Cemento armato

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Cemento armato

Messaggio  CoE il Ven Mag 20, 2016 11:00 am

Ciao a tutti, mi chiamo Elisa e sono nuova del Forum.
Ho provato a cercare informazioni sul cemento armato: mi hanno segnalato in capitolato il codice CER il 170904. Secondo me potrebbe, se separabile dai pezzi di ferro, un 170101. Qualcuno mi può confermare ciò?
Se è poi un 170101 può andare a recupero per inerti?

Grazie a chi potrà aiutarmi.
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Re: Cemento armato

Messaggio  geofranz67 il Ven Mag 20, 2016 1:12 pm

Il cemento armato se pulito dai pezzi di ferro può uscire con il 170101. Attenzione ! Le operazioni di deferrizzazione sono trattamento in sito di rifiuti, per cui la campagna deve essere autorizzata dalla provincia competente. In caso contrario si rischia la denuncia.
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Re: Cemento armato

Messaggio  cirillo il Ven Mag 20, 2016 2:17 pm

Cemento armato, la grande città, senti la vita che se ne va,  vicino a casa non si respira, c'è tanta gente, ci si dispera....  (le Orme, 1971).
A parte gli amarcord musicali...  il problema del 17.01.01 è riconducibile a una traduzione del ".. azzo" che, invece di "calcestruzzo" ha scritto,  appunto,  cemento.  Se si considera che, in edilizia il cemento e basta è la polvere dentro il proprio sacco e, già dal momento in cui si mescola solo con acqua, già prende un altro nome e,  poi, se addirittura mettiamo la sabbia, un altro nome ancora  e poi  sassi e  ferro....
Allora dobbiamo diventare deficienti per quell'ignorante che è pure pagato per tradurre?
Il calcestruzzo, nell'elenco CER italiano non esiste (in quello inglese si) in compenso,  il "cemento",  come elemento da demolire, non esiste in edilizia. Fate un po' voi...
Per me il 17.01.01 è più che utilizzabile anche per il calcestruzzo,  e pronto a fare fare a braccio di ferro con chiunque,  su questo,  e tenendo pure una "lama di Toledo"  tra i denti...

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Re: Cemento armato

Messaggio  isamonfroni il Ven Mag 20, 2016 3:06 pm

cirillo ha scritto:Cemento armato, la grande città, senti la vita che se ne va,  vicino a casa non si respira, c'è tanta gente, ci si dispera....  (le Orme, 1971).
A parte gli amarcord musicali...  il problema del 17.01.01 è riconducibile a una traduzione del ".. azzo" che, invece di "calcestruzzo" ha scritto,  appunto,  cemento.  Se si considera che, in edilizia il cemento e basta è la polvere dentro il proprio sacco e, già dal momento in cui si mescola solo con acqua, già prende un altro nome e,  poi, se addirittura mettiamo la sabbia, un altro nome ancora  e poi  sassi e  ferro....
Allora dobbiamo diventare deficienti per quell'ignorante che è pure pagato per tradurre?
Il calcestruzzo, nell'elenco CER italiano non esiste (in quello inglese si) in compenso,  il "cemento",  come elemento da demolire, non esiste in edilizia. Fate un po' voi...
Per me il 17.01.01 è più che utilizzabile anche per il calcestruzzo,  e pronto a fare fare a braccio di ferro con chiunque,  su questo,  e tenendo pure una "lama di Toledo"  tra i denti...

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Re: Cemento armato

Messaggio  matteorossi il Ven Mag 20, 2016 7:35 pm

geofranz67 ha scritto:Le operazioni di deferrizzazione sono trattamento in sito di rifiuti, per cui la campagna deve essere autorizzata dalla provincia competente. In caso contrario si rischia la denuncia.

