Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

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Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  FrancescoB il Mar Ott 07, 2014 2:32 pm

Vorrei esporre una problematica riguardo lo smaltimento dei raee professionali (produttori, ente pubblico). Esiste una legge che prevede una comunicazione a società no profit prima di avviare il rifiuto allo smaltimento presso società autorizzate. Da quanto ho capito questa formalità esiste e deve essere espletata anche se tale materiale non è funzionante, ed è necessario attendere la risposta da parte della società/ente no profit prima di registrare come rifiuti gli aee dismessi dall'inventario ed obsoleti. Tutto questo è nei compiti del delegato Sistri oppure il delegato deve limitarsi a registrare i rifiuti quando qualcuno lo comunica al delegato stesso. Questi passaggi non sono molto chiari anche perché un delegato non può entrare nel merito dell'inventario dell'amministrazione o quanto meno non è suo compito. Piuttosto è l'amministrazione di competenza che deve darne comunicazione al delegato. Nel frattempo questo materiale rimane in giacenza in magazzino senza registrazione sul cartaceo e/o Sistri anche se scaricato dai cespiti aziendali ed obsoleto?
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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  Supremoanziano il Mar Ott 07, 2014 3:07 pm

Ho capito molto poco di quello che hai scritto. Però ho capito che non hai molto chiara la normativa che regola i RAEE.
Per prima cosa un RAEE che proviene da un ente pubblico non è automatico che sia professionale.
Poi non ho capito chi sono le società no profit (forse intendi uno dei consorzi obbligatori?)
Ma che fa la società no profit? Deve dare il via libera prima di smaltire i RAEE? Rolling Eyes
Forse intendi l'Agenzia delle Entrate che deve fare il sopralluogo prima di avviare a dismissione i beni a cespite? Suspect
Sarebbe bene spiegare. study
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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  VdT il Mar Ott 07, 2014 3:08 pm

credo faccia riferimento alla croce rossa

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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  FrancescoB il Mar Ott 07, 2014 9:11 pm

VdT ha scritto:credo faccia riferimento alla croce rossa


Si per enti pubblici e periodicamente una commissione aggiorna gli inventari e scarica dagli stessi il materiale ritenuto obsoleto. Prima della smaltimento se si tratta di ente pubblico (è normativa) è necessario dare comunicazione alla Croce Rossa (anche se non funzionanti...) e solo dopo risposta si procede con la donazione (esiste un iter articolato) o smaltimento (se la risposta è negativa o se non rispondono entro i termini) allegando assieme al FIR un elenco del materiale scaricato dai cespiti per superare la presunzione di cessione dei beni e come documento che prova l'avvenuta distruzione. Dato che il compito del delegato Sistri è solo quello di inserire correttamente i dati relativi ai rifiuti comunicati, deve essere l'amministrazione di appartenenza ad occuparsi di contattare la Croce Rossa e solo in seguito comunicare la giacenza di materiale che deve essere considerato e caricato come rifiuto oppure deve seguire tutto il delegato? Spero di essere stato chiaro. Ritengo che nell'ambito di una amministrazione qualcuno debba comunicare quelli che sono i rifiuti al delegato non credo sia possibile agire di propria iniziativa. Immagino che nel privato è diverso.
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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  Supremoanziano il Mer Ott 08, 2014 8:57 am

Scusami se capisco poco, ma ho due giustificazioni: ho una certa età e il tuo italiano è faticosissimo.
Dunque, se ho ben capito, prima di dismettere un AEE l'ente pubblico deve informare la Croce Rossa per sapere se quell'AEE può essere ancora utilizzato oppure no (ma chi ha fatto questa legge? Shocked . Immagino che la CRI abbia fior fiore di tecnici in grado di stabilire se un AEE funziona oppure no Rolling Eyes )
Ma... stiamo parlando di AEE non ancora RAEE. Quindi il delegato Sistri (o qualsiasi altro incaricato a seguire i rifiuti) non c'entra niente. Almeno in questa fase.
Direi che è un problema interno all'amministrazione.
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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  Lilika il Mer Ott 08, 2014 9:15 am

Quoto Supremoanziano, cercando di interpretare la tua domanda mi sembra di capire anche a me che sia un problema amministrativo e non "tecnico", cioè di trasporto, smaltimento o altro...
Poi, se abbiamo capito male tutti e due, allora cerca di essere più chiaro.
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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  VdT il Mer Ott 08, 2014 9:16 am

questa bellissima normativa fa riferimento ad un Regio decreto che sarebbe tempo di abrogare.
Ad ogni modo come ha detto supremo anziano alla croce rossa non si cedono i RAEE ma bensì le AEE che poi diventeranno RAEE se e quando la croce rossa non sarà in grado di gestirle

