codici recupero e contabilità dei rifiuti effettivamente recuperati

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codici recupero e contabilità dei rifiuti effettivamente recuperati

Messaggio  antimo di martino il Lun Dic 08, 2014 1:25 pm

E' un po' che non scrivo sul forum; credo che solo qui possa trovare una risposta alla mia domanda.
Ho letto notizie mirabolanti in merito al recupero di materia del ns.paese.
Dal report ISPRA 2014 sui rifiuti speciali si rileva che in Italia si recupera materia per circa il 71% dei rifiuti speciali. Tali dati sono stati rilevati dai MUD pervenuti ma mi sembra di intuire che la classificazione sia stata fatta relativamente alla semplice classificazione dei rifiuti.
A me risulta e per mia diretta esperienza, che anche un CER potenzialmente recuperabile (materia), un CER 070213 ad esempio, venga nella maggioranza dei casi trattato, a valle della consegna del rifiuto al gestore ambientale, invece, come un semplice rifiuto da smaltire (discarica e/o incenerimento).
Come potrei verificare un dato veritiero e complessivo, magari da fonte certa e ufficiale, l'effettiva "vita" dei rifiuti?
Grazie in anticipo per ogni collaborazione.
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Re: codici recupero e contabilità dei rifiuti effettivamente recuperati

Messaggio  isamonfroni il Lun Dic 08, 2014 2:16 pm

I dati Ispra vanno certamente saputi leggere e interpretare e soprattutto si deve considerare che elaborando i dati del MUD un certo ritardo c'è sempre da scontare.

Comunque il 71% di recupero di materia dai rifiuti speciali non mi sembra straordinario, e personalmente lo trovo anche piuttosto credibile.

Considera che tra i Rifiuti speciali oltre il 90 % è costituito da rifiuti NON pericolosi che si recuperano parecchio.
Pensiamo alla carta, alla plastica, ai metalli. Ma soprattutto pensa ai rifiuti da C&D che non solo si recuperano moltissimo ma da soli rappresentano più della metà dei rifiuti speciali prodotti in Italia.
Peraltro, tra i rifiuti Pericolosi, ci stanno pure gli oli usati che vengono recuperati quasi per il 100% della loro produzione.

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codici recupero e contabilità finale

Messaggio  antimo di martino il Lun Dic 08, 2014 4:26 pm

Grazie della sollecita risposta.
Scusa l'ignoranza, ma sarebbe possibile per un gestore ambientale, una volta ricevuto un rifiuto con un detrminato codice R, modificarlo, in base a necessità o utilità per darne un fine diversomagari dopo una messa in riserva?
Mi interessano in particolare le plastiche composite e rinforzate per le quali non essendoci un CER specifico e sopratutto una modalità di riciclo (di quelle termoindurenti) c'è parecchia confusione.
Per queste, in particolare, il recupero, per quanto ho affermato, mi sembra una pura ipotesi di scuola.
Quanto a dette percentuali di recupero, dalla mia esperienza, in un'azienda manifatturiera di medie dimensioni, non riusciamo a portare a recupero di materia più del 20-30% dei nostri rifiuti (ma parlo di un po' di tempo fa, quando c'erano produzione e rifiuti!).
Che ne pensi?
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Re: codici recupero e contabilità dei rifiuti effettivamente recuperati

Messaggio  Aurora Brancia il Lun Dic 08, 2014 5:59 pm

antimo di martino ha scritto:Grazie della sollecita risposta.
Scusa l'ignoranza, ma sarebbe possibile per un gestore ambientale, una volta ricevuto un rifiuto con un detrminato codice R, modificarlo, in base a necessità o utilità per darne un fine diversomagari dopo una messa in riserva?
AAAARGHHHH!!! vade retro, satana!
... scongiuri a parte, beh, se ti vuoi fare inquisire per "girobolla DOC", puoi.
Ti vorrei ricordare come, ai sensi di legge ed in tutta europa, l'unico che abbia il diritto/dovere di assegnare uno o un altro codice CER è il produttore perchè è l'unico a sapere da che cacchiarola di processo gli è venuto fuori quel rifiuto.
Poi, se stai invece facendo un discorso che tra le righe invece dice "il gestore ambientale campa grazie ai trasportatori e quindi accetta anche rifiuti che rientrano tra i CER trasportabili da quel trasportatore ma non corrisponde alla effettiva origine del rifiuto", ti potrei rispondere che se magari il tutto si facesse stando a sentire un consulente ambientale serio ciò non accadrebbe.


antimo di martino ha scritto:Mi interessano in particolare le plastiche composite e rinforzate per le quali non essendoci un CER specifico e sopratutto una modalità di riciclo (di quelle termoindurenti) c'è parecchia confusione.
Per queste, in particolare, il recupero, per quanto ho affermato, mi sembra una pura ipotesi di scuola.
Quanto a dette percentuali di recupero, dalla mia esperienza, in un'azienda manifatturiera di medie dimensioni, non riusciamo a portare a recupero di materia più del 20-30% dei nostri rifiuti (ma parlo di un po' di tempo fa, quando c'erano produzione e rifiuti!).
Che ne pensi?

Personalmente, ne penso che sostanzialmente tutta la materia sia in qualche modo recuperabile, e ritengo anche che abbiamo già ora capacità e conoscenze tecnologiche per farlo anche per i rifiuti pericolosi, ma per l'altro verso mancano sia gli impianti sia la volontà di crearli sulla base di una programmazione industriale del ciclo rifiuti; espressione, quest'ultima, del tutto sconosciuta all'ameno ed italico Legislatore

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Messaggio  antimo di martino il Lun Dic 08, 2014 6:45 pm

.....esatto, è quello che credo avvenga per alcuni rifiuti che non trovano il modo di essere realmente recuperati: non ci sono gli impianti di riciclo e/o recupero di materia, non c'è ancora la volontà politica (e non) di realizzarli, non c'è un mercato (completo) per le materie prime-seconde, e per questo non c'è business, interessante; insomma, mi pare, che con tutto il parlare di green economy e di economia circolare in luogo di quella lineare, in Italia, ci si continui a parlare addosso.
Che sia il DDL green economy in elaborazione che dia la svolta?
Certo è che il 7° programma ambientale Europeo vuole che si vada proprio in quella direzione.
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