Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

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Messaggio  annavi il Gio Apr 14, 2011 5:11 pm

Promemoria primo messaggio :

Per chi si volesse dilettare con l'argomento in oggetto posto il link a rete ambiente

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:094:0002:0011:IT:PDF

Sono rimasta colpita per la complessità del testo.
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  Cristina Cadamuro il Lun Ott 03, 2011 2:50 pm

abigail ha scritto:

Si riferiscono al punto 1.2 dell'allegato 1 per i ferrosi e al punto 1.2 dell'allegato 2 per alluminio.

Grazie mille della risposta, ma vorrei sapere anche che genere di analisi devo dire di fare ai laboratori.. Question Question Question

questo regolamento mi sta confondendo (fondendo) le idee.... bur


A scanso di equivoci, nel richiedere le offerte a vari laboratori io ho fatto copia-incolla dell'intero testo riportato al punto 1.2 degli allegati (colonna a sinistra) chiedendo loro di procedere esattamente come è descritto nel testo del regolamento. Questo sia per i ferrosi (1.2 allegato I) che per l'alluminio (1.2 allegato II).

Attenzione solamente alle analisi per l'alluminio (punto 1.2 allegato II), in cui è necessario richiedere ai laboratori di effettuare il campionamento e le analisi secondo la norma EN 13920: questa prescrizione è contenuta nella colonna a destra del punto 1.2 allegato II (colonna a destra). Perciò consiglio di girare al laboratorio tutto il punto 1.2 allegato II, sia quanto scritto nella colonna a sx, sia quanto scritto nella colonna a dx. (e accertati che abbiano compreso la richiesta...)
ciao
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  abigail il Mer Ott 05, 2011 11:47 am

isamonfroni ha scritto:
L'incarico si può tranquillamente attribuire ad un consulente esterno al quale affidare il compito di redigere procedure ed istruzioni, effettuare attività formativa ecc...
I costi sono generalmente sopportabili.
Quoto piazzapulita e le info che ha inserito.

Scusate se continuo con l'argomento radioattività.. Embarassed
Ma quindi un recuperatore che tratta solo alluminio (quindi con cer non pericoloso) deve per OGNI partita di rottami chiamare un EQ e farsi fare il certificato di prova di radioattività per allegarlo alla dichiarazione di conformità? Oppure questi controlli vanno fatti solo se si ha il dubbio che il materiale sia contaminato? Question Question Question
La ditte che mi chiedono informazioni, al massimo fanno un controllo da soli con il contatore Graetz passandolo sul materiale, quindi senza chiamare nessun EQ (anche se la maggior parte questi controlli proprio non li considera)
Questo regolamento fa seguire cose che prima nessuno considerava.. confused
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  armando77 il Gio Ott 06, 2011 10:04 am

credo funzioni così:
sono il rottamaio, all'accettazione del carico faccio un controllo con lo strumento portatile o il portale (ad alcuni enti certificatori basta il portatile, altre vogliono anche il portale), il controllo è effettato da un addetto qualificato (per esperienza o per formazione, meglio per formazione). Se tutto va bene fai una autocertificazione da allegare alla dichiarazione di conformità, se suona qualcosa chiami l'esperto qualificato.
spero vivamente che sia così...
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Messaggio  isamonfroni il Gio Ott 06, 2011 10:17 am

armando77 ha scritto:credo funzioni così:
sono il rottamaio, all'accettazione del carico faccio un controllo con lo strumento portatile o il portale (ad alcuni enti certificatori basta il portatile, altre vogliono anche il portale), il controllo è effettato da un addetto qualificato (per esperienza o per formazione, meglio per formazione). Se tutto va bene fai una autocertificazione da allegare alla dichiarazione di conformità, se suona qualcosa chiami l'esperto qualificato.
spero vivamente che sia così...
Diciamo pure che se suona qualcosa non puoi accettare il carico, perchè se sei un rottamaio dubito che tu possa essere autorizzato alla gestione di rifiuti radioattivi.