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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  FrancescoB il Mer Ott 08, 2014 10:12 am

VdT ha scritto:questa bellissima normativa fa riferimento ad un Regio decreto che sarebbe tempo di abrogare.
Ad ogni modo come ha detto supremo anziano alla croce rossa non si cedono i RAEE ma bensì le AEE che poi diventeranno RAEE se e quando la croce rossa non sarà in grado di gestirle

Scusate se ho usato troppe parentesi ed interruzioni ma da neofita ho letto semplicemente la normativa e letto una circolare interna al mio ente di appartenenza. Esiste una procedura ed una priorità nella gestione degli AEE prima di definirli RAEE. Il dubbio (legittimo credo) che ho sollevato è quello di capire in quale fase interviene il delegato. Sicuramente è un problema amministrativo prima e del delegato dopo ma in qualche modo le cose sono collegate, nel senso che se l'amministrazione decide di dismettere dall'inventario materiale rotto oppure obsoleto, deve essa stessa o chi segue gli inventari ad inviare lettera a sta Croce Rossa o simili e solo in seguito comunicare ai Delegati eventuali giacenze da gestire. Spero di essere stato più chiaro.
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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  VdT il Mer Ott 08, 2014 10:23 am

sicuramente ci sarà un protocollo che impone la gerarchia delle mansioni ossia "chi deve fare cosa".
Il delegato SISTRI proprio perchè ha a che fare con i rifiuti interviene solo nel momento in cui i beni in carico sono classificati come tali.
Se si decide di darli alla croce rossa allora non sono rifiuti ed il delegato non interviene.
Sapere chi deve fare sta comunicazione non è scritto nel codice ambientale poichè ogni amministrazione può gestirsi da sola.
Io personalmente lo farei fare a chi gestisce i beni della struttura e non di certo al portinaio.

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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  Admin il Mer Ott 08, 2014 11:01 am

se l'amministrazione decide di dismettere dall'inventario materiale rotto oppure obsoleto, deve essa stessa o chi segue gli inventari ad inviare lettera a sta Croce Rossa o simili e solo in seguito comunicare ai Delegati eventuali giacenze da gestire
Non conosco questo adempimento ma, attenendomi ai principi generali della normativa sui rifiuti, direi che si applica solo ad apparecchiature obsolete.
Se sono rotte, e non hai intenzione di ripararle, vanno gestite come rifiuti.
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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  VdT il Mer Ott 08, 2014 11:03 am

Su questo non ci piove, ma ci scontriamo sul problema: Teoria vs Pratica

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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  isamonfroni il Gio Ott 09, 2014 12:17 pm

Il problema non è nè di teoria nè di pratica.
L'amico lassù ha detto la parola magica  "lavoro in un ente pubblico" il che equivale a dire che ci vuole una specifica delega formale timbrata e protocollata dai funzionari direttivi che incarichi il soggetto Filibertuzzi Ernesto alla redazione di questa benedetta lettera in cui si chiede alla CRI di dichiare se vogliono 'sta monnezza oppure no.

Beninteso in questa delega formale vanno individuati con precisione requisiti tecnici e responsabilità del soggetto che, in virtù di tale delicata incombenza dovrà logicamente essere inserito in una esplicita revisione della pianta organica dell'ufficio, dovrà avere diritto ad un livello retributivo non inferiore a Quadro A.
E' superfluo dire che, a causa del carico di responsabilità incombenti sul soggetto, dovrà essere rivista la valutazione dello stress lavoro correlato ecc......


A parte le battute, basta ragionarci un attimo: Regio decreto da abolire oppure no, per il momento in virtù di questa scemenza di regio decreto, le Vs. apparecchiature (non importa se sono obsolete o rotte)  rimangono beni a tutti gli effetti fino a che la CRI non vi dice che non le vuole.

Quindi in qualunque azienda normale, per scrivere alla Croce Rossa e chiedergli : "ai sensi del Regio Decreto xy, la vuoi 'sta roba?",  basta un impiegato qualunque, senza scomodare il delegato  SISTRI, visto che diventeranno rifiuti dopo che la CRI avrà detto che non li vuole.