Uhm...se in cantiere rimuovo e separo i ferri con una pinza prima di avviare a deposito temporaneo i due CER separati, non vedo cosa potrebbero contestarmi.
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Re: Cemento armato

Messaggio  CoE il Ven Mag 20, 2016 8:18 pm

Grazie a tutti. Per quanto riguarda il recupero invece c'è qualche vincolo particolare? Si può andare a impianto di recupero inerti?
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Re: Cemento armato

Messaggio  James il Lun Mag 23, 2016 5:32 pm

matteorossi ha scritto:
geofranz67 ha scritto:Le operazioni di deferrizzazione sono trattamento in sito di rifiuti, per cui la campagna deve essere autorizzata dalla provincia competente. In caso contrario si rischia la denuncia.

Uhm...se in cantiere rimuovo e separo i ferri con una pinza prima di avviare a deposito temporaneo i due CER separati, non vedo cosa potrebbero contestarmi.

Mmm...se frantumo una trave o un pilastro in C.A. per separare i tondini in acciaio mi sa tanto che è una operazione di recupero e va autorizzata.
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Re: Cemento armato

Messaggio  Aurora Brancia il Lun Mag 23, 2016 6:21 pm

James ha scritto:
matteorossi ha scritto:
geofranz67 ha scritto:Le operazioni di deferrizzazione sono trattamento in sito di rifiuti, per cui la campagna deve essere autorizzata dalla provincia competente. In caso contrario si rischia la denuncia.

Uhm...se in cantiere rimuovo e separo i ferri con una pinza prima di avviare a deposito temporaneo i due CER separati, non vedo cosa potrebbero contestarmi.

Mmm...se frantumo una trave o un pilastro in C.A. per separare i tondini in acciaio mi sa tanto che è una operazione di recupero e va autorizzata.
se frantumi una trave o un pilastro in cemento armato stai per l'appunto demolendoli, per di più lo starai facendo secondo le norme di buona tecnica e secondol a regola dell'arte, ivi inclusa l'arte della gestione ambientale dei rifiuti di cantiere. E avrai da una parte tutto il CLS e dall'altra tutto il ferro dei tondini, al più con qualche residuo di cls attaccato vicino.

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Re: Cemento armato

Messaggio  James il Lun Mag 23, 2016 6:58 pm

Premetto che dovrei approfondire perchè non mi sono ancora capitati casi specifici... Wink
Tuttavia ragionandoci sono del tuo stesso parere, ma ti butto li una situazione che va di poco oltre:
se per separare l'acciao dal calcestruzzo, invece di utilizzare le pinze o cesoie da braccio, utilizzassi un frantumatore tipo questo http://www.2msrl.it/pag.php?p=frantoi , magari con separatore magnetico? Laughing    lo consideri ancora semplice "demolizione"? alla fine ne esce lo stesso prodotto...mucchi di calcestruzzo frantumato da una parte e acciaio in tondini dall'altro...
Di mine vaganti col berretto in testa che ti piombano in cantiere e iniziano a scrivere, ce n'è parecchie. Magari poi vinci facendo ricorso, ma intanto il tempo, i soldi e la salute persi non te li ripaga nessuno. ;-)
Io un parere anonimo alla Provincia lo chiederei...
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Re: Cemento armato

Messaggio  matteorossi il Lun Mag 23, 2016 8:33 pm

Sempre CER devono uscire. Non capisco quale interesse pratico possa avere un'impresa nello spendere oltre il necessario per la separazione di due rifiuti.
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Re: Cemento armato