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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  armando77 il Gio Ott 06, 2011 10:19 am

anche perchè non leggo da nessuna parte che sia richiesta la presenza di un EQ in azienda
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  abigail il Gio Ott 06, 2011 11:47 am

armando77 ha scritto:credo funzioni così:
sono il rottamaio, all'accettazione del carico faccio un controllo con lo strumento portatile o il portale (ad alcuni enti certificatori basta il portatile, altre vogliono anche il portale), il controllo è effettato da un addetto qualificato (per esperienza o per formazione, meglio per formazione). Se tutto va bene fai una autocertificazione da allegare alla dichiarazione di conformità, se suona qualcosa chiami l'esperto qualificato.
spero vivamente che sia così...

quindi se ho capito bene, i controlli di radioattività li fai sui rifiuti accettati e non sul rottame recuperato?
Io dal Regolamento capisco che questi controlli si devono fare sui rottami ottenuti dall'operazione di recupero in modo che poi alleghi l'attestazione alla dichiarazione (punto 1 degli allegati)
Question Question Question confused
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  isamonfroni il Gio Ott 06, 2011 12:02 pm

Se il rottame era radioattivo prima dell'operazione di recupero, lo è anche dopo con moltissima probabilità....... Shocked

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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  pastorenomade il Gio Ott 06, 2011 3:23 pm

E' evidente, almeno per me, che conviene effettuare un monitoraggio della radioattività sui rottami in ingresso anche se il Regolamento lo prevede solo come requisito per la cessazione di qualifica di rifiuto della partita in uscita. Dunque, doppia misura (di qui il vantaggio del portale rispetto allo strumento portatile), in ingresso e uscita.
Il grande vantaggio della misura in ingresso è dovuto alla gestione dei rifiuti radioattivi, che è piuttosto onerosa e complessa: sinteticamente, 1) vanno avvertite diverse autorità quali Prefettura, Carabinieri, Arpa e ASL 2) un carico contenente materiale radioattivo non può essere respinto (e quindi reistradato) ma va gestito con le autorità in impianto, fino all'invio ad un deposito autorizzato della sorgente con un trasportatore autorizzato al trasporto di mat. radioattivo (con costi mai inferiori a 5000 €, e dunque se lo individuo in ingresso se lo paga il "detentore", secondo la terminologia del Reg. 333).

ps - per portare alla attestazione (non è una certificazione) 2 impianti mi sono avvalso della collaborazione di un EQ che mi ha insegnato un pò di cose.
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  armando77 il Gio Ott 06, 2011 4:52 pm

Ma secondo voi è possibile far certificare un'azienda per il solo ferro e acciaio?
due aziende mi chiedono la stessa cosa perchè il ferro lo portano in fonderia mentre l'alluminio lo fanno uscire con fir!
altra cosa: la norma EN 13920-1:2002 riguardante la resa del metallo per la qualità dell'alluminio...dove si trova? Embarassed
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  pastorenomade il Gio Ott 06, 2011 4:56 pm

armando77 ha scritto:Ma secondo voi è possibile far certificare un'azienda per il solo ferro e acciaio?
due aziende mi chiedono la stessa cosa perchè il ferro lo portano in fonderia mentre l'alluminio lo fanno uscire con fir!
altra cosa: la norma EN 13920-1:2002 riguardante la resa del metallo per la qualità dell'alluminio...dove si trova? Embarassed

ovviamente sì, puoi attestarti solo per ferro e acciaio, così come solo per l'alluminio.

La norma la acquisti all'UNI (hanno la versione aggiornata al 2004). Ma se non ti attesti per l'alluminio, non ti serve
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  vaghestelledellorsa il Gio Ott 06, 2011 7:16 pm

pastorenomade ha scritto:
armando77 ha scritto:...altra cosa: la norma EN 13920-1:2002 riguardante la resa del metallo per la qualità dell'alluminio...dove si trova? Embarassed

...La norma la acquisti all'UNI (hanno la versione aggiornata al 2004)....
bella storia questa della resa: vi capita che l'impianto di destino vi calcoli un calo per umidità anche del 30% sulla tornitura ?? (o lo fanno a occhio ... ? ... nn abbiamo mai verificato visto che in Italia per l'Alluminio c'è una specie di oligopolio che fa il cavolo che vuole ... !!) Evil or Very Mad

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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  zesec il Ven Ott 07, 2011 12:21 pm

