Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

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Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  Massimaro il Mar Mar 08, 2016 9:28 pm

Buonasera,

avendo caricato 2 mesi fa un rifiuto 07.02.13 nel registro di C/S è possibile riutilizzarlo come sottoprodotto?
MI spiego meglio: azienda che produce manufatti plastici ha caricato nel registro un rifiuti 07.02.13 circa 2 mesi fa... ora vorrebbe utilizzare quello che prima ha classificato come rifiuto come un sottoprodotto.
E' possibile? e come giustificarlo nel registro? magari nelle annotazioni?
grazie a tutti
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  sanciolo il Mer Mar 09, 2016 10:51 am

Il fatto di averlo annotato nel registro di c/s ha espresso una chiara intenzione di disfarsene. Dubito che il fatto di cambiare idea dopo un paio di mesi lo faccia decadere dallo status di rifiuto. Il sottoprodotto è qualcosa che non è mai passato per lo stato di rifiuto. Eviterei di rischiare.
Diverso è il caso in cui produci nuovamente quella sostanza od oggetto, perché allora se ne sussistono i requisiti puoi considerarlo sottoprodotto, a prescindere da quanto avvenuto in precedenza.
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  isamonfroni il Mer Mar 09, 2016 2:25 pm

Se una cosa è stata già classificata come rifiuto, con tanto di CER e registro di carico e scarico è evidente che NON E' un sottoprodotto, nè lo potrà mai diventare.

Un sottoprodotto se sussistono i requisiti per esserlo è un sottoprodotto dalla nascita.

Come ha giustamente detto chi mi ha preceduto...

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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  pascozzi il Gio Mar 10, 2016 1:44 pm

Il rifiuto è stato caricato sul registro e quindi definito tale.
Poi sono maturate le condizioni per poter dar vita nuova a quel rifiuto.
E' preferibile buttare una cosa o riutilizzarla?

Credo che sia meglio riutilizzarla (anche normativamente parlando).
Cioè uno può rubare ed essere perdonato, ma guai a caricare un rifiuto sul registro e ricredersi...dannazione eterna
Semplicemente quello che credevo fosse un rifiuto non lo era.

Poi se troverai qualche solerte funzionario di qualche ente che dice di tutelare l'ambiente e invece tutela solo la buroambientocrazia, che avrà da ridire è un'altro conto.
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  tfrab il Gio Mar 10, 2016 2:51 pm

pascozzi ha scritto:.
E' preferibile buttare una cosa o riutilizzarla?

Credo che sia meglio riutilizzarla (anche normativamente parlando).

anche io, ma per farlo serve, nell'attuale regime normativo, un'autorizzazione alla gestione dei rifiuti Smile
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  pascozzi il Gio Mar 10, 2016 4:00 pm

Ma no dai. Va be che siamo un uno stato con tendenze giacobine.
Vengo a conoscenza che un mio scarto può essere riutilizzato e non posso mandarlo a riutilizzo siccome pissed L'HO CARICATO SUL REGISTRO pissed Evil or Very Mad Evil or Very Mad
Istigazione a non registrare che non si sa mai
tu sei COLPEVOLE di CARICO SUL REGISTRO e riutilizzi? DANNATO

Il Reato ambientale dovrebbe essere il mancato riutilizzo. Laughing
Dalla nascita deve essere un sottoprodotto? Ma dalla nascita del produttore dello scarto rotfl o dalla nascita dello scarto?
Perchè se si parla della nascita dello scarto se io oggi scopro che lo scarto ha un possibile canale di riutilizzo, non significa che ieri quando è stato partorito lo scarto non fosse riutilizzabile. Significa che il produttore non ne era a conoscenza.
Pensate al povero scarto. Aveva lo status di sottoprodotto e nessuno lo sapeva e l'hanno iscritto nel registro degli indagati....ops dei rifiuti irreversibili.
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  isamonfroni il Gio Mar 10, 2016 4:15 pm

Credo di averlo già detto circa un miliardo di volte.... ma repetita iuvant.

