raccolta dei rifuti messi fuori dal cancello di casa.
Parliamo di tutela dell'ambiente, e già ci lamentiamo che ci sono troppi mezzi di raccolta in giro;
- abbiamo considerato che una eventuale apertura del mercato comporta moltiplicare per gli N gestori l'attuale nr di mezzi che girano per i vari comuni?
- abbiamo considerato che una eventuale apertura del mercato comporta avere le città invase di rifuti? (chi obbliga il gestore A ad adottare le stesse frequenze di raccolta, e le stesse modalità di raccolta, del gestore B, o del gestore C?);
- chi controlla la regolarità dei gestori? il cittadino si limita a guardare quanto spende solitamente; ma sappiamo bene che a prezzi stracciati, molto spesso corrispondo gestioni non sempre in linea con la tutela dell'ambiente (dietro la quale ci mascheriamo, o ci illuminiamo, a seconda delle convenienze).

Diversamente, si potrebbe fare in modo che ogni singolo cittadino può portare direttamente, e affidare ad gestore prescelto, i propri rifiuti. Al di la della normativa sul trasporto (che non faccio e non decido io .. ma la legge vige per me come per qualsiasi altro), sappiamo che questo vuol dire far nascere un nr N di impianti di stoccaggio/trattamento rifiuti? Non vogliamo più sentir parlare di discariche; vediamo gli inceneritori come il male supremo; e ora .. tifiamo per una soluzione che porta ad un aumento esponenziale degli impianti di trattamento? E chi li controlla questi?
A titolo prettamente personale: preferisco vivere a 100 metri da un inceneritore, che vivere a ridosso di un capannone dove non so cosa ci facciano dentro.

Concludo, facendo rifermento ad un articolo di una associazione di categoria, che lamenta "aumenta dei costi per la gestione rifiuti del 90% negli ultimi 10 anni".

Hanno perfettamente ragione: gli aumenti ci sono stati, è un dato oggettivo.
Ma alla stessa associazione, vorrei divulgassero ai cittadini anche altre informazioni, dando notizia:
- di quanto sono aumentate le quote annue per il rinnovo delle iscrizione alle associazioni di categoria? Spiegando oltre tutto cosa comprendono: prima di iscrivermi, mi erano stati promessi mari e monti; una volta iscritto, ho scoperto che il consulente finanziario lo dovevo pagare a parte, il consulente legale lo dovevo pagare a parte, il consulenza per la sicurezza lo dovevo pagare a parte, ecc. ecc. ecc.);
- di quanto è aumentato il costo del carburante per autotrazione;
- di quanto è aumento il costo per l'assicurazione RC dei mezzi di raccolta;
- di quanto ha inciso la trovata del SISTRI (ho circa 600 mezzi e 12 sedi operative .. fate voi);
- di quanto sono aumentati i costi per manutenzione, ricambi, acquisto dei mezzi di raccolta;
- di quanto è aumentato il costo del personale;
- di quanto sono aumentati i costi per la sicurezza (corsi, vestiario, consulente, medico, visite, ecc ecc ecc);
- di quanto è aumento il costo dell'energia;
- di quanto sono aumentati gli oneri per lo smaltimento dei rifiuti;
- di quanto sono aumentati gli interessi bancari sui prestiti (se il cliente non paga, io cmq devo lavorare; e per far muovere i mezzi, devo far ricorso alle banche; e la banca i soldi non me li presta gratis, ma lo devo pagare; costo accessorio che alla fine, volente o nolente, devo ribaltare sul cliente .. diversamente chiudo, fermo tutto, passo la mano ad un altro .. che tra N giorni .. si troverà nella stessa mia identica situazione).

Una volta chiariti questi punti, forse solo allora possiamo intavolare un tavolo di confronto serio e costruttivo.
Diversamente, divulghiamo monologhi senza contraddittorio, che oltre a non risolvere i problemi, creano solo confusione, malumori e disinformazione.