Mi inserisco anch'io in questa discussione (matria che conosco poco), ma solo per segnalarvi quello che mi sta succedendo.
Amministrazione regionale che richiede revisione dell'AIA ai sensi dell'art. 29-octies comma 4 lett. d) ad un'impresa (acciaieria che lavora con rottami) tenuta ad applicare il regolamento 333/2011. Alla domanda cosa c'entra la revisione dell'AIA, ti rispondono che il reg. 333/2011 lo esige. Alla domanda dove sta scritto, non ti rispondono, ti dicono che una innovazione legislativa di questa portata lo esige.
Non vi chiedo grandi commenti, perché c'è poco da commentare: vi chiedo solo se ci sono altri pazzi in giro per le regioni d'Italia che hanno detto una cosa simile, e soprattutto chiedo consiglio su quale arma usare (da fuoco o da taglio) per abbattere questi soggetti.
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  isamonfroni il Ven Ott 07, 2011 1:04 pm

Che io sappia in giro per l'italia ci sono funzionari che dicono anche peggio di questo senza neppure aver mai letto le norme, questi almeno le hanno lette......
A parte che oltre alle armi da fuoco e da taglio ti suggerirei anche altro, magari in MP per evitare l'apologia di reato...... ti dico come la penso io:
La lettura dell'art. 29 octies, comma 4, lettera d)
Il riesame è effettuato dall'autorità competente anche su proposta delle amministrazioni competenti in materia ambientale, comunque, quando
.....
....
d) nuove disposizioni legislative, comunitarie o nazionali lo esigono
Fin qui credo tu non abbia nulla da eccepire........resta da domandarsi perchè lo esigono?
La risposta va cercata nella ratio dell'AIA la quale impone che qualunque modifica dell'impianto/progetto approvato con l'AIA (come definito all'art. 5, comma1, lettea l parte II del TUA) richieda una revisione dell'AIA ai sensi dell'art. 29-nonies, comma 1.
Ora se questa acciaieria lavora con il rottame che prima ritirava come rifiuto con il suo CER e ora lo ritira come End Of Waste in base alle procedure del nuovo regolamento UE, qualche modifica (magari non sostanziale ma formale sì) nel ciclo produttivo autorizzato con AIA, è certamente intervenuta tanto per dire......:
1) la materia prima rottame ha cambiato la qualificazione giuridica da rifiuto a EOW
2) sicuramente sono state modificate le procedure di accettazione del materiale in ingresso.
3) l'acciaieria prima svolgeva attività R4 che ora non svolgerà più. E' vero che l'attività R4 è un'attività non IPPC, ma è pur sempre svolta nell'impianto approvato.

Se ora hai voglia di dire che è una questione di lana caprina, ti rispondo assolutamente di sì, comunque, invece di coltivare propositi omicidi di tropongo di suggerire al cliente questa procedura che è poi quella prevista dalla norma e che dimostra a quella Regione che sai leggere le norme meglio di loro.
1) prepara una relazioncina tecnica di 3 pagine, in cui si descrive l'applicabilità del reg.333/2011 all'acciaieria di che trattasi, le nuove procedure di accettazione del materiale, il fatto che non è più rifiuto ma EOW e che pertanto sarà gestito come non rifiuto, quindi senza Fir, registro di c/s, Sistri (orrore) ecc....
2) inoltra alla regione competente "istanza di riesame in sede di AIA del provv. n.xx del yyy, ai sensi dell'art. 29- nonies, comma1" (mi raccomando in bollo e se disponibile sulla modulistica predisposta)
3) motiva l'istanza di riesame facendo riferimento all'art.29-octies, comma 4, lettera d)
4) mandali a quel paese (mentalmente)

dato che è solo un atto formale (la materia prima ha cambiato nome) e che sostanzialmente nel ciclo produttivo non cambia nulla, dovrebbe passare senza problemi come modifica non sostanziale che presuppone da parte dell'Autorità il semplice aggiornamento dell'AIA vigente (nel quale presumo toglieranno le prescrizioni relative ai rifiuti in ingresso) ed il riferimento all'attività R4 non più esercitata.
Qualora dovessero dirti che è una modifica sostanziale con relativo corollario di rifacimento della doc tecnica e dell'iter delle conferenze dei servizi, sei autorizzato a sparare.
In ogni caso l'impianto può tranquillamente continuare a lavorare nel rispetto delle prescrizioni della vecchia AIA fino ad emissione del nuovo provvedimento.

