Attribuzione classi di pericolosità

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Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  paolaperazzolo il Ven Nov 05, 2010 6:10 pm

Ciao a tutti!Ho un dubbio....ma per l'attribuzione delle classi di pericolosità (gli "H" per intenderci) esiste qualche riferimento?Mi spiego...mi riferisco ai rifiuti di origine agricola...per l'olio esausto (13.02.05*), i filtri (16.01.07*) e gli imballaggi in plastica dei fitofarmaci (15.01.10*) come faccio a sapere a quali classi di pericolosità sono associati?Help...se qualcuno di voi riesce a farmi un pò di chiarezza vi ringrazio infinitamente....
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  isamonfroni il Ven Nov 05, 2010 6:27 pm

paolaperazzolo ha scritto:Ciao a tutti!Ho un dubbio....ma per l'attribuzione delle classi di pericolosità (gli "H" per intenderci) esiste qualche riferimento?Mi spiego...mi riferisco ai rifiuti di origine agricola...per l'olio esausto (13.02.05*), i filtri (16.01.07*) e gli imballaggi in plastica dei fitofarmaci (15.01.10*) come faccio a sapere a quali classi di pericolosità sono associati?Help...se qualcuno di voi riesce a farmi un pò di chiarezza vi ringrazio infinitamente....

Facendo fare ad un laboratorio serio l'analisi dovrebbero dirti loro le classi di pericolosità.
Il riferimento è la premessa all'allegato D alla parte IV del d.lgs. 152/2006 (per intenderci l'allegato D è quello con tutto l'elenco dei CER)
Nella premessa c'è tutta la spiegazione di quando un rifiuto è Hxxx
per stabilire se una sostanza inquinante è per esempio H4 cioè irritante bisogna che nell'analisi del rifiuto ci sia un composto chimico irritante (R41) in misura superiore al 10%.
La cosa non è nè facile nè immediata perchè il tutto si basa sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze e preparati chimici pericolosi che è un ponderoso volume. Per questo ti dico che un laboratorio chimico serio deve darti la classificazione esatta con la corretta indicazione degli H.
In passato c'era una specie di vademecum costituito dall'allegato E al DM 01/04/1998 n. 145 nel quale a fianco di ogni CER erano indicati gli H presumibili.
Oggi questo allegato è stato abrogato anche perchè il nuovo CER entrato in vigore nel 2002 ha introdotto nuovi e diversi codici che nell'allegato E non c'erano. Comunque se lo trovi in rete in qualche vecchio sito lo puoi comunque consultare per individuare gli H corrispondenti ai rifiuti per i quali non è stata modificata la codifica CER.
Ciao
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  paolaperazzolo il Ven Nov 05, 2010 6:31 pm

Ora ho le idee più chiare! Grazie mille per la spiegazione.
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annosa questione!

Messaggio  BB il Ven Nov 05, 2010 6:34 pm

Qui puoi torvare qualche riferimento preciso
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In ogni caso, di solito è il laboratorio di analisi che ti può dare la classe dei tyoi rifiuti.
Anche se so che , almeno per un altro po', se un rifiuti doveva essere pericoloso "per forza"-ovvero per la provenienza-davano H14 (ecotossico). Ma sanno sucedno direttive per dare dei limti anche per questa H Wink
Buon weekend e buon novello alcool a tutti!
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  aras il Ven Nov 05, 2010 6:37 pm

paolaperazzolo ha scritto:Ciao a tutti!Ho un dubbio....ma per l'attribuzione delle classi di pericolosità (gli "H" per intenderci) esiste qualche riferimento?Mi spiego...mi riferisco ai rifiuti di origine agricola...per l'olio esausto (13.02.05*), i filtri (16.01.07*) e gli imballaggi in plastica dei fitofarmaci (15.01.10*) come faccio a sapere a quali classi di pericolosità sono associati?Help...se qualcuno di voi riesce a farmi un pò di chiarezza vi ringrazio infinitamente....

