Classificazione codici C.E.R e pareri discordanti

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Classificazione codici C.E.R e pareri discordanti

Messaggio  Redox il Mer Apr 08, 2015 9:55 am

Buongiorno a tutti e Buona Pasqua anche se in ritardo

Vorrei chiedere il vostro parere in merito a un dilemma di classificazione del rifiuto a seguito delle modifiche alla normativa.
Mi trovo praticamente tra l'incudine e il martello per il semplice motivo che ho ricevuto pareri discordanti di 2 diversi consulenti ambientali per determinare se i rifiuti che devo conferire sono pericolosi o no.

Per farla breve è il classico esempio dove in base al principio di precauzione i rifiuti non pericolosi diventano pericolosi.

Nello specifico ho 3 tipologie di rifiuti (imballaggi in carta e cartone - imballaggi in plastica - imballaggi in legno) che a causa del ciclo produttivo vengono a contatto con prodotti del tipo: olio, grasso e altri prodotti che sebbene non abbiano caratteristiche di pericolo H nelle schede tecniche, riportano tuttavia svariate frasi di rischio.

Per quanto riguarda la plastica e il cartone, visivamente si può notare che sono imbevuti di grasso e olio, mentre per quanto riguarda i bancali in legno la questione è più spinosa dato che solo alcuni sono contaminati ma è impossibile fare una cernita tra quelli puliti e quelli sporchi.

Nella scheda di caratterizzazione del rifiuto ho tentato di essere più obiettivo possibile e appunto in base al principio di precauzione ho classificato i rifiuti come codice C.E.R 150110 (imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze) con caratteristiche di pericolo H4 H5 e H14 dato che in tutte le schede di sicurezza dei prodotti impiegati risultavano irritanti, nocivi e in un caso anche pericoloso per l'ambiente.

Uno dei 2 consulenti ambientali mi ha dato ragione dopo aver valutato la scheda di caratterizzazione dei rifiuti che ho stilato, mentre l'altro (che è tra l'altro è il mio intermediario) non è assolutamente d'accordo.
Secondo il suo parere bisogna fare l'analisi chimica ( e fin qui sarei pure d'accordo anche perché lo dice proprio la normativa, peccato che mi abbia fatto rinnovare le analisi lo scorso Ottobre dal suo laboratorio e sono analisi aspecifiche, con il risultato che i rifiuti non sono pericolosi) e solo in base a quella eventualmente si può stabilire se le concentrazioni sono tali da renderli pericolosi.

Il problema è che se chiedo nuovamente di rifare le analisi, oltre al fatto che l'ufficio acquisti scenderebbe sul piede di guerra per via della spesa, potrei ottenere lo stesso identico risultato dato che sono analisi chimiche aspecifiche. Da quello che mi risulta se facessi fare delle analisi chimiche specifiche per ogni composto presente nei prodotti utilizzati dovrei far accendere un mutuo al datore di lavoro.

Ora...mi ritrovo nella situazione di non potere richiedere le analisi chimiche perché il titolare e l'ufficio acquisti mi illuminerebbero d'immenso con il cherosene, con delle schede di caratterizzazione che secondo la mia opinione sono obiettive, le quali dicono che a fronte del principio di precauzione i rifiuti diventano pericolosi.

Anche una piccola e semplice frase da parte vostra mi sarebbe di conforto.... vanno bene anche cose del tipo <..sei fottuto..>, tanto ormai la considero una causa persa.
Quello che mi da dispiacere è il fatto di essere stato catapultato a forza in un ambiente dove non è il mio campo e nonostante gli sforzi per tentare di fare le cose correttamente non riesco a vedere nulla in fondo al tunnel.

Sostituire la bibbia con il T.U.A sul comodino non ha dato gli effetti sperati.....
Scusate per il muro di parole.

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Re: Classificazione codici C.E.R e pareri discordanti

Messaggio  isamonfroni il Mer Apr 08, 2015 12:53 pm

Dovresti proporre ai tuoi titolari di illuminare d'immenso quelli che hanno scritto quella vaccata di norma, utilizzando opportunamente a tale scopo i bancali di legno.

Così prendono 2 piccioni con una fava.


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Re: Classificazione codici C.E.R e pareri discordanti

Messaggio  Redox il Mer Apr 08, 2015 2:00 pm

isamonfroni ha scritto:Dovresti proporre ai tuoi titolari di illuminare d'immenso quelli che hanno scritto quella vaccata di norma, utilizzando opportunamente a tale scopo i bancali di legno.