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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  zesec il Ven Ott 07, 2011 10:30 pm

Come al solito brava, e utile.
Ma fammi capire meglio (premetto che il cliente non è mio, per cui ne so poco). Comunque. Io credo che questi non usino il regolamento 333/2011 per ritirare rifiuti che hanno cessato di essere tali (EOW): continuano a ritirare rifiuti nel loro impianto e continuano a gestirli nell'impianto autorizzato R4 (quindi con FIR, registro, con le medesime procedure di ingresso).
Questo vuol dire che in ogni caso il regolamento gli si applica in quanto "produttore" ex reg. 333/2011? Se è così, in quanto soggetto alla nuova disposizione, cambiano le procedure di verifica dei requisiti previsti negli allegati, le procedure di uscita (dichiarazione di conformità) e c'è l'applicazione di un nuovo sistema di gestione della qualità (o forse un aggiornamento delle procedure esistenti).
Ma in questo caso, pur da ignorante in materia di impianti, mi verrebbe da dire che non sia stata progettata quella che l'art. 29-nonies TUA chiama una modifica dell'impianto approvato con l'AIA (non mi sembra siamo nel caso di modifiche dell'impianto, ancorché non sostanziali). A meno che non si ritenga che una modifica delle procedure amministrative e di verifica in uscita, costituiscano una variazione di funzionamento di un impianto.
Ripeto: me lo chiedo da ignorante in materia. Veramente si considera modifica ai sensi dell'art. 5 comma 1 lett. l) del TUA anche una cavolata come questa? Accipicchia...
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  isamonfroni il Ven Ott 07, 2011 11:47 pm

Caro Zesec, a mio modesto parere l'AIA ha dei seri problemi di fondo (succede a volte quando una schiera di "luminari" internazionali che non hanno mai davvero visto un impianto da vicino si riuniscono a discettare per anni.................) e te lo dico con cognizione di causa visto che per il momento ho 4 impianti in AIA.
Il concetto di "modifica" coinvolge tutto dell'impianto (in senso lato) autorizzato.
Quindi non soltanto le modifiche impiantistiche ma anche le modifiche procedurali, e gestionali dell'impianto (che infatti si chiama complesso o attività IPPC).
In sostanza l'AIA cristallizza la situazione come una fotografia del momento in cui viene rilasciata basandosi sulla documentazione tecnica di progetto e sull'istruttoria svolta.
A questo punto qualunque variazione del "processo" autorizzato richiede la procedura di riesame in sede di AIA che ti ho illustrato prima.
Ti confesso che non ho approfondito il regolamento 333/2011 ma a caldo avevo pensato al rottame in entrata.
Però se cambiano le procedure di uscita o le procedure di qualità e di controllo (anche quelle approvate in sede di AIA), il risultato non cambia va attivata la procedura che ti ho già descritto, adeguando al caso la relazioncina di cui al punto 1.
L'unica vera differenza è che puoi applicare il punto 4 del precedente post in modo più colorito ed incisivo.
ciao buona notte e buon w.end

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Messaggio  pastorenomade il Sab Ott 08, 2011 11:08 am

Non so nulla nè ho esperienza di AIA. Ne so qualcosa di acciaierie, recupero rottami e impianti di recupero, per cui mi limito a questo aspetto.
Quello che mi sorprende della situazione prospettata da zesec è che l'acciaieria lavori come un impianto di recupero rifiuti (R4): perchè il dm 5/2/98 prevede che gli impianti di recupero rottami ferrosi (intesi come "rottamai") possano produrre una materia prima conforme alle norme CECA, AISI, UNI e Euro (anche se poi le uniche praticabili, definite e operative sono solo le vecchie e buone CECA). Dunque, l'acciaieria riceve i rottami come una materia prima e non come un rifiuto - almeno tutte le acciaierie che conosco io (Terni e Brescia).
A meno che, dato che la nozione di materia prima seconda (e la relativa normativa) esiste solo in Italia, almeno fino al Reg. UE 333, l'acciaieria di zesec ( Very Happy ti faccio dono di una acciaieria) non riceva rottami da fuori Italia che viaggiano con formulario e non con DdT.
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Messaggio  zesec il Lun Ott 10, 2011 3:34 pm

Sì, grazie a tutti.
@pasteorenomade: ho preso qualche informazione in più ed effettivamente avevo fatto un po' di casino con le poche informazioni che avevo: non c'è R4. Lavorano con il materiale (non rifiuto) che arriva dai rottamai (ex MPS, ora EOW) come qualsiasi altra acciaieria.