Messaggio  Aurora Brancia il Mar Mag 24, 2016 1:18 am

James ha scritto:Premetto che dovrei approfondire perchè non mi sono ancora capitati casi specifici... Wink
Tuttavia ragionandoci sono del tuo stesso parere, ma ti butto li una situazione che va di poco oltre:
se per separare l'acciao dal calcestruzzo, invece di utilizzare le pinze o cesoie da braccio, utilizzassi un frantumatore tipo questo http://www.2msrl.it/pag.php?p=frantoi , magari con separatore magnetico? Laughing    lo consideri ancora semplice "demolizione"? alla fine ne esce lo stesso prodotto...mucchi di calcestruzzo frantumato da una parte e acciaio in tondini dall'altro...
Di mine vaganti col berretto in testa che ti piombano in cantiere e iniziano a scrivere, ce n'è parecchie. Magari poi vinci facendo ricorso, ma intanto il tempo, i soldi e la salute persi non te li ripaga nessuno. ;-)
Io un parere anonimo alla Provincia lo chiederei...
ma tu hai mai assistito ad una demolizione di calcestruzzo armato in un qualche cantiere?
si direbbe di no, perchè quell'aggeggio che hai postato si porta in cantiere giustappunto quando si fa recupero degli inerti in situ. Il che richiede che sta cosa sia prevista sin dal progetto esecutivo, che si preavvisi di almeno 60 gg. la provincia e/o la regione (a chi, dipende da quanto è previsto nell'autorizzazione dell'impianto mobile di recupero rifiuti...) sulla campagna da tenere, l'impresa autorizzata deve essere inclusa tra i soggetti esecutori e tutto l'ambaradan che ci vuole in un qualunque cantiere quando ci sono più di 2 imprese, anche non contemporaneamente, per squisiti motivi di sicurezza degli operatori.
Di solito, la demolizione di qualche trave o di qualche pilastro o di qualche pezzo di essi avviene molto banalmente con il martello demolitore e delle speciali pinze per tondini, il tutto dopo aver assicurato che appresso al pezzo da tagliare non crolli tutto ciò che vi stava attaccato.
quando sono demolizioni imponenti, si utilizzano macchine cesoiatrici da diversi milioni di euro, oppure si va direttamente di esplosivo. Ecco: quelli sono i casi in cui ha un senso usare frantoi mobili, non quando stai rifacendo lo sbalzo di un balcone o disfacendo e ricucendo/ricostruendo una trave all'ultimo piano o asportando gli strati superiori di qualche plinto per consolidare una fondazione.

Ci si augura che chi si aggiudica certi lavori a quel livello conosca almeno il minimo sindacale amministrativo secondo cui un cantiere di tale complessità -proprio statica- va gestito

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Re: Cemento armato

Messaggio  James il Mar Mag 24, 2016 9:13 am

Secoli fa ero un "edile". Qualche piccola demolizione l'ho seguita ma ante 152/2006... Se tu mi dici così, perchè magari sei del settore, e sei certa che quella è la prassi corretta, sicuramente lo prendo per buono. Sono del tuo stesso parere e il mio dubbio nasce perchè ogni tanto i controllori entrano nei cantieri e scrivono perchè la norma magari l'hanno interpretata a modo loro. Di verbali sbagliati ne ho già visti... Poi sicuramente io sarò nel giusto, ma intanto soldi e tempo in carte bollate, scritti difensivi, consulenti e avvocati dovrò spenderli.
Quello di chiedere un parere all'ente è una semplice precauzione. Tutto li. ;-)
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Re: Cemento armato

Messaggio  isamonfroni il Mar Mag 24, 2016 11:03 am

Aurora Brancia ha scritto:
James ha scritto:Premetto che dovrei approfondire perchè non mi sono ancora capitati casi specifici... Wink
Tuttavia ragionandoci sono del tuo stesso parere, ma ti butto li una situazione che va di poco oltre:
se per separare l'acciao dal calcestruzzo, invece di utilizzare le pinze o cesoie da braccio, utilizzassi un frantumatore tipo questo http://www.2msrl.it/pag.php?p=frantoi , magari con separatore magnetico? Laughing    lo consideri ancora semplice "demolizione"? alla fine ne esce lo stesso prodotto...mucchi di calcestruzzo frantumato da una parte e acciaio in tondini dall'altro...
Di mine vaganti col berretto in testa che ti piombano in cantiere e iniziano a scrivere, ce n'è parecchie. Magari poi vinci facendo ricorso, ma intanto il tempo, i soldi e la salute persi non te li ripaga nessuno. ;-)
Io un parere anonimo alla Provincia lo chiederei...
ma tu hai mai assistito ad una demolizione di calcestruzzo armato in un qualche cantiere?
si direbbe di no, perchè quell'aggeggio che hai postato si porta in cantiere giustappunto quando si fa recupero degli inerti in situ. Il che richiede che sta cosa sia prevista sin dal progetto esecutivo, che si preavvisi di almeno 60 gg. la provincia e/o la regione (a chi, dipende da quanto è previsto nell'autorizzazione dell'impianto mobile di recupero rifiuti...) sulla campagna da tenere, l'impresa autorizzata deve essere inclusa tra i soggetti esecutori e tutto l'ambaradan che ci vuole in un qualunque cantiere quando ci sono più di 2 imprese, anche non contemporaneamente, per squisiti motivi di sicurezza degli operatori.
Di solito, la demolizione di qualche trave o di qualche pilastro o di qualche pezzo di essi avviene molto banalmente con il martello demolitore e delle speciali pinze per tondini, il tutto dopo aver assicurato che appresso al pezzo da tagliare non crolli tutto ciò che vi stava attaccato.
quando sono demolizioni imponenti, si utilizzano macchine cesoiatrici da diversi milioni di euro, oppure si va direttamente di esplosivo. Ecco: quelli sono i casi in cui ha un senso usare frantoi mobili, non quando stai rifacendo lo sbalzo di un balcone o disfacendo e ricucendo/ricostruendo una trave all'ultimo piano o asportando gli strati superiori di qualche plinto per consolidare una fondazione.

