"Sistri occasione perduta, ora chiederemo i danni"

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"Sistri occasione perduta, ora chiederemo i danni"

Messaggio  sicurezzambiente il Mer Nov 02, 2011 10:19 am

Iniziativa di Confcommercio nei confronti del ministero dell'Ambiente a
sostegno e tutela delle imprese. "II sistema di tracciabilità dei rifiuti allo stato
attuale è un fallimento. Meglio azzerare tutto e ripartire dall'inizio".

Il nuovo sistema per la tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è stato segnato, sin dall'inizio, da profonde
disfunzionalità di ordine operativo e tecnologico che hanno determinato reiterate proroghe ed adeguamenti normativi e strutturali ancora in atto. Il presidente della Commissione Consiliare Ambiente ed Energia di Confcommercio, Luigi Bianchi, ha illustrato in una conferenza stampa termini e dettagli di un'iniziativa della Confederazione a sostegno e tutela delle imprese. "L'entrata in vigore del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti - ha detto Bianchi - ha segnato un momento di svolta importante per il nostro Paese per intraprendere la strada della legalità e della trasparenza andando conseguentemente a valorizzare le imprese sane che operano sul mercato. Siamo stati fin dall'inizio tra i fautori della bontà del sistema vedendo nel Sistri uno strumento moderno capace di porre il nostro Paese all'avanguardia in Europa, in un settore delicato come quello dello smaltimento dei rifiuti". "Abbiamo sempre sostenuto - ha proseguito Bianchi -l'azione del Ministero dell'Ambiente ma quando abbiamo capito che il sistema stava prendendo risvolti ed un percorso troppo difficili per essere intrapresi in tempi così brevi, abbiamo fatto le nostre osservazioni sperando che le stesse venissero accolte da parte del Legislatore e fossero sufficienti a semplificare il quadro normativo ed
operativo. Questo non è accaduto tanto che le profonde disfunzionalità di ordine operativo e tecnologico hanno spinto il Legislatore a ripensare continuamente l'intero sistema attraverso reiterate proroghe ed adeguamenti normativi e strutturali.
Nel frattempo le aziende hanno dovuto far fronte ad un complesso cambiamento nella gestione degli
adempimenti ambientali che ha messo a dura prova le risorse economiche, umane e professionali del tessuto imprenditoriale". "Ai costi di personale ed organizzativi si sono uniti - ha sottolineato il presidente della Commissione Ambiente ed Energia - il pagamento degli importi per l'acquisizione e l'installazione dei dispositivi elettronici e il contributo annuale previsto dalla vigente normativa: contributi erogati a fronte di un servizio che non è mai entrato in piena operatività e che, allo stato attuale, continua a risultare soggetto a vistose criticità". Secondo Bianchi, "le spese stimate sopportate dal mondo imprenditoriale per "awio del Sistri, unicamente riferite ai contributi versati, in un periodo, tra l'altro, di forte crisi economica e congiunturale, ammontano, secondo fonti ufficiali del Ministero dell'Ambiente, a oltre 70 milioni di euro a fronte di 325mila imprese iscritte. Per fare un esempio diretto dell'impatto economico, basti pensare che un trasportatore di medie dimensioni ha dovuto sostenere costi pari a 35.000 euro nei due anni di awio del sistema tra contributi versati, costi per montaggio black box e danno stimato per il fermo automezzi".
"Non vedendo, pertanto, più risvolti positivi all'awio di questo Sistri, si è rilevata la necessità di awiare una forte iniziativa a valenza sindacale a tutela e a sostegno sia delle aziende rappresentate che anche di tutte quelle che si riconoscessero in questo progetto, awiando e promuovendo sul territorio un'azione collettiva finalizzata alla richiesta di rimborso dei contributi versati e dei costi sostenuti per l'awio del sistema". "Si tratta - ha precisato Bianchi· di un'azione risarcitoria esperita nei confronti del Ministero dell'Ambiente. In particolare, ciò che andremo a chiedere con l'azione giudiziaria è il ristoro degli effetti negativi sul sistema produttivo collegati all'introduzione del Sistri, tra i quali si evidenzia la restituzione del contributo versato negli ultimi due anni, per la parte relativa alla quota destinata a garantire il funzionamento di un sistema che non è mai divenuto pienamente operativo". "L'azione - ha concluso Bianchi - si concretizzerà, inoltre, nella richiesta di risarcimento del danno quantificabile nella diminuzione del patrimonio dei soggetti tenuti ad iscriversi al Sistri a fronte del mancato funzionamento del sistema".

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