130205 = scarti di olio minerale per motori , ingranaggi e lubrificanti non clorurati
a che so io H4 e H5 ma a seconda degli impianti le H possono variare conviene sempre chiedere con quali classi li accettano

150110 =imballaggi buoti contenenti residui di sost. pericolose idem come sopra per il ragionamento e H5

160107 filtri olio idem per il discorso: alcuni impianti H4 e H5 altri con H4 H5 e H14

non ti posso dar la certezza ma solo quanto datomi da quanto succede a me...ma come si dice..piuttost che nient...
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  Alot il Ven Nov 05, 2010 9:20 pm

Nei vecchi formulari cartacei erano (SONO!) indicati...
Puoi sempre dare un'occhiata lì

F.
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Anche le Schede di Sicurezza..

Messaggio  fiatogrosso il Sab Nov 06, 2010 8:20 pm

dei prodotti originali possono essere di aiuto.
Se il prodotto è classificato Infiammabile allora ne deriva il rifiuto con classe di pericolosità infiammabile.
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  SINDACOELENA il Ven Nov 26, 2010 1:06 pm

Il consulente ambientale di un'azienda che seguo per il sistri gli fa mettere sempre H14 in tutti i rifiuti pericolosi perchè dice che è un codice che comprende tutti gli altri e quindi mettendolo si sta dalla parte dei bottoni.

a me sembra un po' forzata come dichiarazione ...

per un rifiuto pericoloso abbiamo fatto fare le analisi che riportavano specificatamente gli H da attribuire e non c'era H14.
ma non è che posso far fare analisi per tutto e quindi dovrei guardare tipo nella confezione degli olii che si mettono nelle macchine le sostanza da cui sono composti e capire quali H hanno. giusto ?

ma cosa succede dal punto di vista delle penali se l'H dichiarato non è corretto ?

grazie
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  Hope il Dom Nov 03, 2013 8:49 am

Magica Isa
"in passato c'era una specie di vademecum costituito dall'allegato E al DM 01/04/1998 n. 145 nel quale a fianco di ogni CER erano indicati gli H presumibili."

Cercavo questo elenco da tre giorni e non mi ricordavo dove l'avevo visto! Grazie per i tuo preziosissimi contributi.
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  Metallaro il Lun Nov 04, 2013 1:07 pm

se un rifiuto è classificato pericoloso va da se che gli sono associati dei codici di pericolo
che a parer mio dovrebbero essere automatici e non a scelta
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  isamonfroni il Lun Nov 04, 2013 1:29 pm

Le classi di pericolosità non sono affatto "a scelta" e meno che mai sono "a scelta dell'impianto di destino".

Per i rifiuti classificati pericolosi "a specchio" ovvero a causa della presenza di una o più sostanze pericolose, l'attribuzione delle H si fa sulla base dell'analisi chimica, e le H si attribuiscono sulla base dei risultati analitici.
In caso di presenza di più H si mettono in ordine di pericolosità, ovvero si citano prima quelle con la soglia più bassa.


Qualche problema si può creare con i rifiuti che sono esclusivamente pericolosi "ab origine" ovvero per quelli che esistono soltanto in versione pericolosa (per esempio gli oli usati), in questo caso se non si vuole analizzare il rifiuto e attribuire le H analiticamente, un piccolo vademecum delle varie H possibili per tipologia di rifiuto può anche tornare comodo

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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  Hope il Lun Nov 04, 2013 5:17 pm

Isa mi hai letto nel pensiero, ho visto un elenco di CER accettati da un impianto (D15) con a fianco indicate uno sproposito di H e mi chiedevo dove le avessero prese (da qui la ricerca dell’allegato E che tu mi hai ricordato). Credo che i conferitori siano “obbligati” a metterle tutte per “agevolare” lo stoccaggio nella gestione dei rifiuti in uscita.
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  isamonfroni il Lun Nov 04, 2013 6:29 pm

Ciao Hope, ora che c'è stata quella micidiale cavolata di vietare la miscelazione di rifiuti con H diverse, chi ha gli stoccaggi tende a mettere tutte le H possibili e immaginabili proprio per evitare di precludersi i ritiri da quelli che buttano le H a muzzo.

Se poi 'sta cosa ha un minimo di logica per i rifiuti liquidi, proprio non riesco a vederla per i solidi.....

In ogni caso, da noi in occasione di un rinnovo di AIA per lo stoccaggio di emulsioni oleose ho dovuto fare i salti mortali per far capire che sempre acque sporche d'olio erano, anche se i produttori si sbizzarrivano nell'attribuzione.