Ci si augura che chi si aggiudica certi lavori a quel livello conosca almeno il minimo sindacale amministrativo secondo cui un cantiere di tale complessità -proprio statica- va gestito

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Re: Cemento armato

Messaggio  isamonfroni il Mar Mag 24, 2016 11:32 am

James ha scritto: Sono del tuo stesso parere e il mio dubbio nasce perchè ogni tanto i controllori entrano nei cantieri e scrivono perchè la norma magari l'hanno interpretata a modo loro. Di verbali sbagliati ne ho già visti... Poi sicuramente io sarò nel giusto, ma intanto soldi e tempo in carte bollate, scritti difensivi, consulenti e avvocati dovrò spenderli.
Quello di chiedere un parere all'ente è una semplice precauzione. Tutto li. ;-)

Allora, mi scuso preventivamente se sembro antipatica, però comincio ad avere l'orticaria quando leggo post in cui l'unica vera domanda di fondo è come fare con i controllori, uomini col berretto, divise varie ecc...

Punto primo chi svolge una qualsiasi attività (edile, industriale, artigianale ecc. ecc.) secondo me è moralmente obbligato a sapere vita morte e miracoli dell'attività che svolge e a saperla fare a regola d'arte, ivi compresa (cit. Aurora) l'arte di gestirne i rifiuti che ne derivano.
Se non lo sa fare, si deve informare e deve anche pensare di pagare chi gli da queste informazioni, esattamente come paga tutti gli altri consulenti.

Un consulente ambientale degno di questo nome deve, invece sapere un po' di tutto, non necessariamente in modo approfondito al punto da potersi sostituire all'impresa edile (giusto per riprendere l'esempio soprariportato), ma quanto basta da saper distinguere un'attività di demolizione semplice (appunto un balcone) da un progetto complesso, il quale, essendo appunto un progetto e magari pure complesso deve obbligatoriamente prevedere il capitolo gestione dei rifiuti prodotti e pure il capitolo gestione degli impatti ambientali derivanti dalle lavorazioni altrimenti che cavolo di progetto è?

Quanto ai controllori.
Punto 1) avere le carte in ordine, prima di tutto in materia di sicurezza e a seguire di tutto il resto. Averle in ordine e averle ordinatamente disponibili negli uffici di cantiere. Se a qualunque richiesta il preposto di cantiere, senza scomporsi, risponde con un sorridente "ecco qua" ed esibisce un fascicolo tutto carino con la documentazione in bell'ordine, è chiaro che mette i controllori nella disposizione d'animo di pensare che quello è un cantiere figo e ben gestito. Certo che se invece, ad ogni domanda che ti fanno gli fai gli occhi così Shocked e ti metti a girare come una gazza impazzita, ravanando ovunque alla ricerca di un documento che non c'è e magari fuori c'è un casino con mucchi selvaggi di roba non identificata abbandonata per ogni dove e operai che si aggirano sui ponteggi senza DPI ecc ecc... gli fai venire il dubbio che non sai cosa stai facendo......