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Messaggio  pascozzi il Mar Lug 08, 2014 4:38 pm

Gabriele Stefani ha scritto:

.......Una volta chiariti questi punti, forse solo allora possiamo intavolare un tavolo di confronto serio e costruttivo.
Diversamente, divulghiamo monologhi senza contraddittorio, che oltre a non risolvere i problemi, creano solo confusione, malumori e disinformazione.

Che un dibattito sulla gestione monopolistica pubblica dei rifiuti dei privati cittadini porti malumore, non ci piove, per restare in sintonia con queste giornate.

Disinformazione? E' quella che si tenta di combattere, facendo le pulci a verità che sembrano assodate ma non lo sono.

Difetti della raccolta private e quindi non monopolistica dello stato? Ci sono senz'altro.
Come ci sono dei difetti nella raccolta monopolistica.
Penso che si stesse discutendo non dei pro e contro della cosa e neanche del meglio una di quell'altra, ma della interpretazione normativa sulla possibilità da parte di aziende private di ritirare da privati cittadini.
L'esclusione di questa possibilità, leggi alla mano, non è così scontata.
Un conto è dire: non va bene per mille motivi pratici. E ci sta.
Un altro è dire: la legge non lo permette


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Messaggio  isamonfroni il Mar Lug 08, 2014 4:39 pm

azz Gabri!  Very Happy 
ero in attesa che arrivassi

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Messaggio  Supremoanziano il Mar Lug 08, 2014 5:03 pm

pascozzi ha scritto:Difetti della raccolta private e quindi non monopolistica dello stato? Ci sono senz'altro.
Come ci sono dei difetti nella raccolta monopolistica.
Penso che si stesse discutendo non dei pro e contro della cosa e neanche del meglio una di quell'altra, ma della interpretazione normativa sulla possibilità da parte di aziende private di ritirare da  privati cittadini.
L'esclusione di questa possibilità, leggi alla mano, non è così scontata.
Un conto è dire: non va bene per mille motivi pratici. E ci sta.
Un altro è dire: la legge non lo permette
Senza alcun moto polemico: dove trovi (o meglio, interpreti) questa possibilità?
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Messaggio  laureando il Mar Lug 08, 2014 5:51 pm

Avete scritto seicento post, ma credo che siano solo lamentele....alla mia domanda tutti fanno finta di niente e non rispondono prendendo invece altri argomenti, più comodi ovviamente...
C'è una legge, è scritta in italiano e penso che qui l'italiano lo mastichiamo tutti...
Art. 183 Dlgs 152/06 smi lettera a): “rifiuto”: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi;

Se io ho 100 bottiglie di plastica usate, potrei buttarle nel cassonetto della differenziata e credere di rispettare l'ambiente...almeno sarebbe qualcosa dato che non sono previsti sconti dal comune per i cittadini che fanno la differenziata.
Se invece una ditta privata mi paga 0,10 cent Kg per le mie bottiglie usata, se io decido di non disfarmene gettandole nei cassonetti, ma di venderle come bene usato in cambio di denaro elo metto per iscritto tramite un atto notorio (scrivendo che non intendo disfarmi delle bottiglie usate come rifiuto ma di cederle come bene alla ditta X) La ditta X che ha la licenza per il commercio di beni usati, acquista queste 100 bottiglie e ci potrà fare quello che vuole giusto?!?!? E' come se io domani su ebay compro un tv e dopodomani decido di portarlo al ccr del mio comune. Qualcuno mi sanziona per aver acquistato un bene e per essermene disfatto il giorno dopo?!? Io non penso proprio.... Se l'azienda X acquista 100 bottiglie usate da me e decide di pagarmele, potrà fare quello che vuole una volta aver ottenuto la proprietà delle bottiglie.. Se dopo domani la ditta X prende le bottiglie e decide che se ne vuole disfare, le mette nel proprio deposito temporaneo, entro 10 giorni si farà la sua bella registrazione del registro di carico e scarico e avrà un anno di tempo per disfarsene (o in base ai limiti quantitativi previsti 30mc annui).
Dove sta l'illecito? vorrei che rispondeste a questa semplice domanda.... Chi dice che l'azienda X ha comprato un rifiuto e deve essere autorizzata allo stoccaggio???
Ricordo che l'azienda X ha un atto notorio firmato dal cittadino che ha venduto le cento bottiglie dove è riportato che lui sta vendendo 100 bottiglie come bene e che non intende disfarsene come rifiuto, altrimenti lo avrebbe fatto gettandolo nel cassonetto.
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Messaggio  Gabriele Stefani il Mar Lug 08, 2014 5:58 pm