Se no uno sarebbe obbligato ad avere un numero spropositato di serbatoi se deve tenere separati tutti i Cer e tutte le H

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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  LolloBo il Mar Apr 14, 2015 4:03 pm

mi aggancio a questa discussione per portare un quesito.

cer 070601 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri

- analisi del produttore: cod pericolo H5 fatte da due laboratori diversi
- analisi dell'impianto fatte dal laboratorio di fiducia del dell'impianto e senza indicazione sulle classi di pericolo

Il trasportatore ha detto che le uniche analisi che valgono sono quelle che fa fare l'impianto e che le classi di pericolo che devono essere messe sul formulario sono H5 e H14,
mi ha anche detto che avrei buttato via i soldi a far fare altre analisi fuori.

Secondo voi è corretto?
Cosa ci guadagna l'impianto a "imporre" le analisi del proprio laboratorio affiliato/interno?
Avete da consigliarmi qualche riferimento legislativo per giustificare questa cosa?

grazie 1000

Lorenzo
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Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  ALP66 il Mar Apr 14, 2015 8:08 pm

isamonfroni ha scritto:Le classi di pericolosità non sono affatto "a scelta"  e meno che mai sono "a scelta dell'impianto di destino".

Per i rifiuti classificati pericolosi "a specchio" ovvero a causa della presenza di una o più sostanze pericolose, l'attribuzione delle H si fa sulla base dell'analisi chimica, e le H si attribuiscono sulla base dei risultati analitici.
In caso di presenza di più H si mettono in ordine di pericolosità, ovvero si citano prima quelle con la soglia più bassa.


Qualche problema si può creare con i rifiuti che sono esclusivamente pericolosi "ab origine" ovvero per quelli che esistono soltanto in versione pericolosa (per esempio gli oli usati), in questo caso se non si vuole analizzare il rifiuto e attribuire le H analiticamente, un piccolo vademecum delle varie H possibili per tipologia di rifiuto può anche tornare comodo

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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  Aurora Brancia il Mar Apr 14, 2015 9:50 pm

ed in aggiunta direi che la caratteristica di pericolo è al momento desumibile dalle stesse frasi  di rischio "R", ora anch'esse H se le schede sono aggiornate al Reg. CE 1272/08 e s.m.i., assegnate al prodotto "lavato" o presente nelle acque madri.
Che poi è la "traduzione" in pratica quotidiana di quando sostenuto nella esemplare frase di isamonfroni sulla non possibilità di "scelta". Operativamente, si verificano le frasi di rischio assegnate ai componenti e i tenori di concentrazione limite da considerare in base al punto 4 dell'introduzione all'Allegato D degli allegati alla Parte Quarta (mi fa schifo ricordare ormai a memoria questi estremi...), si sommano i risultati analitici a parità di categorie (= quanti sono tutti i nocivi, quanti tutti gli irritanti, quanti sono tutti i tossici, etc.) e si assegna la rifiuto la frase di rischio H (4,5, 7...etc) dei componenti che ne superano il limite nonchè, in via precauzionale -ossia in base al principio di cautela- quella prevalente sulla eventuale sommatoria di miscela se >1.
per spiegarmi meglio, se io ho una somma di corrosivi "R35" pari al 2% in peso, una somma di nocivi pari al 20% in peso e una somma di irritanti dell' 8% in peso, ciascuno di questi gruppi non raggiunge la rispettiva soglia di pericolosità, ma il calcolo per la sommatoria di miscela sarà:
2/5 + 20/25 + 8/20= 0,6+0,8+0,35= 1,55 (N.B.: in grassetto ho indicato le CL percentuali rispettivamente per i corrosivi, nocivi ed irritanti) Quindi, la miscela acquosa è pericolosa, e la frase di rischio da indicare sarà quella del maggior peso tra le tre, in questo caso i nocivi e pertanto il rifiuto/miscela acquoso deve riportare la frase di rischio per i rifiuti H5. Sull'H 14, il punto 5 dell'introduzione come novellato dalla L. 28/2012 è particolarmente chiaro. Quindi, a meno che non comperiate prodotti in buattelle da 1/2 kg una alla volta, se sulle schede di sicurezza dei prodotti è segnalato il trasporto in ADR con le modalità contemplate dal predetto punto 5 e nella soluzione acquosa/acquamadre il tenore di esse ne richiede del pari l'applicazione per il trasporto, allora H 14 ci va, altrimenti no.
Potrebbe anche succedere che la sommatoria di miscela venga inferiore a 1: e siccome i codici CER già "asteriscati" dalla UE lo sono perchè derivano da anni e anni di prove, vuole semplicemente dire che avete voi toppato l'assegnazione del CER, perchè non è del tipo "a specchio.
... o che il laboratorio si è sperso qualcosa nelle analisi...