Punto n. 2) i controllori non sono la "bocca della verità" e neppure il vicario di Cristo in terra (per chi ci crede). Sono persone. Se tu sei sicuro di te e certo di quello che stai facendo puoi pure interloquire con loro, instaurando un colloquio, che, se è professionale, porta senz'altro da qualche parte. Certo che se ad ogni domanda che ti fanno rispondi così Shocked , non hanno altra alternativa che scrivere.

Punto n. 3) se nonostante i punti n. 1 e 2 ti viene elevato un verbale, si può ricorrere semplicemente presso la provincia senza avvocati, senza tribunali, senza spendere soldi, ma ovviamente se si ha ragione, altrimenti è meglio lasciar perdere

Punto 4) qualche volta gli OdV escono soltanto per fare cassa e in questo caso, purtroppo i punti 1,2,3 non trovano applicazione. In genere si capisce già durante i punti 1 e 2 che vanno spaccando il capello in quattro e che sono irremovibili. In questo caso, la miglior difesa è l'attacco: certo, bisogna essere molto sicuri di sè (ma con questo si ritorna al famoso obbligo morale di cui sopra). Ecco, in questo caso, sì, val la pena di spendere i soldi negli avvocati, ma non tanto per farsi levare la sanzione, quanto proprio per denunciare il comportamento scorretto di Pubblici funzionari

E comunque sono concettualmente contraria al chiedere alla Provincia pareri preventivi su situazioni normate per legge perchè:
* non valgono neppure la carta su cui stanno scritti, se, per caso fossero in contrasto con le norme vigenti
* la Provincia(o il comune o la regione ecc...) non hanno il compito di fare formazione e neppure sarebbero tenuti, in base al loro ordinamento a fornire informazioni dettagliate su norme di legge che abbiamo l'obbligo di conoscere
* un consulente mediamente bravo, in genere conosce l'orientamento della propria provincia o Regione su di una serie di questioni senza bisogno di chiederlo, ma annusando l'aria e basandosi sull'esperienza
* in Provincia si va a chiedere un parere preventivo sull'orientamento quando ci si deve approcciare a un lavoro davvero borderline, difficilmente categorizzabile all'interno di casi specifici. Però non mi pare il caso di una demolizione.

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Re: Cemento armato

Messaggio  James il Mar Mag 24, 2016 4:40 pm

isamonfroni ha scritto:
Allora, mi scuso preventivamente se sembro antipatica, però comincio ad avere l'orticaria quando leggo post in cui l'unica vera domanda di fondo è come fare con i controllori, uomini col berretto, divise varie ecc...

Macchè antipatica... Anzi. Amo la schiettezza. Come già fatto notare, è un piacere per me. Ok  

Isabella, come detto prima sono ignorante io in materia "demolizioni" perchè non seguo e non mi è ancora capitata questa categoria nello specifico. Il mio intervento nasce semplicemente perchè un altro utente a inizio post mi ha messo il dubbio che la deferizzazione potrebbe essere un'operazione di recupero.  E mi scuso con l'autore se ho portato la discussione in off-topic, divagando in esempi fantasiosi.
Ora, leggendo i vostri interventi, sono più che convinto del vostro parere. Ho imparato una nuova cosa.
Tuttavia poi, siccome sono testardo e voglio andare oltre, ho cercato di capire dove sta il limite e la differenza puramente tecnica tra una cesoia e un piccolo frantoio e dove una "lavorazione" su un rifiuto va oltre e diventa un recupero. E questa mia curiosità non nasce dal nulla, ma in primis dall'altro utente che mi ha messo il tarlo, poi da casi ambigui reali che prima delle vostre delucidazioni mi parevano simili. (Al volo ricordo che era nato un dilemma sui compattatori di carta e cartone, quelli presenti nei retro di tutti i supermercati. Un'azienda lo comprò e venne sanzionata in quanto ritenuto un recupero di rifiuti non autorizzato; è una "lavorazione" su un rifiuto come per la separazione dei tondini in c.a dal calcestruzzo demolito...)


isamonfroni ha scritto:
Punto primo chi svolge una qualsiasi attività (edile, industriale, artigianale ecc. ecc.)  secondo me è moralmente obbligato a sapere vita morte e miracoli dell'attività che svolge e a saperla fare a regola d'arte, ivi compresa (cit. Aurora) l'arte di gestirne i rifiuti che ne derivano.
Se non lo sa fare, si deve informare e deve anche pensare di pagare chi gli da queste informazioni, esattamente come paga tutti gli altri consulenti.