Premesso che non voglio creare alcuna polemica e avanzare alcuna critica, mi permetto di rispondere ad alcuni punti, con l'esclusivo intento di portare elementi costruttivi di dialogo e di confronto.

pascozzi ha scritto:Che un dibattito sulla gestione monopolistica pubblica dei rifiuti dei privati cittadini porti malumore, non ci piove, per restare in sintonia con queste giornate.

Mah, dipende dai punti di vista, e dipende dalla informazioni che vengono veicolate.
Se sparo a zero contro CHICHESSIA senza dar modo di controbattere e/o replicare .. ho già condizionato buona parte dell'opinione pubblica.

Certo: la gestione pubblica non è sicuramente perfetta, ed è certamente ottimizzabile.
Succede come in politica però: lamentare e criticare perennemente tutto e tutto, con la pretesa sia sempre qualcun altro a cambiare le cose .. è un po' troppo comodo.

pascozzi ha scritto:
Disinformazione? E' quella che si tenta di combattere, facendo le pulci a verità che sembrano assodate ma non lo sono.

Mi confronto quotidianamente con questi aspetti, queste criticità, e queste accuse.
Purtroppo non mi pare ci siano molti fronti aperti per combattere la disinformazione: quello che conta è l'odience .. e fa molto più spettacolo la critica a priori, rispetto al dialogo costruttivo, propositivo e programmatico.
Dirò di più: vengo attaccato quotidianamente sui costi/ricavi delle raccolte differenziate, e sebbene non mi piaccia, in genere rispondo con una domanda.
"quanto pensiate riesca a portare a casa, e quindi inserirvi nel piano finanziario come voce a credito, da 1 camion di vetro che arriva alla piattaforma COREVE?"

Facciamo 2 conti: a fronte dei 3,5 ton di vetro che porto al COREVE, questo mi riconosce: 3,5 ton x 5 €/ton = € 17,5 (5 €/ton .. non 1.000.000 €/ton come dice, pensa, crede qualcuno). Il tutto al netto delle spese di: raccolta, trasporto, eventuale pre-trattamento. Ipotizziamo ci sia 1 ora di trasporto: 1 h x 80 €/h = 80 €/trasporto - 17,5 € .. i miei 3,5 ton di VETRO mi sono costati: 62,50 €

A questo punto scatta la seconda domanda: "e allora che convenienze ho con la raccolta differenziata?"
Risposta: se quei 3,5 ton di vetro fossero andati a smaltimento, mi sarebbero costati:
80 €/trasporto + 3,50 ton * 130 €/ton = 535,00 € anzichè 62,50 €.

Quindi: la vera battaglia della gestione dei rifiuti non è la riduzione dei costi (maggior parte dei quali sono in mano ad altri soggetti ancora, e non ai gestori pubblici/privati), ma è tentare di calmierare e contenere i costi (di raccolta, di trasporto, e di smaltimento).
Se domani: l'AGIP fa pagare il gasolio 20 €cent/litro, gli impianti di smaltimento ricevono i rifiuti a 30 €/ton, il costo dell'energia scende a 5 €cent/kW, lo stato mi permette di non impegnare un operatore 160 h/anno per corsi di formazione/aggiornamento sulla sicurezza .. allora possiamo iniziare a parlare anche di diminuizione dei costi e/o risparmi.
Ad oggi il 90% dei costi non dipendo ne da me, ne dal SISTRIFORUM, ne da nessun "cittadino normale": a noi comuni mortali, non resta che lavorare su quel 10% per tentare di contenere la restante parte di costi (il cui trend è costantemente in crescita).