Il fatto che una cosa sia classificata come rifiuto non significa automaticamente che questa cosa debba essere buttata nel senso della discarica o nel senso dell'abbandono in ambiente.

E soprattutto smettiamola di avere paura delle parole. L'equazione rifiuto = buttata non esiste più almeno da 30 anni.

Quando una cosa è classificata come rifiuto deve essere gestita all'interno della filiera dei rifiuti, il che significa:
Trasportatori autorizzati
Impianti di riciclaggio/recupero/smaltimento autorizzati
Tracciabilità amministrativa del rifiuto
Impianti di trattamento che hanno subito la procedura di VIA (quando è il caso), che debbono rispettare obbligatoriamente tutta una serie di prescrizioni, che devono operare nel rispetto delle BAT, che devono rilasciare pesanti fidejussioni a garanzia del loro operato e a tutela dell'ambiente, che sono soggette a frequenti controlli da parte delle Enti di controllo.

E tutto questo proprio allo scopo di tutelare l'ambiente o, per lo meno, di chiarire agli imprenditori che aprire uno stabilimento di trattamento (recupero/riciclaggio o smaltimento) rifiuti, richiede necessariamente capacità imprenditoriale e conoscenza tecnica della materia.


Gestire un sottoprodotto (che comunque deve essere tale fin dalla nascita) è un'attività che si svolge fuori dal regime dei rifiuti e quindi nella totale deregulation:
Un trasportatore qualsiasi privo di qualunque autorizzazione ambientale
Un impianto industriale qualsiasi privo di qualunque autorizzazione ambientale
Nessuna tracciabilità amministrativa visto che il materiale di che trattasi non è rifiuto
Nessuna prescrizione ambientale, nessuna fidejussione, nessun controllo.

Mi sembra piuttosto ovvio che per accedere ad un simile regime di favore, le ragioni di chi lo invoca debbano essere più che inattaccabili, non ti pare?

Poi, sono certissima che gestire il tuo rifiuto come sottoprodotto, sarà per te economicamente molto più conveniente (non crederai mica che io viva sulla luna? Rolling Eyes ).

Allora, se il materiale che tu hai erroneamente classificato come rifiuto, davvero rispetta tutte le condizioni ed i presupposti previsti dall'art. 184 - bis, e non soltanto quello economico, allora credo che non avrai alcuna difficoltà a trovare un ingegnere, chimico, consulente ambientale ecc.. che ti faccia una seria perizia tecnica giurata, dalla quale si evinca che il tuo materiale è effettivamente un sottoprodotto e che lo hai messo a registro per sbaglio .

In questa felice ipotesi lo scaricherai dal registro con un movimento di rettifica che indicherai nelle annotazioni unitamente con il riferimento alla perizia tecnica che dimostra che hai ragione.


Comunque ci sono parecchie decine di rifiuti che sono vantaggiosamente riutilizzabili/riciclabili/recuperabili, anche come rifiuti, alcuni di questi con un discreto, per non dire discretissimo, ritorno economico, prova solo a pensare agli oli minerali usati....


Negli ultimi tempi, sto assistendo ad uno straordinario fiorire di impianti di trattamento/recupero che chiedono a potenziali clienti di inviare i loro rifiuti come sottoprodotti perchè sono maturate le condizioni.
In generale è solo maturata la consapevolezza che a provare ad aggirare le norme si guadagna di più e si spende di meno, fino a quando non ti sequestrano l'impianto....

Ovviamente non sarà affatto il tuo caso Very Happy

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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  benassaisergio il Gio Mar 10, 2016 4:26 pm

Lo so che vado contro quello che ormai è senso comune …
Ma sarebbe improponibile provare a distinguere fra “residuo” e “rifiuto”?
Magari nei termini seguenti ?
Si definisce “residuo” una materia od un oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione di disfarsi.
Il “residuo” è classificato come “rifiuto” solo nel caso che non venga destinato a riutilizzo, recupero o riciclaggio, ma sia avviato ad un impianto di incenerimento o ad una discarica.
E la normativa sui rifiuti si potrebbe applicare solo ai “rifiuti” e non ai “residui”.
Fermo restando naturalmente che la gestione di un “residuo (“non rifiuto”)” pericoloso segue le stesse disposizioni della gestione di una materia od oggetto pericoloso.
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  isamonfroni il Gio Mar 10, 2016 7:04 pm