Come non darti ragione. E' la differenza che vi è tra un'azienda seria e una che prima o poi sbatterà la faccia contro un muro urlando dando la colpa ai comunisti e ai cinesi. E' quello che cerco di spiegare da secoli ai clienti più ottusi. Ma per una buona parte, direi ancora la maggioranza e i più piccoli, in ambito ambientale non è così. Per molti gli adempimenti ambientali non esistono. Sono stronzate. E la figura del consulente ambientale non è ancora ai livelli, che so, del commercialista che in modo analogo segue l'azienda per la parte fiscale... (e anche qua analogamente, esistono datori di lavoro così "moralmente corretti", che neanche sanno a che ccnl appartengono i propri dipendenti... Laughing )  


isamonfroni ha scritto:
Quanto ai controllori.
Punto 1) avere le carte in ordine, prima di tutto in materia di sicurezza e a seguire di tutto il resto.  Averle in ordine e averle ordinatamente disponibili negli uffici di cantiere.  Se a qualunque richiesta il preposto di cantiere, senza scomporsi, risponde con un sorridente "ecco qua" ed esibisce un fascicolo tutto carino con la documentazione in bell'ordine, è chiaro che mette i controllori nella disposizione d'animo di pensare che quello è un cantiere figo e ben gestito.   Certo che se invece, ad ogni domanda che ti fanno gli fai gli occhi così Shocked  e ti metti a girare come una gazza impazzita, ravanando ovunque alla ricerca di un documento che non c'è e magari fuori c'è un casino con mucchi selvaggi di roba non identificata abbandonata per ogni dove e operai che si aggirano sui ponteggi senza DPI ecc ecc... gli fai venire il dubbio che non sai cosa stai facendo......

Questa è la regola n.1. Il biglietto da visita: l'ordine. E aggiungo anche, sapere dove sono i documenti, cosa contengono ma soprattutto le autorizzazioni...che spesso molti titolari non leggono "perchè tanto c'è il consulente"...

isamonfroni ha scritto:
Punto n. 2) i controllori non sono la "bocca della verità" e neppure il vicario di Cristo in terra (per chi ci crede).  Sono persone. Se tu sei sicuro di te e certo di quello che stai facendo puoi pure interloquire con loro, instaurando un colloquio, che, se è professionale, porta senz'altro da qualche parte.  Certo che se ad ogni domanda che ti fanno rispondi così Shocked , non hanno altra alternativa che scrivere.  

D'accordissimo. Ed è appunto quello che di solito faccio, interloquire con loro, soprattutto su i casi particolari, quelli dove la norma potrebbe avere interpretazioni. Ma lo faccio prima che loro escano col bollettario dei verbali... ;-)   Se ho un caso "strano" alzo la cornetta e mi confronto. Ovviamente dopo anni e anni e con gli stessi funzionari con cui vi è un rapporto collaborativo e su casi proprio "border-line"....;-)

isamonfroni ha scritto:
Punto 4) qualche volta gli OdV escono soltanto per fare cassa e in questo caso, purtroppo i punti 1,2,3 non trovano applicazione.  In genere si capisce già durante i punti 1 e 2 che vanno spaccando il capello in quattro e che sono irremovibili.  In questo caso, la miglior difesa è l'attacco:  certo, bisogna essere molto sicuri di sè (ma con questo si ritorna al famoso obbligo morale di cui sopra).  Ecco, in questo caso, sì, val la pena di spendere i soldi negli avvocati, ma non tanto per farsi levare la sanzione, quanto proprio per denunciare il comportamento scorretto di Pubblici funzionari