pascozzi ha scritto:
Penso che si stesse discutendo non dei pro e contro della cosa e neanche del meglio una di quell'altra, ma della interpretazione normativa sulla possibilità da parte di aziende private di ritirare da  privati cittadini.
L'esclusione di questa possibilità, leggi alla mano, non è così scontata.
Un conto è dire: non va bene per mille motivi pratici. E ci sta.
Un altro è dire: la legge non lo permette
La mia non era una disamina sui pro o sui contro: voglio semplicemente dire che determinate scelte non possono, e non devono, più essere fatta sulla base di monologhi, o di arzigoggolati meccanismi politiciti. Bisogna analizzare il problema nel suo complesso, in modo scientifico, pratico e con il giusto buonsenso.
Diversamente tra 20 anni ci troveremo nuovamente qui a discutere se sia meglio il pubblico o il privato, o se sia più forte l'inter o il milan (sicuramente l'inter .. ma vabbè .. sono di parte  Surprised  ), senza di fatto, aver affrontato alcun problema.
Nel frattemo, piacciano o meno, siano giuste o sbagliate, le leggi ci sono, e se vogliamo vivere in un paese civile, le dobbiamo rispettare ed esigere il loro rispetto.

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Messaggio  Gabriele Stefani il Mar Lug 08, 2014 6:00 pm

laureando ha scritto:Avete scritto seicento post, ma credo che siano solo lamentele....alla mia domanda tutti fanno finta di niente e non rispondono prendendo invece altri argomenti, più comodi ovviamente...
C'è una legge, è scritta in italiano e penso che qui l'italiano lo mastichiamo tutti...
Art. 183 Dlgs 152/06 smi lettera a): “rifiuto”: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi;

Se io ho 100 bottiglie di plastica usate, potrei buttarle nel cassonetto della differenziata e credere di rispettare l'ambiente...almeno sarebbe qualcosa dato che non sono previsti sconti dal comune per i cittadini che fanno la differenziata.
Se invece una ditta privata mi paga 0,10 cent Kg per le mie bottiglie usata, se io decido di non disfarmene gettandole nei cassonetti, ma di venderle come bene usato in cambio di denaro elo metto per iscritto tramite un atto notorio (scrivendo che non intendo disfarmi delle bottiglie usate come rifiuto ma di cederle come bene alla ditta X) La ditta X che ha la licenza per il commercio di beni usati, acquista queste 100 bottiglie e ci potrà fare quello che vuole giusto?!?!? E' come se io domani su ebay compro un tv e dopodomani decido di portarlo al ccr del mio comune. Qualcuno mi sanziona per aver acquistato un bene e per essermene disfatto il giorno dopo?!? Io non penso proprio.... Se l'azienda X acquista 100 bottiglie usate da me e decide di pagarmele, potrà fare quello che vuole una volta aver ottenuto la proprietà delle bottiglie.. Se dopo domani la ditta X prende le bottiglie e decide che se ne vuole disfare, le mette nel proprio deposito temporaneo, entro 10 giorni si farà la sua bella registrazione del registro di carico e scarico e avrà un anno di tempo per disfarsene (o in base ai limiti quantitativi previsti 30mc annui).
Dove sta l'illecito? vorrei che rispondeste a questa semplice domanda.... Chi dice che l'azienda X ha comprato un rifiuto e deve essere autorizzata allo stoccaggio???
Ricordo che l'azienda X ha un atto notorio firmato dal cittadino che ha venduto le cento bottiglie dove è riportato che lui sta vendendo 100 bottiglie come bene e che non intende disfarsene come rifiuto, altrimenti lo avrebbe fatto gettandolo nel cassonetto.
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Nel frattemo, piacciano o meno, siano giuste o sbagliate, le leggi ci sono, e se vogliamo vivere in un paese civile, le dobbiamo rispettare ed esigere il loro rispetto.
Questo vale da laureando, da laureato, e soprattutto da lavoratore.

