AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

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AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  -bz8- il Gio Set 13, 2012 3:08 pm

Buonasera a tutti,
premetto che non conosco molto bene la questione "AIA" No purtroppo, ma ne sento sempre parlare come un "mostro cattivo" difficilissima da ottenere e costosissima... augen40 (perlomeno questo è quello che ho capito io!!!)

Ma è veramente così? cosa si intende per costosissima?
Per esempio: un piccolo impianto di stoccaggio autorizzato in 208 (D13/D15), senza emissioni, né scarichi, non soggetto a VIA, che volesse aumentare i propri quantitativi giornalieri "atterrando" in zona aia, troverebbe così tante difficoltà secondo voi? aloneinthedark

Grazie a tutti
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-bz8-
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Re: AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  marcosperandio il Gio Set 13, 2012 4:19 pm

-bz8- ha scritto:Buonasera a tutti,
premetto che non conosco molto bene la questione "AIA" No purtroppo, ma ne sento sempre parlare come un "mostro cattivo" difficilissima da ottenere e costosissima... augen40 (perlomeno questo è quello che ho capito io!!!)

Ma è veramente così? cosa si intende per costosissima?
Per esempio: un piccolo impianto di stoccaggio autorizzato in 208 (D13/D15), senza emissioni, né scarichi, non soggetto a VIA, che volesse aumentare i propri quantitativi giornalieri "atterrando" in zona aia, troverebbe così tante difficoltà secondo voi? aloneinthedark

Grazie a tutti
L'AIA (autorizzazione integrata ambientale) non è una certificazione volontaria, è un obbligo per gli impianti che vi ricadono (normativa IPPC).
In pratica è la tua autorizzazione all'esercizio che ti viene rilasciata (dalla provincia o dal ministero per le attività più impattanti) e che comprende tutti gli impatti sull'ambiente della tua attività (aria, acqua, suolo).
L'iter è piuttosto complesso e corposo di una normale autorizzazione per impianti non IPPC.
Il fatto di essere costosa dipende in parte dagli oneri che devi pagari per l'istruttoria (variabili a seconda del tipo d'impianto) o dalle tariffe dei consulenti che aiutano le ditte in questo iter.
Il passaggio (che ho vissuto personalmente) da impianto non in AIA a AIA (anche in fase di primo rilascio nel 2007) è stato complesso in quanto viene giustamente visto dagli organi di controllo (che però molto spesso ne abusano) come un'occasione per calcare la mano su alcune prescrizioni e per razionalizzare tutta una serie di autorizzazioni prima sparse (ad esempio per emissioni in atmosfera, per scarico acque, gestione rifiuti etc..)

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Re: AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  -bz8- il Gio Set 13, 2012 5:19 pm

Quindi un po' di timore è giusto averlo.
Ma un'azienda certificata 9001-14001-18001 ha qualche agevolazione?
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Re: AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  zesec il Gio Set 13, 2012 5:32 pm

Qualche agevolazione ce la dovrebbe avere se non altro perché dovrebbe essere più "organizzata" di altre.
Sicuramente è agevolata nella durata dell'AIA, che in questo caso non scade dopo 5 anni, ma dopo 6. Se fosse certificata EMAS, la scadenza sarebbe dopo 8 anni.
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Re: AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  CROCIDOLITE il Gio Set 13, 2012 5:59 pm

zesec ha scritto:Qualche agevolazione ce la dovrebbe avere se non altro perché dovrebbe essere più "organizzata" di altre.
Sicuramente è agevolata nella durata dell'AIA, che in questo caso non scade dopo 5 anni, ma dopo 6. Se fosse certificata EMAS, la scadenza sarebbe dopo 8 anni.
inoltre le aziende certificate godono della riduzione sugli importi delle fidejussioni.

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Re: AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  isamonfroni il Gio Set 13, 2012 7:35 pm

-bz8- ha scritto:Quindi un po' di timore è giusto averlo.
Ma un'azienda certificata 9001-14001-18001 ha qualche agevolazione?
Quoto tutto quello che han detto i colleghi e aggiungo.
Le certificazioni ISO 14001 e OHSAS 18001 agevolano per i seguenti motivi:
*) si può utilizzare parte della documentazione di sistema per sostituire una parte della documentazione da allegare alla domanda

*) con la 14000 l'AIA dura 6 anni anzichè 5

*) si ha una riduzione del 40% sull'importo delle fidejussioni

*) si ha una riduzione (a memoria mi pare 1000 €) sull'importo degli oneri istruttori

La procedura di AIA (che ovviamente se ci ricadi è obbligatoria) è oggettivamente molto costosa. A prescindere dal costo del consulente che preparerà la domanda vanno considerati:
*) i costi per tutte le relazioni specialistiche che potrebbero essere richieste (studio meteorologico, valutazione rumore, caratterizzazione del sito, sicurezza ecc...)