Bisogna essere sicuri di se, avere le palle cubiche e qualche santo protettori dietro  Laughing . Mi sono capitati ricorsi vinti su verbali sbagliati...ma il funzionario, agente o ufficiale di pg, o chi per esso è sempre rimasto col suo lavoro fisso sicuro... ;-) Tuttavia più che per denunciare comportamenti scorretti, sempre se si è sicuri e moralmente nel giusto, alcune cause sono utili perchè fanno giurisprudenza, definendo ciò che il legislatore non ha voluto definire in modo chiaro.


isamonfroni ha scritto:
E comunque sono concettualmente contraria al chiedere alla Provincia pareri preventivi su situazioni normate per legge perchè:
* non valgono neppure la carta su cui stanno scritti, se, per caso fossero in contrasto con le norme vigenti
* la Provincia(o il comune o la regione ecc...)  non hanno il compito di fare formazione  e neppure sarebbero tenuti, in base al loro ordinamento a fornire informazioni dettagliate su norme di legge che abbiamo l'obbligo di conoscere
* un consulente mediamente bravo, in genere conosce l'orientamento della propria provincia o Regione su di una serie di questioni senza bisogno di chiederlo, ma annusando l'aria e basandosi sull'esperienza
* in Provincia si va a chiedere un parere preventivo sull'orientamento quando ci si deve approcciare a un lavoro davvero borderline, difficilmente categorizzabile all'interno di casi specifici.  Però non mi pare il caso di una demolizione.

Come detto prima, non vorrei essere frainteso, ovvero che ad ogni dubbio si chiama l'ente per un parere. Anche per me è concettualmente errato, ma come tu stessa dici trattasi di casi particolari, dopo anni che ci si conosce e discute normalmente (sono persone anche loro... Wink ), dove magari è utile anche a loro confrontarsi con il mondo produttivo del proprio territorio (che poi è quello che li paga... Laughing )

Ora chiariti i miei dubbi sulla deferizzazione con cesoia, ho appurato che non è il caso di chiedere pareri.
Ciaooooo   dance
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Re: Cemento armato

Messaggio  isamonfroni il Mar Mag 24, 2016 5:25 pm

james, non riesco a quotarti perchè sei lungo, comunque:

*) la pressa per il cartone dietro il super NON è un impianto mobile per il trattamento di rifiuti. Chi lo pensa si deve rileggere l'art. 208, c. 15.
Comunque, anche senza articoli, il cartone lo schiacci e basta mica gli cambi aspetto o le caratteristiche chimico fisiche

*) invece, quando separi il tondino d'acciaio dal calcestruzzo altrochè se gli cambi le caratteristiche e l'aspetto merceologico, ci tiri fuori addirittura 2 CER!
Allora, se la demolizione è di grandi dimensioni e usi il mulino frantumatore/ separatore è ovvio che stai facendo un trattamento di rifiuti.
Il rifiuto è il pezzo di muro buttato a terra che tu prendi e lo alimenti alla tramoggia dell'impianto e dall'altro capo escono 2 cose: cemento tritato e tondini
L'impianto va autorizzato appunto secondo l'art. 208, c. 15 e ne va preventivamente autorizzata la campagna di utilizzo
Nel caso di un lavoretto piccolino in cui magari tiri giù giusto una travetta di cemento armato, o un pezzetto di pavimento, credo che non valga minimamente la pensa di star lì a separare le due cose.

Se li separi "a mano". usando il martello pneumatico, potresti pure giocarti la carta che è "la fase finale imprescindibile del processo di demolizione"
e può anche darsi che qualcuno ci creda.

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Re: Cemento armato

Messaggio  magonero il Mar Mag 24, 2016 7:00 pm

quoto l'eccellente isamonfroni....
in un lavoro simile sono riuscito ad ottenere solo dalla provincia competente che rompevo nella fase della "raccolta" i pilasti in parti più piccole per agevolare il trasporto all'impianto di recupero...
attenzione, ci sono sentenze in merito...
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Re: Cemento armato

Messaggio  James il Mer Mag 25, 2016 12:27 pm

magonero ha scritto:quoto l'eccellente isamonfroni....
in un lavoro simile sono riuscito ad ottenere solo dalla provincia competente che rompevo nella fase della "raccolta" i pilasti in parti più piccole per agevolare il trasporto all'impianto di recupero...
attenzione, ci sono sentenze in merito...