PS: ero anche io come te appena laureato, scalpitante.
Dopo 15 anni di lavoro .. ti assicuro che .. mi sono (volutamente o indirettamente) tranquillizzato

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Messaggio  Admin il Mar Lug 08, 2014 6:01 pm

Laureando, ti sfugge una cosa.
Il detentore non decide se una cosa è rifiuto o non lo è.
Il detentore, eventualmente, decide di disfarsi o meno di qualcosa.
E nel caso prospettato ha deciso di disfarsi.

Se bastasse un atto notorio del produttore per attestare che qualcosa non è rifiuto e, un secondo dopo che è arrivato a destinazione, viene gestito come tale, allora in Italia non esisterebbero più i rifiuti.

Detto questo, buona fortuna.
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Messaggio  cescal64 il Mar Lug 08, 2014 6:02 pm

laureando ha scritto:Avete scritto seicento post, ma credo che siano solo lamentele....alla mia domanda tutti fanno finta di niente e non rispondono prendendo invece altri argomenti, più comodi ovviamente...C'è una legge, è scritta in italiano e penso che qui l'italiano lo mastichiamo tutti...Art. 183 Dlgs 152/06 smi lettera a): “rifiuto”: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi;

...solo per scrivere il 601-esimo post inutile: delle norme non puoi prendere solo la parte che ti interessa e fregartene del resto... c'è tutto un mondo intorno a quella definizione di rifiuto, a quello che puoi e/o che non puoi fare dei tuoi beni/rifiuti, ti piaccia o no... se cerchi di leggere oltre le lamentele, c'è anche scritto in questo thread... poi, come sempre, chi non vuol capire, non capisce... quindi, se sei convinto di quello che dici, fallo... e facci sapere come va a finire...

edit: 603-esimo Smile
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Messaggio  Admin il Mar Lug 08, 2014 6:10 pm

Con l'escamotage dei "beni usati" vengono perpetrati scempi di questo genere: http://oggiscienza.wordpress.com/2012/11/27/rifiuti-pericolosi-in-movimento/

L'ufficio federale svizzero, per esempio, fornisce le indicazioni che, in questo thread, ti sono state già date, a quanto pare senza profitto:
http://www.bafu.admin.ch/abfall/02202/12658/index.html?lang=it&msg-id=40276

Sono classificati come merce usata gli oggetti che soddisfano i seguenti requisiti:


  • sono funzionanti e omologati per l'uso;
  • sono utilizzati per lo scopo previsto in origine;
  • sono imballati in modo tale da escludere danneggiamenti durante il trasporto.


Se uno o più di questi criteri non sono soddisfatti, si tratta di rifiuti. (checchè ne dica il detentore)

Le bottiglie, poi, sono imballaggi e ricadono nel campo di applicazione del titolo II della parte quarta del TUA, per cui questo discorso si regge ancora meno.
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Messaggio  isamonfroni il Mar Lug 08, 2014 6:16 pm

laureando ha scritto:Avete scritto seicento post, ma credo che siano solo lamentele....alla mia domanda tutti fanno finta di niente e non rispondono prendendo invece altri argomenti, più comodi ovviamente...
C'è una legge, è scritta in italiano e penso che qui l'italiano lo mastichiamo tutti...
Art. 183 Dlgs 152/06 smi lettera a): “rifiuto”: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi;

 
a prescindere da ulteriori divagazioni, peraltro assai corrette e interessanti da leggere.
Abbiamo risposto ripetutamente alla tua domanda. NON PUOI!

come hanno tentato di spiegarti ottimamente sia CESCAL che Admin.
Poi sai come si dice? non c'è peggior sordo.......

