Rifiuti pericolosi: quali limiti? CLP o allegato D?

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Rifiuti pericolosi: quali limiti? CLP o allegato D?

Messaggio  ele1970 il Mar Ago 28, 2012 12:02 pm

Ciao a tutti, vi chiedo aiuto per risolvere un dubbio: devo classificare un rifiuto contenente diverse sostanze pericolose che hanno un limite di concentrazione specifico riportato in All. VI al CLP diverso da quello riportato in Allegato D per la medesima caratteristica di pericolo...quale valore limite devo considerare per la classificazione del rifiuto, quello dell'Allegato D sempre e comunque o i limiti specifici prevalgono? Per metterla sul pratico: il mio rifiuto contiene 1.6% di acido acetico (Corrosivo, R35) e il 7% di metanolo (Tossico, R23/24/25). Secondo l'Allegato D dovrei attribuire al rifiuto la H8, ma il limite specifico dell'acido acetico per R35 è del 90% secondo il CLP...una miscela contenente solo 1.6% di acido acetico non è nemmeno pericolosa...inoltre secondo l'allegato D dovrei attribuire anche H6, ma il limite specifico dato dal CLP per il metanolo è il 20%...mi sto perdendo...
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Re: Rifiuti pericolosi: quali limiti? CLP o allegato D?

Messaggio  Aurora Brancia il Mar Ago 28, 2012 2:57 pm

Ti stai confondendo con le H, ma sappi che sei in numerosa e diffusa compagnia.

Ricominciamo dall'inizio: L' Allegato D, che è quello cui ti devi attenere, dice testualmente che devi assegnare il codice CER identificando il processo da cui si origina il rifiuto (la fonte, come da punto 3 della Introduzione all'Allegato D). Immagino tu ti trovi in condizioni di avere un cosiddetto "codice a specchio", ossia davanti ad un rifiuto che può essere o meno pericoloso a seconda del tipo di processo da cui si origina, altrimenti la tua domanda non ha senso: se è un codice solo pericoloso è pericoloso, se è solo non pericoloso è non pericoloso.
Ciò premesso, per capire se un rifiuto sia pericoloso o no, e se è pericoloso indicare quale sia la caratteristica di pericolo prevista dall'Allegato I del 152 che non sono come quelle del CLP, devi procedere facendo la sommatoria delle concentrazioni delle caratteristiche di pericolo (quindi frasi di rischio) simili, ossia sommare tutti i corrosivi R35 e vedere se raggiungono l'1% in peso, tutti gli R34 e vedere se raggiungono il 5% in peso; in quel caso segnerai H8 come caratterisrtica di pericolo nel FIR, altrimenti no. I nostri "vecchi" R35 e R34 sono adesso tradotti in H314, con il CLP, che significa in genere "provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari" ed è nella categoria "corrosione/irritazione cutanea di cat. 1", e con H 315 che significa "provoca irritazione cutanea" ed è nella categoria "corrosione/irritazione cutanea di cat. 2"
Analogamente, il metanolo è tossico, e per le sostanze tossiche già R23/24/25 il limite perchè sia considerabile pericoloso il rifiuto è il 3 %, quindi oltre al metanolo devi sommare anche tutti gli altri R23/24/25 presenti e vedere se superano o meno il 3%, se lo superano segnerai anche H6 secondo l'Allegato I.

I Limiti di concentrazione del CLP sono relativi all'etichettatura di un prodotto, quindi il CLP ti dice che se in una miscela c'è più del 10 % (e non certo il 20% che hai scritto tu: dove l'hai preso? ) di metanolo ci vuole l'etichettatura H370 (ossia tossico sistemico anche per singola esposizione) e H371 (ossia tossico su singoli organi bersaglio anche per singole esposizioni) in concentrazioni dal 3 al 10 %. Il che equivale a dire che appunto se stiamo sotto il 3% -come indicato anche in Allegato D come limite di concentrazione dei tossici R23/24/25- non c'è quella caratteristica di pericolo. Ovviamente, devi sommare tra loro le concentrazioni di tutte le sostanze con le stesse frasi di rischio, per poter compiutamente assegnare la corrispondente frase di rischio dell'all. I del 152. Tieni presente che se una sostanza ha frasi di rischio multiple, ossia rientra per esempio tra i nocivi ma anche tra i corrosivi, la devi sommare tra tutti i nocivi, ed anche poi tra tutti i corrosivi.

Giusto per dirtelo, entrambi sono comunque infiammabili, molto infiammabile il metanolo, quindi su questo un pochetto di attenzione almeno per lo stoccaggio ce la metterei: metanolo ha la bruttissima tendenza ad evaporare immediatamente, ed i suoi vapori oltre che certamente pessimi da respirare sono anche estremanete infiammabili, peggio di quelli della benzina. Ma qui poi andiamo in campo "sicurezza ed igiene del lavoro", che comunque è da tenere sempre assai d'occhio quando si parla di rifiuti, fosse solo perchè lo richiama esplicitamente dil D.Lgs. 81/08 all'art. 221 c. 1 lettera c). Nel senso che un rifiuto può non essere "pericoloso" come rifiuto ma ciò non esclude affatto che non si possa/deva considerarlo tale nell'ambito della sicurezza sul lavoro. Infatti, nelle norma di buona tecnica per le valutazioni del rischio da agenti chimici si fa anche la valutazione della miscela, cosa che per ora nei rifiuti non è prevista (male, dico io, ci vorrebbe una specie di sommatoria per compresenza di più rischi singolarmente sottosoglia nelle rispettive categorie di rischio)

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Re: Rifiuti pericolosi: quali limiti? CLP o allegato D?

Messaggio  ele1970 il Mar Ago 28, 2012 3:27 pm

Grazie Aurora!! Se ho ben capito nella lotta CLP vs Allegato D è l'Allegato D a spuntarla...sempre e comunque...allora mi sai dire che cosa significa la nota 2) dell'Allegato I, in particolare l'oscura introduzione "Ove pertinente.."?

Aurora Brancia ha scritto:
Immagino tu ti trovi in condizioni di avere un cosiddetto "codice a specchio", ossia davanti ad un rifiuto che può essere o meno pericoloso a seconda del tipo di processo da cui si origina, altrimenti la tua domanda non ha senso: se è un codice solo pericoloso è pericoloso, se è solo non pericoloso è non pericoloso.

Effettivamente nel mio caso si tratta di un codice a specchio...domanda speculativa: ma se anche si fosse trattato di un rifiuto pericoloso non avrei dovuto fare comunque lo stesso genere di ragionamenti per attribuire le caratteristiche di pericolo?

ancora grazie

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Re: Rifiuti pericolosi: quali limiti? CLP o allegato D?

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