Posticipataal 1 dicembre la conferenza stampa sul Sistri

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Posticipataal 1 dicembre la conferenza stampa sul Sistri

Messaggio  Admin il Mer Nov 24, 2010 9:28 pm

"Avremmo potuto finalmente conoscere le novità sull’avanzamento dei lavori del Sistri, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, e invece la conferenza stampa organizzata dal ministero dell'Ambiente prevista per domani è stata rimandata.

Avremmo peraltro avuto di fronte il ministro dell’Ambiente in persona, Stefania Prestigiacomo, alla quale sottoporre dubbi e perplessità, molti dei quali giungono dalla voce di chi avrà a che fare in concreto con i software che faranno girare il sistema, ma nemmeno domani sarà il giorno della svolta.

“Per improvvisi impegni di governo del ministro, la conferenza è stata rimandata a mercoledì 1 dicembre”, spiegano dal ministero. Ma, a dire il vero, il Sistri e i suoi creatori, ci hanno abituati alla “politica del rimandare”. Basti pensare agli slittamenti dei termini che si sono succeduti in questi mesi, segno che qualcosa non stava funzionando o, se non altro, che occorrevano tempi più lunghi per metabolizzare il passaggio ad un sistema informatizzato da conoscere ed integrare con i software aziendali e da far funzionare con le dovute competenze.

Ad agosto è stata resa disponibile la versione demo del programma di gestione, seguito dalla diffusione di un manuale operativo per la formazione degli addetti aziendali. L’idea iniziale – secondo il dal decreto ministeriale del 9 luglio 2010 - era quella di rendere obbligatorio da ottobre il sistema per mezzo milione di imprese, che avrebbero fatto da cavia sperimentandolo e fornendo suggerimenti per semplificare il tutto e non rendere caotica l’integrazione con i software utilizzati in precedenza e sui cui viaggiano le aziende stesse.

Tradotto, significa che la funzionabilità del Sistri doveva essere testata in due scaglioni da chi avrebbe invece dovuto avere spiegazioni chiare e dettagliate e non un peso ulteriore da far gravare sulla gestione aziendale. E gli altri? Gli altri si sarebbero adeguati e sarebbero diventati bravissimi poco dopo con il nuovo sistema elettronico.

Viste le scadenze, enti come le camere di commercio ed organizzazioni varie si sono prodigati in opere di formazione – corsi, seminari, convegni – grazie ad esperti che hanno tradotto in termini comprensibili agli addetti ai lavori quali operazioni pratiche avrebbero dovuto compiere con il nuovo sistema. “Chi dovrà fare cosa?”, si sono chiesti in molti, ma nemmeno domani il ministro riepilogherà una volta per tutti a chi serve il Sistri, quali termini vadano rispettati e come si utilizzi.


A quel punto, fissata la data del primo ottobre come partenza dell’enorme baraccone Sistri, toccava alle camere di commercio, alle associazioni imprenditoriali e a soggetti radicati sul territorio la distribuzione entro il 12 settembre dei dispositivi USB e degli strumenti utili all’installazione delle black box utili a seguire i movimenti dei rifiuti. Peccato che quel giorno ancora moltissimi operatori stessero aspettando di essere convocati per il ritiro, o fossero stati convocati in una data anche successiva al primo di ottobre. Ecco la spiegazione: troppi casi di non corretta iscrizione o di mancato pagamento del contributo.

Inutile dire che i seminari si sono moltiplicati, anche perché sono iniziati a serpeggiare alcuni timori relativi alle sanzioni, sproporzionati secondo alcuni (Aldo Fumagalli Romario, presidente della Commissione Sviluppo sostenibile di Confindustria, ascoltato dalla commissione Territorio di palazzo Madama, le aveva giudicate così perché non in presenza di un comportamento illecito, ne avevamo parlato a settembre): l’arresto da tre mesi a un anno – il doppio se trattasi di rifiuti pericolosi - l’ammenda da 2600 a 26mila euro, entrambe le sanzioni in caso di rifiuti pericolosi.

Ed eccoci arrivati al primo ottobre, quando esce sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del 28 settembre 2010 che contiene modifiche ed integrazioni al provvedimento del17 dicembre 2009, che istituisce il Sistri.

Ecco pronta un’altra serie di proroghe. Il termine per la consegna di chiavette e black box è slittato al 30 novembre 2010, mentre quello per l’uso della documentazione cartacea scadrà il 31 dicembre 2010. E il primo ottobre si cancella dalla storia del nuovo sistema? No, affatto. Resta la partenza formale del Sistri. Ma anche le sanzioni sono soggette a proroga. Saranno applicabili dal 1° gennaio 2011.

Resta il problema della consegna dei dispositivi. “Ce la faremo”, dice il ministero. Intanto la Lega Nord chiede una proroga di almeno un anno per rendere davvero il sistema funzionante.

Ricordiamo un attimo da dove tutto è partito. Occorre conformarsi alla direttiva comunitaria sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE) e da qui non si scappa. Tracciare i rifiuti, soprattutto quelli pericolosi, è ritenuto fondamentale anche in sede europea e all’Italia serviva un sistema efficace. Così nel 2009 il ministero dell’Ambiente mette in cantiere il Sistri, seguendo le indicazioni di innovazione e modernizzazione della pubblica amministrazione, pensando all'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale. Ma è la Campania il vero problema. Bisogna ridurre i costi sostenuti dalle imprese per lo smaltimento e combattere l’illegalità.

Oggi il ministro fa slittare un altro termine, se ne parla a dicembre. Il governo è in piena crisi, sarà questa situazione incerta ad aver rimandato ancora una volta la presentazione ufficiale del Sistri?

Intanto i rifiuti di Napoli restano lì, anche loro in attesa del nuovo sistema di tracciabilità"
.

Fonte: www.greenbiz.it


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