Appunto... Wink  e proprio per questo che ho creato esempi "limite"...
Comunque non ho capito la tua situazione...Vorresti dire che la tua Provincia ti ha "permesso" solo di "spezzettare" il cemento armato senza separare ordinatamente i tondini in acciaio?
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Re: Cemento armato

Messaggio  cirillo il Mer Mag 25, 2016 1:21 pm

Ma la vogliamo capire che

"separare ordinatamente il tondino dal calcestruzzo"

È UNA OPERAZIONE DI  RECUPERO e, come tale, necessita di autorizzazione? È inutile continuare a battere lo stesso chiodo sperando che, prima o poi diventi... una vite con scontrino e rondella.
NON si possono adattare le norme ambientali a seconda delle singole esigenze.
Il fatto è che questa continua ricerca dell'escamotage oramai, è diventata una sorta di sport Nazionale.
Solo non si vincono medaglie ma sanzioni.
Comunque, fate come credete

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Re: Cemento armato

Messaggio  matteorossi il Mer Mag 25, 2016 3:52 pm

cirillo ha scritto:Ma la vogliamo capire che

"separare ordinatamente il tondino dal calcestruzzo"

È UNA OPERAZIONE DI  RECUPERO e, come tale, necessita di autorizzazione?

quindi ciò che esce si suppone sia certificabile EoW.

Al contrario, la semplice frantumazione (a questo mi riferivo in un commento precedente) attraverso l'utilizzo di una pinza frantumatrice girevole - e relativa separazione dei ferri - PRIMA dell'avvio a deposito temporaneo dei due CER a mio avviso rientra invece in un'operazione di demolizione "controllata" e ambientalmente corretta.
Di cantieri di questo genere ce ne sono a bizzeffe a tutte le latitudini.
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Re: Cemento armato

Messaggio  Aurora Brancia il Mer Mag 25, 2016 3:57 pm

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Re: Cemento armato

Messaggio  James il Mer Mag 25, 2016 4:12 pm

cirillo ha scritto:

"separare ordinatamente il tondino dal calcestruzzo"

È UNA OPERAZIONE DI  RECUPERO e, come tale, necessita di autorizzazione

matteorossi ha scritto:

Al contrario, la semplice frantumazione (a questo mi riferivo in un commento precedente) attraverso l'utilizzo di una pinza frantumatrice girevole - e relativa separazione dei ferri - rientra invece in un'operazione di demolizione "controllata" e ambientalmente corretta.

Quindi tutto ruota intorno alla parola "ordinatamente".
Se separo i ferri con cesoia rotante da braccio e lascio tutto alla ca..o è demolizione controllata.
Se separo i ferri ordinatamente con cesoia rotante da braccio e faccio i mucchi è recupero.

Grazie. Ora è tutto chiaro.  Ok

Vado a farmi una birretta.  Wink


Ultima modifica di James il Mer Mag 25, 2016 4:29 pm, modificato 1 volta
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Re: Cemento armato

Messaggio  matteorossi il Mer Mag 25, 2016 4:17 pm

No, non credo che il punto sia l'ordine.
Quello sei tenuto a mantenerlo cmq nell'ambito del deposito temporaneo (suddivisione per CER etc.).
Il punto è come decidi di gestire ciò che frantumi, se come rifiuto o EoW
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Re: Cemento armato

Messaggio  matteorossi il Mer Mag 25, 2016 4:19 pm

James ha scritto:
Vado a farmi una birretta.  Wink


Alle 16:00 ??? drunken
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Re: Cemento armato

Messaggio  cirillo il Mer Mag 25, 2016 4:43 pm

matteorossi ha scritto:
James ha scritto:Vado a farmi una birretta.  Wink
Alle 16:00 ??? drunken
è possibile che certe interpretazioni delle norme siano causate anche da questo...

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