Che vantaggio abbiano?
ma nemmeno te li immagini... tanto per cominciare, i prezzi, comunque.



Ultima modifica di Aurora Brancia il Mer Apr 15, 2015 1:19 pm, modificato 2 volte

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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  isamonfroni il Mer Apr 15, 2015 10:11 am

ALP66 ha scritto:
IsaMonfroni = meglio di un libro!

Grazie moltissimo, ma ti sbagli.
Aurora qua sopra è meglio, molto meglio di un libro.

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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  Gballa il Mer Apr 15, 2015 3:06 pm

Ottima la spiegazione.
Saluto e ringrazio Isa, Aurora e tutti le altre pietre miliari di Sistriforum, siete un aiuto preziosissimo..  Very Happy


Ultima modifica di Gballa il Mer Apr 15, 2015 4:09 pm, modificato 1 volta
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  isamonfroni il Mer Apr 15, 2015 3:22 pm

Gballa ha scritto:
Aurora Brancia ha scritto:, ....sarà:
2/5 + 20/25 + 8/20= 0,6+0,8+0,35= 1,55 ...

non mi trovo con i calcoli... scusate se sono io ad aver frainteso, ma le due somme al limite darebbero 1,6 e 1,75...

saluto tutti e ringrazio Isa, Aurora e tutti le altre pietre miliari di Sistriforum, siete un aiuto preziosissimo.. :-)

Non è al limite (visto che la matematica non dovrebbe essere un'opinione).
La somma, di per sè fa 1,6 (e basta) ma il senso della risposta non cambia affatto.

Non ho mai visto somme che danno due valori diversi.....

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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  Aurora Brancia il Mer Apr 15, 2015 6:33 pm

ahah, scusatemi, è un mio errore: ho brutalmente copiancollato da un certificato "vero", dove però poi ho cambiato in 8 e in 20 le percentuali di irritanti e nocivi per facilitare "l'intuizione" del sottosoglia singolo, ma dimenticando di correggere tutta la parte successiva...
Il conto giusto delle percentuali come le ho riportate nel post è 1,6 , come rileva isa che ha messo a fuoco il senso del conto fatto (magari perchè lo conosce e non ha pensato nemmeno un secondo che fosse l'uguaglianza di due somme...)

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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  reba55 il Gio Apr 16, 2015 4:31 pm

Buonasera
E' stato scritto:
"nonchè, in via precauzionale -ossia in base al principio di cautela- quella prevalente sulla eventuale sommatoria di miscela se >1.
per spiegarmi meglio, se io ho una somma di corrosivi "R35" pari al 2% in peso, una somma di nocivi pari al 20% in peso e una somma di irritanti dell' 8% in peso, ciascuno di questi gruppi non raggiunge la rispettiva soglia di pericolosità, ma il calcolo per la sommatoria di miscela sarà:
2/5 + 20/25 + 8/20= 0,6+0,8+0,35= 1,55 (N.B.: in grassetto ho indicato le CL percentuali rispettivamente per i corrosivi, nocivi ed irritanti)"

Non capisco da dove derivi un simile ragionamento; le diverse caratteristiche di pericolo non si sommano mai; solo all'interno della stessa caratteristica di pericolo e solo per alcune di esse (H4, H5, H6, H8) vige la sommatoria.
Grazie
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Re: Attribuzione classi di pericolosità

Messaggio  Aurora Brancia il Gio Apr 16, 2015 7:12 pm

caro reba55, deduco dalla tua risposta che non mi sono spiegata bene, quindi ci riprovo e soprattutto provo a chiarire meglio il concetto di "assegnazione dei codici di pericolo", che è ben diverso da quello di "classificazione di pericolosità". E lo farò riportandomi alla fattispecie iniziale cui io ho risposto:

LolloBo ha scritto:mi aggancio a questa discussione per portare un quesito.

cer 070601 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri

- analisi del produttore: cod pericolo H5 fatte da due laboratori diversi
- analisi dell'impianto fatte dal laboratorio di fiducia del dell'impianto e senza indicazione sulle classi di pericolo

Il trasportatore ha detto che le uniche analisi che valgono sono quelle che fa fare l'impianto e che le classi di pericolo che devono essere messe sul formulario sono H5 e H14,
mi ha anche detto che avrei buttato via i soldi a far fare altre analisi fuori.