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Messaggio  laureando il Mar Lug 08, 2014 6:26 pm

Secondo me l'unica cosa che viene fuori è che le lobby non vanno toccate in italia e che di costruttivo in maniera reale niente si vuol fare....
Arrestate tutti i Compro Oro allora.....non hanno l'R13 per ricevere i rifiuti di oro, fateli autorizzare almeno per i 20 01 40 Wink ma mi raccomando... in ordinaria....perchè in semplificata poi i cittadini non possono conferire....come se il rifiuto cambiassero.... se le bottiglie di plastica le porta un'azienda si fa un procedimento e una lavorazione., se invece le porta il privato il processo di lavorazione cambia dato che il rifiuto è diverso... What a Face 

Quindi se io ho un telefono funzionante e lo voglio portare al CCR non posso??? Perchè se è funzionante non è rifiuto?!? Rolling Eyes  e se il CCR accetta quel telefono è sanzionabile perchè non è un rifiuto? Rolling Eyes 
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Messaggio  Admin il Mar Lug 08, 2014 6:34 pm

Quindi se io ho un telefono funzionante e lo voglio portare al CCR non posso??? Perchè se è funzionante non è rifiuto?!? Rifiuti urbani differenziati dei cittadini in privativa? - Pagina 3 Icon_rolleyes e se il CCR accetta quel telefono è sanzionabile perchè non è un rifiuto? Rifiuti urbani differenziati dei cittadini in privativa? - Pagina 3 Icon_rolleyes

Il problema sono i rifiuti che vengono spacciati per beni (questo tentativo è in atto permanentemente), non un bene che viene spacciato per rifiuto. La tua deduzione, date quelle premesse, non si attiene alle regole della logica (un rifiuto non può essere considerato un bene usato, un bene usato può certamente essere un rifiuto).

Arrestate tutti i Compro Oro allora.....non hanno l'R13 per ricevere i rifiuti di oro, fateli autorizzare almeno per i 20 01 40 ma mi raccomando... in ordinaria....perchè in semplificata poi i cittadini non possono conferire....come se il rifiuto cambiassero

Non possiamo arrestare nessuno, questo è un Forum, non una caserma. In compenso, ne avevamo parlato:

http://www.sistriforum.com/t8860-compro-oro-e-attivita-di-gestione-rifiuti?highlight=compro
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Messaggio  laureando il Mar Lug 08, 2014 6:43 pm

Admin ha scritto:
Quindi se io ho un telefono funzionante e lo voglio portare al CCR non posso??? Perchè se è funzionante non è rifiuto?!? Rifiuti urbani differenziati dei cittadini in privativa? - Pagina 3 Icon_rolleyes e se il CCR accetta quel telefono è sanzionabile perchè non è un rifiuto? Rifiuti urbani differenziati dei cittadini in privativa? - Pagina 3 Icon_rolleyes

Il problema sono i rifiuti che vengono spacciati per beni (questo tentativo è in atto permanentemente), non un bene che viene spacciato per rifiuto. La tua deduzione, date quelle premesse, non si attiene alle regole della logica (un rifiuto non può essere considerato un bene usato, un bene usato può certamente essere un rifiuto).

Arrestate tutti i Compro Oro allora.....non hanno l'R13 per ricevere i rifiuti di oro, fateli autorizzare almeno per i 20 01 40 ma mi raccomando... in ordinaria....perchè in semplificata poi i cittadini non possono conferire....come se il rifiuto cambiassero

Non possiamo arrestare nessuno, questo è un Forum, non una caserma. In compenso, ne avevamo parlato:

http://www.sistriforum.com/t8860-compro-oro-e-attivita-di-gestione-rifiuti?highlight=compro

Scusate la mia ignoranza, la mia inesperienza, ma mi pare chiaro che non è il valore di un oggetto che lo può far catalogare come rifiuto, ma sono altre variabili, ora io dico una cosa:
Se esiste il compro oro non capisco perchè non può esistere il copro HDPE, il compro LDPE, il compro PP.... cosa cambia? quale è sta logica adottata? E non mi venite a dire che l'oro ha un valore.....tutto ha un valore e quindi perchè queste differenze.. la legge è uguale per tutti e anche per tutto o no?!
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Messaggio  Admin il Mar Lug 08, 2014 7:48 pm

Se leggi la discussione che ti ho linkato eravamo arrivati alla medesima conclusione.