Ingegnere, io la apprezzo moltissimo.
Però, la supplico, non faccia anche lei confusione.
SMETTIAMOLA DI FARE L'EQUAZIONE RIFIUTO= LO BUTTO VIA SE LO RECUPERO NON E' UN RIFIUTO  (ho gridato apposta).

La definizione di che cosa è un rifiuto è stata stabilita in sede di Comunità Europea da almeno 30 anni e finalmente abbiamo messo un punto fermo dopo oltre vent'anni di diatribe tra quello che era rifiuto e quello che non lo era.

Oggi è chiaramente definito che cosa è un sottoprodotto ed è altrettanto definito che cosa è quello che ha cessato di essere rifiuto, così come è definito che cosa è fuori dal campo di applicazione della disciplina sui rifiuti.

Qualunque attività svolta sui rifiuti [raccolta, trasporto, recupero, riciclaggio, smaltimento, R13/D15, preparazione per il riutilizzo e intermediazione] deve essere autorizzata. Fine del discorso.
E farsi autorizzare costa soldi e presuppone un sacco di rogne.

Ecco perchè da qualche tempo a questa parte c'è in giro un sacco di furbastri che prova ad agitare l'ipotesi portamelo come sottoprodotto, solleticando il desiderio tutto italiano di spendere meno...

Sinceramente, non me la sento di perorare una causa Europea per fare il gioco di qualche furbastro, visto che nel resto d'europa questa problematica non si pone...

A proposito.... ma secondo lei si corre il rischio di inquinare solo quando si incenerisce o si butta in discarica? E le attività di recupero non hanno alcun impatto sull'ambiente e quindi non devono essere controllate e soggette a prescrizioni?
Ha idea delle prescrizioni e cautele ambientali necessarie per fare un'attività R9 - rigenerazione oli esausti

e delle cautele e e prescrizioni ambientali necessarie per gestire un impianto R3 -compostaggio
oppure per rifondere la plastica e fare le panchine? Sempre R3

O per rifondere il vetro e rifare nuove bottiglie R5

Non parliamo poi del rottame metallico che si recupera R4 in acciaieria, che è una bellezza, le acciaierie dunque non hanno cautele ambientali da rispettare?

E ho citato solo operazioni di riciclaggio R3,R4,R5,R9 neppure di recupero.


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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  benassaisergio il Gio Mar 10, 2016 7:36 pm

Carissima Isa Monfroni.
Naturalmente apprezzo il suo punto di vista e sopratutto le sue preoccupazioni in materia ambientale.
Però continuo a ritenere che quello che io chiamo un "residuo", cioè qualcosa che mando a qualcuno che lo riutilizza, lo recupera o lo ricicla, comporti un impatto ambientale ben diverso da quel qualcosa che mando ad un inceneritore o ad una discarica.
Naturalmente chi riutilizza, recupera o ricicla avrà tutti gli obblighi di buona gestione (ivi compresi quelli ambientali) che valgono per qualunque attività.
Ma non riesco a convincermi che la gestione (raccolta, immagazzinamento, trasporto) di una materia o un oggetto che è destinato al riutilizzo, recupero o riciclo debba essere assoggettato a disposizioni diverse da quelle della gestione di una qualunque materia od oggetto che viene spedito da un posto ad un altro.

Possiamo anche continuare a discuterne, ma succede anche che si possa rimanere su posizioni diverse.

E, naturalmente, non ho certo la pretesa di avere ragione io.

Un caro saluto
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  benassaisergio il Gio Mar 10, 2016 7:42 pm

Solo una piccola postilla.
Le leggi (che ci piacciano o no) vanno rispettate.
Ma si può anche provare a modificarle.
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  isamonfroni il Ven Mar 11, 2016 12:26 pm

benassaisergio ha scritto:Solo una piccola postilla.
Le leggi (che ci piacciano o no) vanno rispettate.
Ma si può anche provare a modificarle.

