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combustione spontanea: ADR e rifiuti

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combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  tfrab il Mer Set 06, 2017 3:38 pm

Leggendo i giornali sembra decisamente in aumento il numero di incendi in impianti che gestiscono rifiuti. Sarà la stagione, la sfortuna, o più semplicemente maggiore esposizione mediatica? Non lo so, ma merita una riflessione approfondita.
l'ADR classifica come 4.2, cioè soggette ad accensione spontanea (alcune non sono poi effettivamente sottoposte ad ADR perché i rischi per il trasporto sono modesti, ma lo stoccaggio ovviamente cambia):

   UN1361 CARBONE (ANIMALE O VEGETALE)
   UN 1362 (CARBONE ATTIVO)
   UN 1364 CASCAMI OLEOSI DI COTONE
   UN 1365 COTONE UMIDO
   UN 1372 FIBRE ANIMALI O VEGETALI, BRUCIATE, BAGNATE O UMIDE
   UN 1373 FIBRE O TESSUTI D'ORIGINE ANIMALE O VEGETALE O SINTETICA
   UN 1379 CARTA TRATTATA CON OLI INSATURI, NON COMPLETAMENTE SECCA (COMPRENDE CARTA CARBONE)
   UN 1387 CASCAMI DI LANA BAGNATI
   UN 1856 STRACCI OLEOSI
   UN 1857 CASCAMI TESSILI BAGNATI

non è una lista troppo diversa da un normale 191211* e 191212 prodotto in tanti impianti rifiuti.

Mi domando: la classificazione di queste merci è evidentemente stata fatta dal comitato degli esperti ONU, basandosi su qualche evidenza solida che avranno trovato in letteratura. Qualcuno di voi saprebbe darmi dei riferimenti? Mi piacerebbe approfondire l'argomento e provare a stilare delle "buone pratiche" per gli impianti che gestiscono rifiuti, e limitare i rischi di autocombustione, e questo può essere un punto di vista interessante
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  isamonfroni il Gio Set 07, 2017 10:03 am

Come ho già detto più e più volte io non so un tubo di ADR, però:

- la combustione spontanea è un fenomeno abbastanza raro
- però il pensiero che cascami di lana e tessili in genere "bagnati" siano soggetti ad autocombustione mi fa decisamente sorridere
- non parliamo delle fibre animali o vegetali "bruciate, bagnate o umide"


Mi rendo conto di avere un livello di conoscenza troppo limitato però qualcuno mi spiega tecnicamente il principio di autocombustione di questi materiali?

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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  tfrab il Ven Set 08, 2017 11:13 am

nella mia personale esperienza di gestore, devo dire che fenomeni di autocombustione di fibre impregante di materiale organico, benché rari, sono comunque possibili.
segnatamente: stracci e simili, imbevuti d'olio, sia minerale che alimentare. valutazioni simili anche quando il contaminante sia solvente.

quando la catena logistica si allunghi il problema può iniziare ad essere rilevante. esempio tipico: impianto del sud, tritura e fa 191211*. lo porta a un impianto del nord, che genera un 190204*, che a sua volta finisce in nord europa. dopo 10-15 giorni che il rifiuto sta lì non è difficile osservare aumento di temperatura, sviluppo di vapori, etc.

ADR dice che queste materie a contatto con l'ossigeno dell'aria reagiscono sviluppando del calore e, a causa della quantità di materia presente, il calore prodotto non può essere allontanato e si produce la temperatura di innesco della combustione

non mi è chiarissimo neanche a me il meccanismo (fermentazione, degradazione/ossidazione radicalica?), per quello sarei curioso di rintracciare un po' di documentazione specifica, ma sul sito dell'UNECE non ho trovato nulla
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  fullmetalpanic il Ven Set 08, 2017 2:36 pm

tfrab ha scritto:non mi è chiarissimo neanche a me il meccanismo (fermentazione, degradazione/ossidazione radicalica?), per quello sarei curioso di rintracciare un po' di documentazione specifica, ma sul sito dell'UNECE non ho trovato nulla

c'è in giro in rete un interessane documenti dei VVF che illustra i pericoli e i processi di autocombustione nelle derrate alimentari tipo Silo di cereali ecc.... credo sia un buon punto di partenza
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  tfrab il Ven Set 08, 2017 2:51 pm

fullmetalpanic ha scritto:
tfrab ha scritto:non mi è chiarissimo neanche a me il meccanismo (fermentazione, degradazione/ossidazione radicalica?), per quello sarei curioso di rintracciare un po' di documentazione specifica, ma sul sito dell'UNECE non ho trovato nulla

c'è in giro in rete un interessane documenti dei VVF che illustra i pericoli e i processi di autocombustione nelle derrate alimentari tipo Silo di cereali ecc.... credo sia un buon punto di partenza

dici questo? http://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=5408
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  fullmetalpanic il Ven Set 08, 2017 3:01 pm

sì esatto...

e per chi volesse approfondire l'argomento diossine quanto mai attuale visto l'ultimo disastro della Eredi Bertè, c'è questo simpatico documento disponibile in rete...

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_821_allegato.pdf
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  tfrab il Ven Set 08, 2017 3:09 pm

molto interessantii entrambi i documenti. grazie Very Happy
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  isamonfroni il Ven Set 08, 2017 4:34 pm

tfrab ha scritto:nella mia personale esperienza di gestore, devo dire che fenomeni di autocombustione di fibre impregante di materiale organico, benché rari, sono comunque possibili.
segnatamente: stracci e simili, imbevuti d'olio, sia minerale che alimentare. valutazioni simili anche quando il contaminante sia solvente.