Ultima modifica di isamonfroni il Gio Ott 09, 2014 1:02 pm, modificato 1 volta

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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  VdT il Gio Ott 09, 2014 12:18 pm

e non si può non quotare ISA

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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  Supremoanziano il Gio Ott 09, 2014 3:51 pm

Non quotare Isa sarebbe una bestemmia. (a parte il Filibertuzzi Ernesto...)
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Messaggio  FrancescoB il Ven Ott 10, 2014 3:45 pm

isamonfroni ha scritto:Il problema non è nè di teoria nè di pratica.
L'amico lassù ha detto la parola magica  "lavoro in un ente pubblico" il che equivale a dire che ci vuole una specifica delega formale timbrata e protocollata dai funzionari direttivi che incarichi il soggetto Filibertuzzi Ernesto alla redazione di questa benedetta lettera in cui si chiede alla CRI di dichiare se vogliono 'sta monnezza oppure no.

Beninteso in questa delega formale vanno individuati con precisione requisiti tecnici e responsabilità del soggetto che, in virtù di tale delicata incombenza dovrà logicamente essere inserito in una esplicita revisione della pianta organica dell'ufficio, dovrà avere diritto ad un livello retributivo non inferiore a Quadro A.
E' superfluo dire che, a causa del carico di responsabilità incombenti sul soggetto, dovrà essere rivista la valutazione dello stress lavoro correlato ecc......


A parte le battute, basta ragionarci un attimo: Regio decreto da abolire oppure no, per il momento in virtù di questa scemenza di regio decreto, le Vs. apparecchiature (non importa se sono obsolete o rotte)  rimangono beni a tutti gli effetti fino a che la CRI non vi dice che non le vuole.

Quindi in qualunque azienda normale, per scrivere alla Croce Rossa e chiedergli : "ai sensi del Regio Decreto xy, la vuoi 'sta roba?",  basta un impiegato qualunque, senza scomodare il delegato  SISTRI, visto che diventeranno rifiuti dopo che la CRI avrà detto che non li vuole.

Concordo perfettamente e ringrazio! Nel lavoro del delegato è fondamentale (almeno nel pubblico) la collaborazione di responsabili e colleghi specie amministrativi altrimenti lavorare correttamente diventa davvero un inferno. Nel mio caso ho fatto presente a colleghi impegnati nell'aggiornamento dell'inventario quando entra in gioco la mia responsabilità perché spesso si pensa di addossare la responsabilità tutta su una persona lavandosi velocemente le mani......
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Re: Dismissione RAEE di enti pubblici: comunicazione obbligatoria agli enti no profit?

Messaggio  FrancescoB il Ven Ott 10, 2014 3:46 pm

isamonfroni ha scritto:Il problema non è nè di teoria nè di pratica.
L'amico lassù ha detto la parola magica  "lavoro in un ente pubblico" il che equivale a dire che ci vuole una specifica delega formale timbrata e protocollata dai funzionari direttivi che incarichi il soggetto Filibertuzzi Ernesto alla redazione di questa benedetta lettera in cui si chiede alla CRI di dichiare se vogliono 'sta monnezza oppure no.

Beninteso in questa delega formale vanno individuati con precisione requisiti tecnici e responsabilità del soggetto che, in virtù di tale delicata incombenza dovrà logicamente essere inserito in una esplicita revisione della pianta organica dell'ufficio, dovrà avere diritto ad un livello retributivo non inferiore a Quadro A.
E' superfluo dire che, a causa del carico di responsabilità incombenti sul soggetto, dovrà essere rivista la valutazione dello stress lavoro correlato ecc......


A parte le battute, basta ragionarci un attimo: Regio decreto da abolire oppure no, per il momento in virtù di questa scemenza di regio decreto, le Vs. apparecchiature (non importa se sono obsolete o rotte)  rimangono beni a tutti gli effetti fino a che la CRI non vi dice che non le vuole.

Quindi in qualunque azienda normale, per scrivere alla Croce Rossa e chiedergli : "ai sensi del Regio Decreto xy, la vuoi 'sta roba?",  basta un impiegato qualunque, senza scomodare il delegato  SISTRI, visto che diventeranno rifiuti dopo che la CRI avrà detto che non li vuole.

Concordo perfettamente e ringrazio! Nel lavoro del delegato è fondamentale (almeno nel pubblico) la collaborazione di responsabili e colleghi specie amministrativi altrimenti lavorare correttamente diventa davvero un inferno. Nel mio caso ho fatto presente a colleghi impegnati nell'aggiornamento dell'inventario quando entra in gioco la mia responsabilità perché spesso si pensa di addossare la responsabilità tutta su una persona lavandosi velocemente le mani......
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