Così prendono 2 piccioni con una fava.


A dirla tutta ci speravo proprio di vedere un tuo commento, purtroppo ne deduco che ho poche speranze. Grazie per il disturbo, se non altro mi hai strappato una risata.
Wink

Non so proprio più dove sbattere la testa e come se non bastasse devo pure conferire i rifiuti ma a causa di questo dilemma sto tenendo fermo tutto.
Isa tu cosa faresti se fossi al posto mio ?

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Re: Classificazione codici C.E.R e pareri discordanti

Messaggio  Aurora Brancia il Mer Apr 08, 2015 3:07 pm

Redox ha scritto:
isamonfroni ha scritto:Dovresti proporre ai tuoi titolari di illuminare d'immenso quelli che hanno scritto quella vaccata di norma, utilizzando opportunamente a tale scopo i bancali di legno.

Così prendono 2 piccioni con una fava.


A dirla tutta ci speravo proprio di vedere un tuo commento, purtroppo ne deduco che ho poche speranze. Grazie per il disturbo, se non altro mi hai strappato una risata.
Wink

Non so proprio più dove sbattere la testa e come se non bastasse devo pure conferire i rifiuti ma a causa di questo dilemma sto tenendo fermo tutto.
Isa tu cosa faresti se fossi al posto mio ?
Non so cosa dirà Isa (lo immagino, però...), in compenso posso dirti cosa farei io.
Innanzi tutto, NON farei le analisi di nuovo, quelle di ottobre vanno ancora benissimo, e forse non sono le uniche quindi hai "dati storici" che non si limitano alle SdS dei materiali originari, anche perchè stiamo parlando di imballaggi con eventuali residui di prodotto e quindi la etichettatura fa fede sino a prova contraria, e per ogni frase di rischio c'è una concentrazione limite che NON è quella del 1272/08 e s.m.i. per le etichettature bensì quella generale e vigente prevista al punto 3.4 dell'Allegato D degli Allegati alla parte Quarta.

Poi, insisto e ripeto che -per quanto scritto da prenderli a schiaffi- persino quel puntillo n.5 della "nuova introduzione" all'introduzione alla classificazione dei rifiuti non dice affatto che dei rifiuti non pericolosi precauzionalemente diventano pericolosi.
Dice che se non ho cercato lo specifico composto che li rende pericolosi e conosco solo un suo parente o meglio il nome della famiglia che però è assai comune, allora "per il  principio di precauzione " (non dicono precauzione di chi nè a favore di chi, ma fa nulla) è bene considerarlo pericoloso. Che è come dire "Quello di cognome si chiama riina, potrebbe essere un mafioso e quindi intanto lo sbatto al 41 -bis", ma tanto è sino a che qualcuno non si decide a chiedere la questione di costituzionalità di quell'infelicissima aggiunta.  
Ti porto un esempio: gli olii minerali possono avere classificazione di pericolo ma anche no, per esempio l'olio di vaselina, o di paraffina che dir si voglia, si usa come medicamento, ce n'è addirittura una qualità usata come purgante. Vero che un effetto "purgativo" è in sé nocivo se non irritante, ma occorre berne almeno 30 ml, e la caratteristica di pericolo diventa un rischio sol attraverso la via di esposizione ingestiva. Se io ho la SdS, che i medicinali non hanno peraltro, so di che parlo, o no? quindi, le tue "analisi" non sono per nulla aspecifiche: bisogna saperle leggere, oltre che saperle fare, per esprimere un giudizio.
Allora, venendo al tuo fatto, escludo che la plastica possa essere "impregnata" di olio, si mette nella plastica apposta perchè non si impregna di nulla, e quindi tutt'al più sono "unte" di olio. Verosimile che possa esserlo il cartone, ma ricordo che anche per i rifiuti metallici "zozzi di olio" li si considera tali quando c'è gocciolamento. Per il legno, siamo ad una via di mezzo.

E' evidente che l'intermediario ha tutto il vantaggio commerciale a farti rifare le analisi: a te magari le quota a 400€ ma lui escludo le paghi più di 150, che pare sia la tariffa standard per la quale ancora mi chiedo come ci rientrano, ma fa nulla.  
Così come è evidente che il consulente ambientale esterno sia contentissimo della tua suddivisione, se ne trovassero clienti che cercano di essere attentini!