Finchè si parla di tessili impregnati di oli o solventi OK, però a me il termine "bagnati" o "umidi" fa venire in mente l'acqua, prima di qualunque altra cosa...

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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  beltrale il Ven Set 08, 2017 4:45 pm

Saranno "SUCIDI" ... JJJ
(scuste,, ma a me fa ancora ridere la lana SUCIDA...)
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  Aurora Brancia il Mer Set 13, 2017 7:30 pm

il thread è lunghetto, ed anche abbastanza articolato, ma secondo me dobbiamo cominciare a scremare un po' di confusione.

I rifiuti che si incendiano non sono necessariamente soggetti ad "autocombustione", nè a fenomeni esplosivi per formazione di atmosfere atex.
sono cose peraltro "quasi" molto diverse.

Quello che fa da causa remota all'incendio, in presenza di materiali organici naturali (quindi, no solventi no combustibili liquidi & assimilati) sono le sostanze marcescibili: che ci piaccia o non ci piaccia, persino una "lana sucida" anche bagnata (direi, a maggior ragione quando bagnata) può andare incontro a fermentazione, in particolari condizioni di solito anaerobiche perchè in assenza di ossigeno i microrganismi degradatori sono "metanigeni".
La fermentazione anaerobica come suo principale prodotto di degradazione dell'organico detto appunto marcescibile è il metano o le sue miscele che oggi si chiamano "syngas" che è più figo di "biogas", ma quello è. Altri prodotti di degradazione in quelle condizioni sono i famigeratissimi SOV clorurati, che però 1) non sono infiammabili facilmente, anzi, e 2) sono più pesanti dell'aria allo stato di vapore.
E il metano è autoinnescante a soli 21°C, purchè in concentrazione di almeno il 4,4% in aria, e al di sotto del 15%. Inoltre, come tutti i gas tende ad occupare tutto lo spazio non occupato dalla materia liquida o solida ed essendo più leggero dell'aria tende a salire. Diminuendo la temperatura, aumenta appena un po' la percentuale minima necessaria, che si chiama LEL parlandone in atex. I fuochi fatui sono (erano) le esalazioni di metano della buonanima che si stava "mineralizzando"

quindi, lo sviluppo di una fiammella è possibile, e dalla fiammella deriva l'aumento di temperatura che porta alla "fumarola" visibile di vapore intorno: visibile se c'è qualcuno vicino, se non c'è nessuno è non "invisibile" quanto piuttosto non vista e basta.
se la fiammella iniziale comincia ad ammollare e poi a fondere e quindi a bruciare del materiale organico di sintesi, di solito privo di acqua, avremo proprio fumo.
lo sviluppo o meno di un incendio di grandi proporzioni in un impianto di stoccaggio (sostanzialmente) di rifiuti è quindi legato alle procedure di stoccaggio stesse.

Piccolo inconveniente: spesso di tutto questo sono assolutamente ignari quelli che predispongono il progetto di impianto antincendio, che spesso si attiva sono in rilevazione di CO2... che è più pesante dell'aria.
Io sto cercando, con pessimi e mortificanti risultati peraltro, di far capire che sto fatto è assolutamente normale e fisiologico, ed è il motivo più che valido per dover raccogliere la munnezza "ammescata" immediatamente anche dai cigli di strade e persino di autostrade.
Molti degli incendi di materiali di scarto (con presenza di organico marcescibile, quindi RSU e speciali assimilabili per composizione) che si presumono "appiccati da terzi" intenzionalmente, soprattutto d'estate, non è detto per nulla che siano intenzionali. Spesso, ok, ma sempre no.

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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  isamonfroni il Gio Set 14, 2017 10:19 am

Aurora Brancia ha scritto:il thread è lunghetto, ed anche abbastanza articolato, ma secondo me dobbiamo cominciare a scremare un po' di confusione.


hail hail hail
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  homer il Gio Set 14, 2017 10:54 am

..ebbrava Aurora!
Finalmente qualcuno che inizia a dire queste cose, che comincia a parlare di "modalità di stoccaggio" e di antincendio (dotazione e soprattutto formazione del personale), della necessità di presidiare gli impianti (esserci fisicamente o almeno videocamere con qualcuno che le guarda) etc etc...
aggiungerei che in questa fase si sproloquia sul responsabile tecnico dei trasporti e di altre amene attività, ma del R.T. degli impianti se ne parla troppo poco: troppi colleghi hanno (troppi) incarichi e sono in impianto solo per firmare documenti e non guardano procedure, organizzazione e formazione del personale, se poi sono impianti per non pericolosi, il livello di attenzione scende ulteriormente, con gli esiti che vediamo sui giornali.......
.... sui giornali: poco tempo fa sul F.Q. c'era uno sproloquio secondo il quale gli incendi (frequenti) negli impianti che stoccano carta, plastica ed affini erano tutti dolosi, appiccati per scoraggiare la raccolta differenziata e favorire degli inceneritori............
...parlo di incendi ed esplosioni in impianti per esperienza diretta, conoscenza delle cause ma anche intervento immediato del personale e spegnimento totale
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Re: combustione spontanea: ADR e rifiuti

Messaggio  tfrab il Ven Set 15, 2017 12:23 pm

grazie a tutti per i contributi, Aurora al solito mi manda a scuola Very Happy

concordo con Homer sulle carenze dell'attuale sistema, spesso più formale che sostanziale. qui da me abbiamo diverse accortezze, procedure e strumentazioni, che ci hanno consentito spesso di prevenire.

ma costano, richiedono competenze, etc. quando poi vai a fare il prezzo al cliente risulti troppo caro...
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