Io su questo sono perfettamente d'accordo, ma ritengo folle modificare le norme in base all'interesse di qualcuno

Finora è stato fatto sempre così e questo ha portato a quell'obbrobrio di 152 che in meno di 10 anni dalla sua pubblicazione è stato già modificato 110 volte.

Visto che la querelle sottoprodotto imperversa su tutti i canali di discussione che frequento e tiene banco presso tutta la clientela che assisto mi permetto di evidenziare quanto segue.

Un sottoprodotto che sia oggettivamente tale ha pieno diritto di avere procedure gestionali semplificate. La semplificazione delle procedure amministrative esiste in tutti i settori normativi ma, evidentemente tocca a chi ne fa ricorso dimostrare di averne diritto.


La gestione come rifiuto di un qualunque cosa, in sè, non sarebbe neppure una cosa trascendentale, neppure per come sta scritta sulle norme, neppure (guardi un po' cosa le dico...) con il SISTRI se funzionasse; lo diventa trascendentale, incasinata e circonvoluta almeno per i seguenti motivi:
*) la tendenza tutta italiana a desiderare di aggirare le norme o, quantomeno ad interpretarle a proprio uso e consumo, spesso e volentieri anche in spregio della semplice lingua italiana

*) l'inerzia e la follia della burocrazia. Se sul decreto (parte II del 152) sta scritto che per uno sceening VIA ci vogliono 90 gg, per una VIA 180 gg, per un'AIA 150 gg, tali debbono essere e per quanto mi riguarda i funzionari che tergiversano, procrastinano, dilungano fino a dilatare questi tempi a 2/3 anni, andrebbero multati pesantemente ed eventualmente accompagnati graziosamente alla porta.

*) i costi istruttori di tali procedure - tralasciando i costi di progettazione, che, logicamente sono lasciati alla libera iniziativa privata gli oneri istruttori sono assolutamente folli, praticamente è come se si volesse far pagare al malcapitato che si incammina su questo percorso, il funzionamento di 1 anno del servizio che lo dovrà autorizzare. Ma in che film? Giusto per fare un esempio un'AIA per un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi di media caratura costa tra i 18 e i 25.000 € solo di costi istruttori... Shocked ma siamo pazzi. Qualcuno, qui, lo sa che la tariffa riferita alla sola verifica se un impianto in AIA ricade in un Sito di interesse Nazionale è di 5.600 €, 5.600 € per guardare una cartina Shocked Shocked anzi, nemmeno quello visto che il proponente è obbligato a dichiararlo. E qualcuno ha idea di quanto siano alti i costi per il mantenimento dell'AIA intesi come tariffa da corrispondere all'ARPA perchè venga a farti i controlli? Siete tutti consapevoli del fatto che le Analisi svolte presso l'ARPA costano il triplo delle tariffe di qualunque altro laboratorio, e tra l'altro quasi nessun laboratorio ARPA è accreditato ACCREDIA e devo anche dire che quelli che davvero fanno le analisi sono una minoranza, la maggior parte redige certificati.


Quindi, se vogliamo cambiare qualcosa proviamo a cambiare e modificare la decretazione regolamentare che è materia nostra, e a pretendere che chi deve svolgere compiti istruttori e di controllo faccia il suo dovere davvero, dato che la legge è uguale per tutti, anche per certi funzionari istruttori, facciamo questo, prima di andare a tampinare la Comunità europea chiedendo la modifica di una direttiva che interessa 28 paesi.


Poi, logicamente, ciascuno di noi ha diritto alle proprie opinioni ci mancherebbe...