@isa: ok, capito il modo di interpretare il significato di "modifiche". Effettivamente il problema è proprio questo: se una cosa del genere costituisca modifica ai sensi dell'art. 29-nonies (e delle richiamate difinizioni dell'art. 5), oppure no. Secondo la Regione Lombardia, no (*); il Friuli Venezia Giulia, da quello che sento, sembra orientarsi in senso opposto (conforme a quello che mi scrivi tu).

nota (*): ho letto oggi una nota di Federacciai di qualche mese fa, che richiama proprio questa posizione espressa dall'amministrazione lombarda (con argomentazioni non diverse da quelle che ho espresso io nell'ultimo post). Se ti interessa, te la mando.
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Messaggio  isamonfroni il Lun Ott 10, 2011 5:14 pm

Si grazie mandamela.
Comunque al di là di tante elucubrazioni, diciamo pure che il dettato letterale della norma recita "qualunque" modifica del processo autorizzato, poi ogni regione interpreta più o meno estensivamente questo qualunque.
All'atto pratico poi la maggior parte delle "modifiche" di modesta entità, quale quella di cui mi parlavi, si risolvono in una istanza di poche pagine ed in una marca da bollo........la maggior parte del lavoro lo fa la P.A. che effettivamente deve riemettere il provv. di AIA.
Diciamo che spesso e volentieri è molto più semplice presentare questa istanza che non esporsi alle tempeste interpretative dei vari Organi di Vigilanza, questo logicamente senza nulla togliere al piacere della discussione........

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Messaggio  zesec il Lun Ott 10, 2011 6:41 pm

Io più che il riferimento nel dettato letterale a "qualunque modifica del processo autorizzato" vedo il riferimento alle "modifiche progettate dell'impianto".
Comunque è vero: mi accorgo di essere insopportabile quando si tratta di discutere della lettura e interpretazione della norma. E sono d'accordo con te che in questo caso si risolve con un minimo adempimento. Ma è proprio una malattia, la mia...
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Messaggio  armando77 il Mar Ott 11, 2011 10:26 am

Ultima novità dalle fonderie: c'è chi esige lo scontrino rilasciato dal portale per le radiazioni!
ora non so se mi sono stordito io ma nel reg 333/2011 non mi sembra che sia prescritto un portale... da solo 40.000 euro Shocked
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Messaggio  samoht il Mar Ott 11, 2011 11:57 am

Nel 333/2011 non si parla di portale fisso o mobile, però se si va a vedere la normativa UNI 10897 relativa a "Rilevazione di radionuclidi con misure X e gamma" in particolare al punto 7 - Resoconto di prova - si parla di cosa indicare quando si fanno le misurazioni. Da tale norma (la UNI) il rilevatore può essere portatile o fisso, ma in entrambi i casi il resoconto di prova deve riportare: data; località impianto; numero progressivo; targa mezzo; strumento usato; responsabile misura; valore del fondo; valore del carico; anomalie rilevate. Quasi tutti i dati sono riportati anche in qualsiasi documento di trasporto (data, località impianto, targa mezzo, ....) quello che molte acciaierie/fonderie richiedono sono i valori di fondo, di carico e numero progressivo.
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  Mariangela il Mar Ott 11, 2011 12:49 pm

Io, per avere un solo documento, ho integrato i D.D.T. con i dati della prova radiometrica. flower
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Messaggio  samoht il Mer Ott 12, 2011 8:57 am

Uguale. Anche noi sul DDT inseriamo tutti i dati richiesti dalla dichiarazione di conformità tra cui anche i dati rilevati del portale.

Qualcuno mi sa dire se esiste un sito dove si possono trovare le ditte che già hanno ottenuto la certificazione (tipo accredia per 9001 e 14001). Grazie
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Messaggio  marcosperandio il Gio Ott 13, 2011 8:51 pm


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Gli uomini malvagi sopravvivono alle loro gesta. I buoni vengono selpolti insieme alle loro ossa. -- William Shakespeare- "Giulio Cesare"
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marcosperandio
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

Messaggio  Mariangela il Ven Ott 14, 2011 9:26 am

Grazie Marco! flower
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Mariangela
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Re: Regolamento Consiglio Ue 333/2011/Ue Criteri per determinare quando alcuni rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti

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