Ciò detto, questa discussione verteva sull'eventuale esclusione dei rifiuti di provenienza domestica dalla privativa comunale, su cui pure potrebbe esserci qualche spiraglio (ma per gli imballaggi, oggetto di disciplina speciale, la vedo davvero dura).
Puntare all'esonero dalla normativa sui rifiuti, invocando il concetto di "bene usato", mi pare operazione assai ardita.

La materia è interessante e dibattuta, esistono sentenze storiche al riguardo (la sentenza "Niselli" ed altre). Ti consiglio di approfondire.
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Messaggio  laureando il Mar Lug 08, 2014 10:30 pm

Admin ha scritto:Se leggi la discussione che ti ho linkato eravamo arrivati alla medesima conclusione.

Ciò detto, questa discussione verteva sull'eventuale esclusione dei rifiuti di provenienza domestica dalla privativa comunale, su cui pure potrebbe esserci qualche spiraglio (ma per gli imballaggi, oggetto di disciplina speciale, la vedo davvero dura).
Puntare all'esonero dalla normativa sui rifiuti, invocando il concetto di "bene usato", mi pare operazione assai ardita.

La materia è interessante e dibattuta, esistono sentenze storiche al riguardo (la sentenza "Niselli" ed altre). Ti consiglio di approfondire.

Ho letto il link dei compro oro.. Ma come spesso accade si gira intorno...
Quello che deduco é che se esistono i compro oro, hanno ragione di esistere anche i compro HDPE... Non c'è differenza tra comprare oro e comprare HDPE per l'ambiente...quindi?? Dato che su questo forum leggono anche personaggi autorevoli, io li inviterei quanto meno a riflettere.... La legge é uguale per tutti... A buon intenditore poche parole...
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Messaggio  pascozzi il Mer Lug 09, 2014 8:37 am

Gabriele Stefani ha scritto:Premesso che non voglio creare alcuna polemica e avanzare alcuna critica, mi permetto di rispondere ad alcuni punti, con l'esclusivo intento di portare elementi costruttivi di dialogo e di confronto..........

[

Apprezzo il tuo intervento competente e di "peso"
Entrare  nel tecnico significa eludere la discussione.  Io ne facevo una questione di principio. Roba del tipo "diritto di proprietà" "libera iniziativa privata" "mano lunga dello stato che arriva ovunque"

Se mi devo addentrare un pò nel tecnico, giusto per il gusto della conversazione e per il piacere di discutere con una persona competente, ti dico che:
- Consorzi plastiche - impianti che ricevono più volte lo stesso materiale, lo scartano lo riricevono ecc...e ogni volta ci magnano, centri di selezione che vendono il materiale bello a parte...
- Ecopneus: il costo che il consumatore paga per avviare a recupero i PFU è quasi triplicato, rispetto a quello che spendeva il gommista per avviare a recupero privatamente le gomme.
- Discariche pubbliche o semipubbliche che mettono il peso riscontrato a convenienza del soggetto che conferisce. Certo questo succede anche nel privato. Ma nel privato c'è la pressione del controllore (privato che paga) sul controllato. Nel pubblico / appalto pubblico tutto si confonde. Non si creano interessi divergenti competitivi, ma convergenze parassitarie.
- Piccole quantità di rottame di privati non conferibili ai rottami autorizzati ma destinabili solo in piazzola comunale. Bene. Sono un privato ho 10 kg di rame. Invece di farmi dare 30 € dal rottamaio, facendomi fare se la legge lo permettesse un bella ricevuta, devo andare a 0 alla piazzola o dal rottamaio in nero perchè trattasi di rifiuto urbano.... Questo lo chiamerei ecoSbonus. Nel senso che è un disincentivo alla separazione dei metalli.
Ecco vedi, ogni pro ha il suo contro.
Io propendo semplicemente per un pò di libertà in più, fatti salvi i permessi, le verifiche ecc.....
pascozzi
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