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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  isamonfroni il Ven Mar 11, 2016 3:36 pm

benassaisergio ha scritto:[color=#000000]
Però continuo a ritenere che quello che io chiamo un "residuo", cioè qualcosa che mando a qualcuno  che lo riutilizza, lo recupera o lo ricicla, comporti  un impatto ambientale ben diverso da quel qualcosa che mando ad un inceneritore o ad una discarica.
e qui sta veramente commettendo un errore metodologico, ma ovviamente, ognuno ha diritto alle proprie opinioni Very Happy

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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  benassaisergio il Ven Mar 11, 2016 5:02 pm

Mannaggia … avevo in mente di riciclare il fermacarte di legno, plastica, vetro e metallo (a forma di contenitore di merci pericolose) che mi fu regalato quando lasciai il Comitato ONU, regalandolo a mia volta a Isamonfroni in segno di stima.
Ma se il riciclo è così devastante dal punto di vista ambientale allora tanto vale tenerlo e, in futuro, smaltirlo nell’indifferenziato (con destinazione discarica) … non penso certo di mettermi a separare legno, plastica, vetro e metallo col rischio di tagliarmi.
Ancora cordiali saluti  
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  beltrale il Ven Mar 11, 2016 5:15 pm

Ma il concetto, Dr. Benassai.. è che se Lei lo toglie dal cassonetto per darlo a Isa.. allora..in questo caso.. non le sembra che forse Le sta dando un Rifiuto?? (perchè quando lo carico sul registro,ovvero il registro dei tanti "cestini" che ho in azienda, ho già manifesta la necessità di "disfarmene").

che poi Isa abbia, con tutta la sua stima, la capacità (autorizzata) di trasformare in oro quello che tocca e di farlo diventare il sacro Graal.. questa è tutta opera del suo Trattamento magico di recupero.
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  pascozzi il Ven Mar 11, 2016 5:29 pm

Stavo spalando la neve dell'orticello. Volevo disfarmene. Era diventata un rifiuto
Poi i miei figli si son messi a far palle di neve
Delinquenti!!con un rifiuto. Non sapevano che ormai avevo deciso di disfarmene.
Lo stato giacobino forgia sudditi
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  benassaisergio il Ven Mar 11, 2016 5:30 pm

Oh mamma mia ...
ma vi pare mai che regalerei a isamonfroni una cosa che sta nel cassonetto ?!
Ovviamente quel caro ricordo sta in bella mostra su uno scaffale della mia libreria (pur sapendpo che, come tutte le cose, non avrà una vita infinita).
E' un oggetto carino e penso che isamonfroni non abbia bisogno di usare le sue capacità magiche per renderlo apprezzabile ... a meno che non voglia veramente trasformarlo nel Santo Graal, nel qual caso sono disposto a riceverlo indietro, così trasformato (nel qual caso non chiederò a isamonfroni se per caso non stia facendo un riciclo con devastante impatto ambientale).
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  tfrab il Ven Mar 11, 2016 5:31 pm

pascozzi ha scritto:Stavo spalando la neve dell'orticello. Volevo disfarmene. Era diventata un rifiuto
Poi i miei figli si son messi a far palle di neve
Delinquenti!!con un rifiuto. Non sapevano che ormai avevo deciso di disfarmene.
Lo stato giacobino forgia sudditi

ah no, la neve è espressamente esclusa dal 152/06 Very Happy
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  beltrale il Ven Mar 11, 2016 5:34 pm

.. e allora Massimaro.. ora ha tutte le risposte..

ghibelline, giacobine, trieline e rompipalline..

scelga Lei la Sua..

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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  isamonfroni il Ven Mar 11, 2016 5:57 pm

benassaisergio ha scritto:Mannaggia … avevo in mente di riciclare il fermacarte di legno, plastica, vetro e metallo (a forma di contenitore di merci pericolose) che mi fu regalato quando lasciai il Comitato ONU, regalandolo a mia volta a Isamonfroni in segno di stima.
 

Se davvero aveva in mente di regalarmi il suo fermacarte (grazie a proposito) questo è e resta un bene, e poi, se io lo prendo e lo metto sulla mia scrivania per fermarci le carte lo sto riutilizzando e questa è un'operazione fuori dal regime dei rifiuti.