*) gli oneri istruttori che variano moltissimo da caso a caso (trovi tutte le indicazioni e gli importi nel DM ambiente 24 Aprile 2008)

In buona sostanza per un impianto di smaltimento di rifiuti pericolosi (soprattutto se ubicato in un SIN) si possono arrivare a spendere anche 50.000 € tra costi di progettazione e oneri istruttori.

Non vanno poi dimenticati i costi annuali di gestione.Tutte le attività di monitoraggio periodico che verranno approvate e/o imposte dall'Ente sono a carico del gestore ed in più si devono pagare, tutti gli anni, gli oneri di controllo afavore dell'ARPA che verrà a controllarti.

Con buona pace di quelli che pensano che chi gestisce i rifiuti è ricco ed ecomafioso.......

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Re: AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  Aurora Brancia il Gio Set 13, 2012 8:54 pm

Mah, io non so nelle altre regioni, ma qui da noi avere a che fare almeno con 1 solo ente di riferimento è già un risparmio: di tempo, se non altro. E devo dire che l'attuale Signor AIA in Regione è una persona capace, intelligente, educata e persino preparata.
Il problema è che gli altri Enti Autorizzativi non hanno ben digerito che gli si sia tolto il loro angoletto di potere, e quindi se non la si prepara bene bene bene e non si presenta comunque l'istanza contemporaneamente a tutti, anzichè aspettare che la Regione lo faccia, finisce che alla prima CdS si alza uno e dice "ah, ma io questa pratica no l'ho ricevuta, aggiorniamoci!", alla successiva se ne alza un altro e così via. Fino a che uno non prende armi e bagagli e qualunque cosa sia va a farla in marocco o anche in svizzera.

Ciò anticipato, io sarei del parere, ma non spargete voce, che se la nostra P.A. funzionasse e ci fossero tutte e sole persone come quella di cui ho accennato ogni nuova attività produttiva dovrebbe procedere come AIA, perchè la ricaduta ambientale è per forza complessiva: per ogni aspetto che può sembrare singolarmente "accettabile" una volta sommati gli accettabili può anche smettere di esserlo.
Alla fine, checchè se ne dica, un'imprenditoria avanzata e quindi competitiva anche economicamente oggi non può più prescindere dall'avere una politica ambientale attenta, perchè le spese di risanamento o anche solo di effetto ricadono su tutti. Più che attenta, io direi complessiva: la cura che mi costa ad es. stoccare dei rifiuti con certosina cura separativa mi ripagherà con la possibilità di avere rifiuti con caratteristiche grosso modo costanti che mi consetirnno una gestione più razionale e dunque conomica degli stessi. Se io mi faccio fare un poogetto per i punti di emissione, se mi vado ad analizzare sin da prima la potenzialità emissiva e ci taro con un discreto margine l'impianto, potrò fare un cash flow planning che, insieme al resto, mi permetterà di ottimizzare anche il prezzo d vendita del mio prodotto, che se poi devo essere soggetto a risistemare tutto in emergenza perchè mi è arrivataa l'arpa e sto fuori dai parametri so' cacchi acidi, fosse solo appunto di avvocati.
Un po' come la 18000: se io organizzo da subito layout, ciclo produttivo e distribuzione e modalità delle mansioni pensate in regime di massima prevenzione, non potrò che godere di quello che NON spenderò a vuoto per malattie più o meno vere, infortuni più o meno reali, tempo e soldi di chi segue le pratiche relative (sempre avvocati e consulenti compresi) e soprattutto quelli la mattina mi vengono a lavorare contenti, e quindi con miglioramento o quantitativo o qualitativo se non entrambi, quello dipende da cosa si fa.


E al grido di "prevenire è sempre meglio che curare!", adesso è pronta e calda la pappa.

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Re: AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  -bz8- il Ven Set 14, 2012 11:28 am

Beh... non mi aspettavo addirittura i pareri dei "top" del forum.
Grazie a tutti e complimenti. Adesso ho le idee più chiare.
Saluti
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Re: AIA: variazione quantitativi stooccati in D13/D15

Messaggio  isamonfroni il Ven Set 14, 2012 1:01 pm

Aurora Brancia ha scritto:[color=indigo]Mah, io non so nelle altre regioni, ma qui da noi avere a che fare almeno con 1 solo ente di riferimento è già un risparmio: di tempo, se non altro. E devo dire che l'attuale Signor AIA in Regione è una persona capace, intelligente, educata e persino preparata.

Aurora, ti quoto alla grandissima (ho omesso tutto il muro viola per ovvi motivi), ovviamente io ho la mente un po' deviata dalla mentalità dell'impianto di smaltimento rifiuti "serio" che a tante belle cose previste dall'AIA era già abituato e, quindi, lo vivo come un forte aggravio di costi.

Sono lieta di sentire che il signor AIA Napoli ci azzecca, credimi non sono poi così tanti......

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