Infine: tutto ha un senso in funzione del tipo di eliminazione al quale li devi avviare, e sei tu che scegli e NON il tuo intermediario, anche se affidarsi a costoro è comodo come fattore "tempo", ma non per altro atteso che pare che chiunque possa mettersi di punto in bianco a fare l'intemediario senza detenzione in cat.8.
Se vuoi la mia opinione, legno e cartone vanno a cogenerazione, scegli tu se in R1 o in D8, tenendo presente che i pericolosi in R1 "semplificato" non ci possono andare. Mentre per gli imballaggi in plastica -a parte i precedenti- un bel R12 di lavaggio e riduzione volumetrica e successivo recupero di materia dell'imballaggio pulito sono l'ideale. Quindi, il problema si risolve mettendoti tu a cercare un R1, che di solito costa meno di un D8, e chiedergli a quanto ti paga quel rifiuto/CSS economicamente quotato se gli assicuri la fornitura di almeno Tot tonnellate/anno, visto che sono tutte cose con un bel pCi. Così, risparmi serenamente anche i costi di intermediario (che può continuare a farti da trasportatore). Se poi glieli puoi conferire già "separati", e quindi avrai nei NON pericolosi in plastica e legno ed eventualmente dei pericolosi in cartone, se ne producete parecchi potresti avere addirittura degli sconti sul generico 15 01 10*, perchè il ricevente non deve perdere tempo a farsi da sè la cernita funzionale al proprio impianto.

Gli intermediari guadagnano facendosi dare i soldi dai conferitori + i soldi dagli eliminatori... e questo "sapevatelo" tutti Wink

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Re: Classificazione codici C.E.R e pareri discordanti

Messaggio  isamonfroni il Mer Apr 08, 2015 3:13 pm

Redox ha scritto:
isamonfroni ha scritto:Dovresti proporre ai tuoi titolari di illuminare d'immenso quelli che hanno scritto quella vaccata di norma, utilizzando opportunamente a tale scopo i bancali di legno.

Così prendono 2 piccioni con una fava.


A dirla tutta ci speravo proprio di vedere un tuo commento, purtroppo ne deduco che ho poche speranze. Grazie per il disturbo, se non altro mi hai strappato una risata.
Wink

Non so proprio più dove sbattere la testa e come se non bastasse devo pure conferire i rifiuti ma a causa di questo dilemma sto tenendo fermo tutto.
Isa tu cosa faresti se fossi al posto mio ?
Ti confesso che ho seguito molto poco (e colpevolmente) la questione "nuova caratterizzazione" perchè mi provoca gli stessi attacchi isterici che provavo con il sistri.

Sinceramente ti dirò che penso tu sia stato anche troppo bravo nella tua caratterizzazione e persino troppo cauto.
Peraltro fare le analisi chimiche (a prescindere dal costo), prelevando un campione davvero rappresentativo dal cumulo di bancali, parte contaminati e parte no (perchè il tuo rifiuto questo è) non è la cosa più facile del mondo e chi ti dice di farlo:
a) è un imbecille
b) non ha la più pallida idea di cosa significhi campionare
c) ha visto un laboratorio chimico solo quando va a ritirare la sua percentuale
d) ciurla nel manico

Quindi, se io fossi al tuo posto e se pensassi che il quantitativo di bancali contaminati/sporchi è significativamente rilevante nel mucchio, li smaltirei come pericolosi allegando la scheda di caratterizzazione che tu hai amorevolmente predisposto; con buona pace del tuo consulente/intermediario al quale dovresti dire che non sei gonzo.

Nel frattempo vedo che è intervenuta, molto più efficacemente di me Aurora e quindi ne approfitto per quotarla integralmente.

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Re: Classificazione codici C.E.R e pareri discordanti

Messaggio  Redox il Mer Apr 08, 2015 3:59 pm

Non so come ringraziarvi, sul serio.

Grazie per i consigli ma soprattutto per il tempo che mi avete dedicato. cheers

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Re: Classificazione codici C.E.R e pareri discordanti

Messaggio  Aurora Brancia il Mer Apr 08, 2015 4:28 pm

Prego, di nulla! Very Happy

In effetti, ti è andata di lusso che (anche) oggi non ho proprio voglia di lavorare... e che ce l'ho a morte con quell'aggiunta.

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