Viceversa se io gestissi un impianto di recupero di rifiuti e lei mi portasse il fermacarte (che io le potrei pure pagare) perchè io riciclassi la materia prima in esso contenuta ovvero legno, plastica, vetro e metallo la questione sarebbe diversa:
*) orbene, il legno lo potrei semplicemente selezionare e cippare (sempre se non è mordenzato e verniciato) e darlo come cippato di legno
*) la plastica, per riciclarla bisogna prima stoccarla, poi lavarla e poi fonderla e, forse qualche cautela ambientale mi verrebbe da utilizzarla
*) per il vetro è lo stesso, solo che si fonde a temperature assai più alte di quelle della plastica
*) per il metallo diciamo pure idem.

Con ciò detto, fate un po' meno gli spiritosi e magari leggete pure la definizione di riciclaggio, che tanto è inutile che ci prendiamo in giro, nessuno sta pensando al fermacarte dell'esimio Benassai.

Io sto pensando a quelli con tonnellate di emulsioni o altre tipologie di rifiuti consimili e che tentano di spacciarle per sottoprodotti...


E poi ripeto:
Visto che il primo post si domandava come fare a declassificare il suo rifiuto a sottoprodotto, questo glie l'ho già detto qualche secolo fa:
*) se ricorrono i presupposti perchè il rifiuto si possa declassificare a sottoprodotto, lo faccia, con una perizia tecnica che glielo sostenga.

Dico soltanto che se il presupposto è: ho trovato un impianto che in barba a tutte le norme sulla gestione dei rifiuti fa operazioni di recupero illecite e mi fa pagare meno ecco, questo non è un presupposto valido.

Sempre con il dovuto rispetto, ingegnere, lei è un'autorità assoluta, alla quale mi inchino, in materia di ADR, però mi perdoni ma sulla materia rifiuti ha delle opinioni un po' troppo personali e parecchio datate.
Comunque, visto che la materia è normata in sede europea, dove credo lei abbia ottimi rapporti può provare a parlargliene..

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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  pascozzi il Ven Mar 11, 2016 6:18 pm

tfrab ha scritto:
pascozzi ha scritto:Stavo spalando la neve dell'orticello. Volevo disfarmene. Era diventata un rifiuto
Poi i miei figli si son messi a far palle di neve
Delinquenti!!con un rifiuto. Non sapevano che ormai avevo deciso di disfarmene.
Lo stato giacobino forgia sudditi

ah no, la neve è espressamente esclusa dal 152/06 Very Happy

Be...ovviamente hai ragione
Ma se non era per l'UE che ci ha imposto a calci nel sedere di inquadrare i sottoprodotti eravamo ancora al "allarme è tutto un rifiuto". E comunque anche questa l'abbiamo interpretata alla nostra maniera restrittiva perbenista.
Comunque classificare uno scarto rifiuto non serve a tutelare l'ambiente, ma serve a mantenere enti zavorra (serbatoi di voti) con costi che subiamo tutti.

Se un materia è fonte di potenziale danno ambientale, posso chiamarla oro, petrolio, seta, rifiuto, solvente alogenato, residuo o risotto al pesce persico.
Se gettassi per puro sfizio tonnellate di gustoso risotto al pesce persico nel lago (non per disfarmene ma proprio per inquinare, la mia arma per inquinare), ecco che una grazia della cucina si trasforma in un inquinante senza essere stato rifiuto. E allora?
E' l'utilizzo che si fa di queste materie che le rende potenzialmente pericolose, non certo l'assoggettabilità alla definizione di rifiuto.

Spero in un commissariamento ambientale da parte della UE che magari ci leva anche il sistri che non ha nulla di Europeo.
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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

Messaggio  cirillo il Ven Mar 11, 2016 6:55 pm

beltrale ha scritto:.. e allora Massimaro.. ora ha tutte le risposte..
ghibelline, giacobine, trieline e rompipalline..
scelga Lei la Sua..
Questa è pericolosa una volta usata, ma si può recuperare (come rifiuto e previa autorizzazione)  rofl

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Re: Utilizzo di rifiuti come sottoprodotto

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