Allora, partiamo dal principio che è un codice univocamente pericoloso. Per cui in teoria posso anche non fare le analisi: lo so da prima che è pericoloso... ma, ebbene sì c'è un "ma", e il "ma" è che sì, la norma mi dice che se è pericoloso lo è e basta, ma io nel FIR ci devo segnare la classe di pericolo, perchè c'è la vocetta apposita e non posso non metterla. Però, metterla a simpatia non è una maniera scientifica nè legale di operare, quindi devo usare un metodo.
E il metodo è esattamente quello che ti dicevo. C'è chi in presenza di più fattori mette tutte le H di all. I, ma in realtà questo non è a propria volta corretto se singolarmente le sostanze con classificazione di pericolosità non raggiungono singolarmente il rispettivo limite di concentrazione minimo per qualificare pericoloso il rifiuto.
Eppure, se siamo davanti ad un'acqua madre o anche solo ad una soluzione acquosa di lavaggio, quindi qualcosa strettamente connessa al ciclo produttivo e non un semplice lavaggio "generico", relativa ad attività di produzione, formulazione, fornitura ed uso di grassi, lubrificanti, saponi, detergenti, disinfettanti e cosmetici non c'è santi: il CER  è 07 06 01* e non c'è alcuno specchio.
fino a qui sono stata chiara ?
Sperando che sì, che io lo sia stata, proseguo.

Faccio le analisi al mio rifiuto liquido 07 06 01* perchè devo sapere NON se il rifiuto liquido in parola sia o meno pericoloso, perchè lo è e basta e non c'è da discutere, ma cosa abbia di pericoloso nel senso di che tipo di pericolo lo contraddistingua. E' H5, H8 o H7 addirittura ? 
Come forse hai notato, ho portato un esempio in cui nessuna delle somme dei componenti irritanti, nocive o corrosive raggiunge la soglia di concentrazione di ciascuna delle Categorie di pericolo. Non l'ho fatto perchè se per esempio in quella soluzione acquosa hai il 2% di corrosivi ex R35 (ora H314 Skin Corr 1A) è già corrosivo e la frase di rischio del rifiuto è quindi H8 e non si discute. Ma se il 2% è di corrosivi ex R34, ora H314 Skin Corr 1B, essendo >5% la concentrazione per classificarlo pericoloso perchè corrosivo sarebbe appunto un rifiuto liquido non pericoloso: il che non può essere, se è davvero una soluzione acquosa da PFFU o un' acqua-madre, perchè per strano che vi possa sembrare persino il legislatore Italiano - e certamente non quello europeo- non tira fuori leggi tecniche a come si sveglia la mattina.
Infatti, nelle vere soluzioni acquose da PFFU di grassi, lubrificanti, saponi, detergenti, disinfettanti e cosmetici, ma anche di fitofarmaci, medicinali, chimica organica ed inorganica di base etc., non è quasi mai 1 sola sostanza a renderle pericolose ma appunto spesso è la relativa "sommatoria di miscela". Questa cosa si fa normalmente quanto scientificamente per tutto ciò che è "pericoloso per la salute", tipo la valutazione del rischio di esposizione a miscele di agenti chimici.
Quindi, una cosa è stabilire la "pericolosità di un rifiuto" se c'è la possibilità che possa non esserlo a parità di processo produttivo (i famigeratissimi codici a specchio, dove questo concetto di sommatoria di miscela NON C'E', e credo che tu a questo ti riferissi peraltro del tutto correttamente) e tutt'un'altra cosa è assegnare un codice di pericolosità H ex Allegato I per un codice certamente ed univocamente pericoloso se nessuna delle somme dei componenti cpon la stessa caratteristica di rischio raggiunge il rispettivo limite. Ecco perchè, tra l'altro, dicevo che si può fare anche a tavolino, conoscendo bene il dettaglio del processo: cosa che l'analista dell'impianto destinatario di certo non sa, a meno che non perda almeno mezza giornata per ogni conferitore sul luogo di produzione del rifiuto, più il resto del tempo materiale che ci vuole a studiarsi tutto e a farsi i conti.

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